Dopo una intensa tournée Corrado Accordino è approdato al Teatro Elfo Puccini di Milano da lunedì 4 a venerdì 8 giugno con il monologo “Così tanta bellezza”, il cui sottotitolo potrebbe essere “la leggerezza è la misura della profondità”, soprattutto se condita con l’autoironia. Una prova autoriale interessante, dove la mimica e il gioco sono intrecciati con un teatro tipicamente di parola, che sta tutto nel testo e nel respiro dell’attore sulle parole; una riflessione sulla bellezza come senso della vita. Una parabola implacabile di una vita apparentemente “perfetta”, in cui tutto è al proprio posto e le cose vanno come devono andare fino alla paura di tutto che dilaga, il coraggio di mettersi in discussione e il rovesciamento della posizione iniziale: da una vita di buon senso, operosa e proficua a una vita fatta solo di momenti buoni, di cose inutili ma belle. Un messaggio di grande semplicità che libera dalla prigione dell’uomo contemporaneo e dagli schemi fatti per rassicurare che poi diventano carceri soffocanti.

Dal 6 al 16 giugno. Per la rassegna di drammaturgia “Sguardi contemporanei”, Manuela Cherubini si cimenta, ancora una volta - dopo essersi aggiudicata nel 2010 il premio Ubu per l’adattamento dello spettacolo “Bizzarra” - con un testo di Rafael Spregelburd, attore, drammaturgo e regista argentino, tra i più importanti sulla scena mondiale. Si tratta di “Acassuso”: nella versione italiana, “Le solite ignote”.

Timeless - Teatro India (Roma)

Scritto da Sabato, 16 Giugno 2018

Dopo averli apprezzati nel loro “Bartleby”, progetto scenografico e narrativo dedicato all’omonimo racconto di Herman Melville, siamo tornati ad osservare, al Teatro India, il nuovo lavoro della Compagnia Muta Imago, “Timeless”, un percorso di esplorazione umana. Un’occasione per concedersi, secondo la loro stessa definizione, “un’indagine collettiva sulla natura del tempo per avviare una riflessione sull’ora e sulle sue caratteristiche di impermanenza”. Esperimento che, anche grazie alla volontà di mettersi in gioco dei giovani attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma, si fa seguire con attenzione, curiosità ed empatia.

Claudio Longhi, con la sua collaudatissima compagnia, porta in scena, sul palco del Teatro Argentina, “La classe operaia va in paradiso”, opera cinematografica di Elio Petri ed Ugo Pirro vincitrice della Palma d'Oro a Cannes, tanto bella quanto socialmente importante e, purtroppo, estremamente attuale. Un viaggio nella genesi della stesura e realizzazione del film, nelle contrapposizioni e nelle incoerenze degli anni ’70, che tornano a riflettersi nell’apparente, inarrestabile “cupio dissolvi” dei nostri giorni.

Uno spettro si aggira sul palcoscenico: è lo spettro di Nicola Vicidomini. Tra esaltazione lirica e masturbazione genitale, tra sputacchi in faccia a se stesso e provocazioni blasfeme supportate però da un contesto letterario e filosofico, il trascinante e "ripugnante" comico sembra ispirarsi a quel monaco e grande filosofo, Giordano Bruno, al quale dovettero inchiodare la lingua per farlo tacere prima di bruciarlo sul rogo a Campo de' Fiori.

Dal 22 maggio al 3 giugno al Teatro Strehler in “PaGAGnini” si incontrano musica classica, humor e virtuosismi, con quattro musicisti trasformati in scatenati showmen. Un divertente e sorprendente “Dis-Concerto” passa in rassegna alcuni dei momenti più alti nella storia della musica classica combinati ingegnosamente alla musica pop.

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