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Beatrice Antolini live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 11/12/2010 Stampa E-mail
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Live Reports Concerti
Scritto da Andrea Cova   
Mercoledì 15 Dicembre 2010 22:28
Beatrice Antolini

La giovane e seducente cantautrice maceratese ritorna al romano Circolo degli Artisti per presentare il terzo attesissimo capitolo del suo percorso musicale, l’album “BioY” pubblicato un mese fa e già salutato dalla critica come la definitiva consacrazione del suo estro incoercibile, del suo gusto musicale ricercato e personalissimo ed indiscutibilmente anche della sua abilità tecnica di polistrumentista. Un concentrato esplosivo di funky, psichedelia, sinth pop di pura ascendenza Eighties, ispirazione cantautorale, reggae, indie rock e new vave che lascia letteralmente senza fiato. In poche parole il disco dell’anno.

 

 

Beatrice AntoliniGià conosciamo la caleidoscopica gamma di emozioni che possono travolgerci se decidiamo di recarci a corte di colei che, a soli quattro anni dal debutto, si è guadagnata a tutti gli effetti il titolo di indiscussa regina del panorama indipendente italiano. Inevitabile quindi che il percorso che ci conduce al Circolo degli Artisti sia gravido di impazienti aspettative e di una incandescendente curiosità che non sarà raggelata neppure dall’attesa di un’ora nel giardino del locale (dovuta ad un imprevisto slittamento dell’orario di inizio del concerto) in una serata dicembrina dalle temperature non propriamente miti. Non appena si spalancano le porte del club, ci affrettiamo a guadagnare una postazione privilegiata che ci consenta di gustare sino in fondo il travolgente spettacolo live che si dispiegherà tra breve dinanzi ai nostri occhi: prima fila davanti alla transenna, esattamente a metà strada tra la tastiera Nord e le percussioni di Beatrice, le due dimensioni sonore tra cui l’artista  marchigiana si dividerà nel corso del concerto. Infatti è assolutamente da sottolineare che, oltre alla raffinata e poliedrica originalità compositiva e alla non comune intensità interpretativa sostenuta da un’apprezzabile duttilità vocale, un’altra rara ed apprezzabilissima freccia è pronta nell’antoliniana faretra per essere scoccata e lasciare stupefatti coloro che non abbiano già avuto il privilegio di imbattersi nella sua arte: Beatrice è difatti una talentuosissima polistrumentista con alle spalli anni di studio in Conservatorio che hanno affinato la sua tecnica pianistica (il pianoforte è lo strumento che ha accompagnato la sua formazione di musicista sin dagli anni dell’infanzia) e un’irrefrenabile istinto che l’ha spinta a lanciarsi in una continua sperimentazione sino ad arrivare a padroneggiare con sorprendente maestria anche percussioni, batteria, moog, basso, chitarra, sax e clavinet.

Beatrice AntoliniBeatrice arriva sul palco accompagnata dal suo fidato gruppo di musicisti e prima di cedere alle lusinghevoli tentazioni della sua arte musicale, è impossibile non restare affascinati dalla sua bellezza aggressiva, passionale e misteriosa: occhi d’ebano, lunghi capelli corvini  che si adagiano sull’incarnato delicato, un abito nero e dorato che esalta la sua figura elegante e sensuale. Nonostante le evidenti difficoltà vocali causate da un’inclemente faringite che non le concederà tregua nel corso dell’intera serata, la professionalità, il desiderio di comunicare con il proprio pubblico e la potenza deflagrante dei brani estratti dal nuovo album saranno gli ingredienti che consentiranno alla Antolini di regalare ai numerosi fedelissimi del suo fanbase capitolino un concerto decisamente memorabile.

Com’era d’altro canto legittimo aspettarsi la porzione principale della scaletta sarà dedicata a presentare le composizioni estratte da “BioY”, ma avremo anche l’occasione di ripercorrere alcune delle tappe più significative dell’avventuroso sentiero sin qui percorso attraverso le note oblique ed affascinanti di alcuni brani estratti dall’album precedente “A Due” di due anni fa: riascoltiamo difatti con piacere la psichedelica “A New Room For A Quiet Life”, permeata di influenze latine e tribali, la travolgente “Double J” e soprattutto due tra i suoi successi più conosciuti ed amati dal pubblico, la straripante e vertiginosamente adrenalinica “Funky Show” ed il malizioso swing di “Sugarise” che nella versione live acquiscono ancora maggior carica e vigore.

Beatrice AntoliniTornando alle dieci gemme custodite in “BioY”, si ha sin dalle prime battute la sensazione che sostengano in maniera grandiosa la prova del live e che la Antolini abbia decisamente raggiunto il proprio obiettivo, ossia quello di colpire il pubblico con il ritmo impetuoso ed il volume della sua musica insinuandosi in ogni neurone e in ogni pulsazione. Ai synth aggressivi e al soverchiante crescendo dagli stupefacenti sentori noise-industrial di “Night SHD” (vista la complessità e la ricchezza di questo brano, si rimane davvero sbigottiti nell’apprendere che Beatrice l’ha composto quando aveva appena sedici anni) e all’armonica fusione di poderose chitarre elettriche, echi balcanici e tribali e distorsioni alternative dell’esoterica “Eastern Sun” è affidata l’apertura del live. La cavalcata furiosa e appassionante proseguirà poi con la frenesia sonora della sognante ed evocativa “Piece Of Moon”, l’incedere orecchiabile e avvolgente a cavallo tra pop e funk di “Mutantsonic” ed il radiofonico primo singolo “We’re Gonna Live” dalle evidenti reminescenze anni Ottanta, composto da Beatrice come suo personale tributo alla memoria di Michael Jackson (una sorta di risposta a “Wanna Be Startin’ Something”) ed impreziosito nella versione studio dal contrappunto del sax di Andrea Fumagalli, alias Andy dei Bluvertigo. Una menzione particolare va poi riservata alla superlativa “Venetian Hautboy”, già inclusa due anni fa nella compilation “Il paese è reale” realizzata dagli Afterhours per dare visibilità ai nomi più interessanti della scena indipendente italiana, che in un’orgia sonora di ritmica trascinante, basso ipnotico, loop elettronici e sincopate linee vocali ci conduce sino all’estasi, e alla deliziosa e fulminea “Abletable” che in appena settantacinque secondi condensa tutto il cristallino ad anticonvenzionale talento della Antolini e vede una filastrocca decisamente obliqua e scapigliata sposarsi con l’incedere bambinesco e brillante del pianoforte.

Beatrice AntoliniIn “BioY” si viaggia però anche sulle corde tese dell’emozione più vibrante e struggente, quella delle due sublimi ballate “Planet”, che Beatrice dedica a suo padre nel live romano, e “Paranormal”, brani che pongono in evidenza il suo virtuosismo pianistico ed una non comune sensibilità di interprete ricercata ed intensa. Infine una perla oscura ed enigmatica che suggella alla perfezione questo terzo album, levigata testimonianza della maturità artistica raggiunta dalla cantautrice maceratese: si tratta della titletrack “BioY”, elegante prova cantautorale intrisa di reminescenze e complessi intrecci stilistici, che la stessa autrice ha descritto come un mantra privo di una vera e propria strofa o di un rassicurante ritornello, ispirato alla musica tradizionale orientale e all’opera di compositori come Bela Bartok e Sergej Prokofiev.

Il pubblico romano ancora una volta esce dal Circolo degli Artisti completamente rapito dalla magia, dal carisma ineffabile e dall’energia magmatica di uno dei più luminosi talenti che il nostro malandato ed asfittico panorama musicale possa vantare. Se a nemmeno trent’anni Beatrice Antolini ha già composto tre album così caleidoscopici, profondi ed ambiziosi e, anche praticamente priva di voce, riesce a regalare uno spettacolo live così pregiato ed impetuoso, c’è da scommettere che il suo futuro artistico sarà incredibilmente radioso e che prestissimo il suo dissonante ed eclettico universo sonoro sarà conosciuto ed amato anche al di fuori dei nostri confini.

 

SCALETTA

1.      Night SHD

2.      Eastern Sun

3.      Piece Of Moon

4.      Mutantsonic

5.      A New Room For A Quiet Life

6.      Planet

7.      BioY

8.      Venetian Hautboy

9.      Abletable

10.  Funky Show

11.  Paranormal

12.  We’re Gonna Live

Encore

13.  Sugarize

14.  Double J

 

Le prossime date del tour:

16 dicembre 2010 - Torino - Spazio 211

18 dicembre 2010 - Firenze -  Auditorium Flog

28 dicembre - Bari - Teatro Kismet

29 gennaio 2011 - Perugia - Urban

12 febbraio 2011 - Arezzo -  Karemaski

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Christian Briziobello (Ufficio Stampa Circolo degli Artisti), Annachiara Pipino (Ufficio Stampa DNAConcerti), Paolo Naselli Flores (Ufficio Stampa Unomundo)

Fotografie di: Laura Penna

Sul web: www.myspace.com/beatriceantolini

 

 

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