Tre concerti a Roma in appena otto mesi, tutti accolti da un pubblico entusiasta e caloroso. Dopo gli straordinari consensi riscossi all’ultima edizione del Festival di Sanremo, con tanto di rivolta degli orchestrali per la sua immeritata esclusione, il clamoroso successo ottenuto dal suo secondo album “Grovigli” e i sold out registrati in aprile alla Sala Sinopoli dell’Auditorium e in luglio al Villa Celimontana Jazz Festival, Malika Ayane espugna anche la sontuosa Sala Santa Cecilia confermando un talento sfavillante ed inestimabile ed una fresca e genuina semplicità. Non c’è dubbio, è lei la rivelazione musicale dell’ultimo anno.
La cantautrice italo-marocchina rappresenta la – confortante – testimonianza del fatto che doti interpretative e compositive innate coltivate in lunghi anni di instancabile devozione e studio attento e la faticosa ma incredibilmente formativa gavetta costituiscano ancora la strada maestra per raggiungere una solida maturità e consapevolezza artistica, un successo duraturo e luminoso. Un percorso vissuto da Malika Ayane cantando sia nei locali jazz e blues milanesi che nel coro delle voci bianche del Teatro alla Scala, interpretando le colonne sonore di numerose campagne pubblicitarie e collaborando con autori e musicisti tra i più raffinati e creativi della scena pop-rock melodica italiana. L’anno che ormai volge al termine ha segnato la definitiva consacrazione del suo talento, lo sdoganamento del suo sofisticato stile che ha inesorabilmente conquistato sia le classifiche di vendita che i critici più esigenti e severi. E’ quindi davvero una gioia festeggiare accanto a Malika questi mesi sicuramente piuttosto impegnativi ma anche colmi di gioie e soddisfazioni, specialmente se si è avuta l’opportunità di imbattersi nella sua solarità, nella sua grazia innata e fanciullesca e nel suo seducente estro artistico ben prima che queste doti preziose fossero rischiarate dalle luci della ribalta. Dopo l’apertura della serata affidata ai brani dell’originale ed eclettico cantautore romano The Niro (particolarmente apprezzato dalla Ayane, tanto che un brano da lui firmato verrà con tutta probabilità incluso nel suo prossimo lavoro discografico), è finalmente giunto l’atteso momento. In una Sala Santa Cecilia assolutamente gremita e festosa, nella quale scorgiamo anche volti noti come Laura Pausini e l’ex-ministro Giovanna Melandri, si respira l’atmosfera densa di energia ed aspettative tipica delle grandi occasioni: Malika Ayane sale sul palco proponendoci immediatamente una sfaccettatura inaspettata ed accattivante del suo poliedrico universo di interprete. Suggestivi fasci di luce blu cobalto, chitarre elettriche distorte e il martellante accompagnamento di un hammond ci introducono a quello che sarà il brano di apertura della serata, la cover dello storico successo “You Keep Me Hangin’ On” delle Supremes in puro stile soul Motown, dimensione nella quale la cantautrice italo-marocchina sembra trovarsi perfettamente a proprio agio. Come ormai ci ha piacevolmente abituato in ogni sua esibizione live, Malika presta notevole attenzione al look, sempre originale e ricercato: dapprima la vediamo indossare abito corto ed acuminati stivaletti neri, con una vezzosa mantellina grigia; nel corso della serata ci stupirà poi abbinando ad un altro semplice ed elegante abitino nero una eccentrica pelliccia bianca e scarpe rosse con zeppe vertiginose (si direbbe quasi a-la-Lady Gaga) oppure altrettanto stupefacenti calzature dall’audace fantasia leopardata. Uno stile assolutamente riconoscibile, stravagante ma sempre di gran gusto. Visibilmente emozionata dalla cornice in cui sta per esibirsi Malika ci racconta che, vista la sua timidezza e difficoltà nel parlare durante i propri concerti, si era preparata tutto un elaborato discorso per sfoggiare il romanesco faticosamente imparato; tutto sommato però pensa che sia decisamente meglio cantare poichè i suoi tentativi di “fare la simpatica” finiscono sempre per fallire miserevolmente. Pur non essendo per nulla d’accordo con questa eccessiva autocritica ed anzi apprezzando molto l’estrema semplicità e la naturale simpatia di una ragazza che non sembra essere stata minimamente accarezzata dall’aspetto più deteriore del successo, ci predisponiamo a godere di una serata in cui la musica sarà unica ed indiscussa protagonista. Naturalmente ampio spazio verrà riservato nella nutrita scaletta ai brani estratti dal secondo album di studio della Ayane, “Grovigli”, pubblicato nello scorso febbraio in concomitanza con la sua partecipazione al Festival di Sanremo e recentemente riproposto nel nuovo progetto discografico “Grovigli Special Tour Edition”, che oltre ad arricchire la versione originale del disco con alcuni brani inediti regala ai fans anche un dvd che immortala gli istanti più memorabili del concerto dello scorso aprile all’Auditorium Parco della Musica in otto brani live, a cui si aggiungono contenuti speciali relativi al backstage di questa indimenticabile serata romana. Ascoltiamo difatti i trascinanti e coinvolgenti singoli “Thoughts and clouds” e “Satisfy my soul”, per poi smarrirci nelle atmosfere vellutate ed avvolgenti di “Chiamami adesso” e “Little brown bear” ed abbandonarci ai sorrisi giocosi regalati da “Brighter than sunshine” e alla dolcezza infinita e soffusa di “Blue bird”. Come potrebbero mancare poi i due successi sanremesi “Come foglie” e “Ricomincio da qui”, quest’ultimo in particolare accompagnato da una vera apoteosi di applausi in concomitanza del galvanizzante crescendo finale, e le delicate ed emozionanti “Controvento” e “Someday”. Ascoltiamo con piacere anche i due brani che impreziosiscono la riedizione di “Grovigli”, ovvero “Il giorno in più”, toccante ballata frutto del raffinato talento autorale di Pacifico ed arricchita nella versione di studio da archi e fiati arrangiati dal violinista rumeno Alexander Balanescu (brano che peraltro costituirà il tema portante della colonna sonora dell’omonimo film tratto dal libro di Fabio Volo), e soprattutto l’eccezionale “Hello!”, duetto di grande trasporto emotivo interpretato nella versione originale con il compagno Cesare Cremonini, che ne è anche l’autore. A proposito di “Hello!” Cesare ha dichiarato che si tratta di “una canzone d'amore che è anche qualcosa di più. Parla di fiducia, di lasciarsi cadere ad occhi chiusi. L'ho scritta perchè penso che questo sia il modo migliore per proteggere chi ami. Ho chiesto a Malika di cantare con me perchè le nostre voci insieme trasformano una canzone che esprimeva un punto di vista unicamente maschile, in un dialogo, una forma espressiva che amo molto”. Traduzione in musica e parole della purezza di un sentimento di rara profondità, quello che unisce due tra i giovani artisti più promettenti del panorama musicale italiano. Infine è assolutamente doverosa la presenza di “Feeling better”, il singolo che un paio di anni fa ha proiettato per la prima volta Malika in vetta alle classifiche italiane, dando una sferzata decisiva alla sua carriera, e che come di consueto scatena un’euforia contagiosa ed irrefrenabile. Completano la scaletta alcune interessanti e variegate cover: oltre alla già citata “You Keep Me Hangin’ On”, ascoltiamo il classico francese “Les amours perdues” di Serge Gainsbourg, il sensuale glam rock di “Rock ’n’ Roll Suicide” di David Bowie, l’elettrizzante atmosfera disco di “Heart of Glass” dei Blondie che in un istante tramuta la compassata Sala Santa Cecilia dell’Auditorium in un dancefloor in sfavillante stile Seventies ed, in conclusione, l’italianissima e spensierata “Quando dico che ti amo” di Tony Renis che fa scendere il sipario su questa serata memorabile con un’interpretazione davvero cristallina e brillante. Missione compiuta, Malika ci ha ancora conquistato grazie al raro dono che la natura le ha regalato: quello di un talento unico e pregiato, coniugato a un’empatia nel rapportarsi col pubblico e ad una naturale freschezza e simpatia che siamo sicuri le regaleranno un percorso artistico duraturo e di eccezionale lucentezza. SCALETTA 1. You Keep Me Hangin’ On (cover delle Supremes) 2. Thoughts and clouds 3. Chiamami adesso 4. Brighter than sunshine 5. Soulwaver (Sospesa) 6. Satisfy my soul 7. Someday 8. Les amours perdues (cover di Serge Gainsbourg) 9. Little brown bear 10. Il giardino dei salici 11. Blue bird 12. Controvento 13. Sogna 14. Briciole 15. Heart of Glass (cover dei Blondie) 16. Il giorno in più 17. Moon 18. Ricomincio da qui 19. La prima cosa bella 20. Come foglie 21. Feeling better 22. Rock ’n’ Roll Suicide (cover di David Bowie) Encore: 23. Hello! 24. Quando dico che ti amo (cover di Tony Renis) Le prossime date del tour: 13 dicembre/ Napoli/ Teatro Bellini 14 dicembre/ Brindisi/ Teatro Verdi 16 dicembre/ Avellino/ Teatro Gesualdo 20 dicembre/ Bologna/ Teatro Delle Celebrazioni 21 dicembre/ Firenze/ Teatro Verdi 22 dicembre/ Pisa/ Teatro Verdi Articolo di: Andrea Cova Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio Stampa Fondazione Musica Per Roma Sul web: www.malikaayane.com – www.myspace.com/malikaayane - www.auditorium.com |