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Chiara Civello live @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 13/11/2010 Stampa E-mail
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Live Reports Concerti
Scritto da Andrea Cova   
Martedì 16 Novembre 2010 19:17
Chiara Civello

Passaporto italiano, animo da viaggiatrice ed una personalità artistica fortemente cosmopolita ed affascinante. Nell’ambito della trentaquattresima edizione della rassegna Roma Jazz Festival, Chiara Civello presenta al pubblico romano il suo nuovo lavoro discografico “7752”, dieci composizioni che coniugano jazz, soul, cantautorato italiano e morbide sonorità latine, conducendoci con voce calda ed avvolgente ed un raffinatissimo gusto per la melodia in un itinerario musicale dal fascino realmente conturbante.

 

Titolo enigmatico ed originale, “7752”, quello prescelto per il terzo capitolo del suo percorso discografico dalla cantautrice romana Chiara Civello. La spiegazione è in realtà estremamente semplice e significativa: questo misterioso numero rappresenta in realtà i chilometri che separano New York, da oltre un decennio città di adozione dell’artista, da Rio De Janeiro, destinazione di un viaggio che ha radicalmente cambiato la sua esistenza sia dal punto di vista dell’approccio alla vita quotidiana, travolgendola con la colorata solarità e gioia di vivere tipicamente brasiliana, che da quello della composizione musicale. Roma-New York-Rio De Janeiro costituiscono dunque i tre vertici di un universo sonoro complesso, armonico e variegato, che affonda le proprie radici nelle tradizioni mediterranea e latina ma rielaborandole – ed amalgamandole - in maniera assolutamente originale e personale.

Nella scaletta del concerto romano, il primo della nuova tourneè (coincidenza che Chiara ci confessa emozionarla particolarmente, rivelandoci che forse avrebbe preferito qualche data preliminare per dar modo a lei e ai musicisti di riscaldare i motori prima di approdare a questo impegnativo appuntamento) trovano spazio tutti i brani estratti dal nuovo album, accompagnati da alcuni dei più luminosi successi del passato e da alcune sorprendenti cover. Ad accompagnare Chiara Civello sul palco di una Sala Sinopoli gremita di un pubblico veramente caloroso e di ogni fascia d’età troviamo un gruppo di talentuosi ed eclettici musicisti (Marco Siniscalco al basso, Fabrizio Fratepietro alla batteria, Antonio Iasevoli alla chitarra e Simone Haggiag alle percussioni), con i quali sin dalle prime note viene a crearsi una perfetta sintonia, magica alchimia che trascende i generi musicali e ci conduce in una dimensione sonora seducente e passionale, catturandoci sempre più inesorabilmente canzone dopo canzone. Chiara si alterna, con eguale virtuosismo ed intensità, tra una chitarra rosso fuoco ed un elegante pianoforte a coda, strumenti le cui sembianze simboleggiano forse alla perfezione le due dissonanti anime di questa intrigante musicista.

L’incipit è affidato al brano di apertura del nuovo album, quella “Otto storie” che, col suo testo ironico, provocatorio e stuzzicante ha destato non poca curiosità (come peraltro lei stessa ricorda divertita sul palco dell’Auditorium) e col suo ritmo insinuante e le morbide sfumature latine che la caratterizzano ha decisamente catturato l’attenzione del pubblico, segnando un evidente svolta sonora per l’itinerario artistico della Civello, verso lidi più gustosamente pop e radiofriendly rispetto al sofisticato e rarefatto jazz del passato. La serata si incammina immediatamente sul binario del sentimento grazie alle atmosfere vellutate e romantiche del soul-r&b di “My somewhere to go” e “I didn’t want”; una manciata di emozioni dopo veniamo però investiti dalla ventata di deciso femminismo, quella che ci accarezza con “Un uomo che non sa dire addio”, cover di una bossanova del brasiliano Antonio Villeroy, declinata in una veste cantautorale italianissima, dal sapore sorprendentemente anni sessanta.

Ecco però giunto il momento di un primo sguardo rivolto al passato. Dal secondo album “The space between” riascoltiamo “If you ever think of me” e la struggente “Un passo dopo l’altro”, mentre dal disco di esordio riassaporiamo “Here is everything” e l’eterea e levigata classe di “Trouble”, nato da un session compositiva col geniale maestro Burt Bacharach che, resosi immediatamente conto del cristallino talento dell’esordiente Chiara, aveva subito accettato di buon grado di collaborare con lei. Ritorniamo però al presente scoprendo altre gemme custodite in “7752”, come la umbratile e notturna “Non avevo capito niente” o la ballad “One more thing” dal sound soul squisitamente americano, interpretata con una padronanza vocale ed espressiva e dei colori vocali che ci ricordano quelli di una delle giovani cantautrici d’oltreoceano più osannate da critica e pubblico dell’ultimo decennio, la newyorkese Alicia Keys. Come la stessa protagonista della serata sottolinea, questo terzo album è nato da un approccio maggiormente conviviale e di condivisione rispetto alla modalità compositiva che aveva contraddistinto i precedenti: durante il suo soggiorno in Brasile Chiara era stata infatti colpita ed ispirata dalla consuetudine carioca di passarsi la chitarra durante le feste e improvvisare nuovi accordi e melodie, abitudine che coinvolge sia gli artisti affermati in vetta alle classifiche che giovani e sconosciuti esordienti. Proprio in una circostanza simile aveva avuto modo di conoscere la star brasiliana Ana Carolina, con la quale era poi nato un vero e proprio sodalizio artistico tanto da comporre assieme ben cinque brani del nuovo album di Chiara e addirittura duettare in uno di questi, il travolgente incontro di sensibilità artistiche di “Resta”. La grandissima sorpresa riservata per il debutto romano del tour è proprio l’arrivo inaspettato sul palco della cantautrice sudamericana per presentare al pubblico italiano questo straordinario duetto, ormai da tempo giunto in vetta alle classifiche brasiliane. Istanti di pura emozione, si percepisce distintamente che il dialogo artistico tra le due interpreti è sincero e frutto di profondo rispetto e conoscenza reciproca; il pubblico non può che ringraziare con applausi scroscianti. Una doverosa citazione la merita anche la frizzante e gioiosa interpretazione di “Sofà”, il brano più brillante e spensierato incastonato nel nuovo album, scritto a sei mani con la stessa Ana Carolina e la giovane cantautrice romana (ma con caliente sangue andaluso nelle vene) Diana Tejera, anche lei presente in sala e salutata affettuosamente dalla collega ed amica Chiara.

Altro episodio particolarmente toccante della serata è poi quello in cui, dopo aver ascoltato i versi di una delicata e vibrante poesia di Emily Dickinson (che vi riportiamo integralmente al termine alla recensione, ndr), l’artista propone in una intima e soffusa dimensione chitarra-voce due capolavori della melodia italiana, “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo e “Il mondo” di Jimmy Fontana, in una penombra che rende l’atmosfera intima e preziosa, recondito luogo dell’anima in cui custodire gelosamente sentimenti ed emozioni.

La serata si chiude con il doveroso encore, richiesto a gran voce da un pubblico ormai entusiasta: a suggellare questa serata di ottima musica due cover riarrangiate in maniera assolutamente convincente e personale, ovvero “Que reste til de nos amours” standard popolare melodico francese composto da Charles Trenet e l’immortale “Moon river” tratta dalla colonna sonora del film “Colazione da Tiffany”; il congedo finale arriva poi sulle note di “Parole incerte”, il primo brano firmato da Chiara Civello, una struggente riflessione sui fraintendimenti che immancabilmente scaturiscono dalla distanza tra due anime innamorate.

Con questo ritorno alle origini si chiude il cerchio e Chiara ci saluta con la consueta solarità, energia ed eleganza. Un debutto accolto con grande calore dal pubblico romano per questa tourneè che raggiungerà nel corso dei prossimi mesi l’intera penisola e che siamo sicuri consacrerà definitivamente l’estro artistico e la sensibilità di una delle cantautrici più raffinate, cosmopolite ed interessanti che il nostro paese possa vantare.

 

SCALETTA

1.      Otto storie

2.      My somewhere to go

3.      I didn’t want

4.      Un uomo che non sa dire addio

5.      If you ever think of me

6.      Un passo dopo l’altro

7.      Here is everything

8.      Trouble

9.      Non avevo capito niente

10.  L Train

11.  Sofà

12.  One more thing

13.  Il mondo/Io che amo solo te

14.  Night

15.  I’m your love

16.  Resta (con Ana Carolina)

17.  Dimmi perché

Encore

18.  Que reste til de nos amours

19.  Un uomo che non sa dire addio

20.  Moon river

21.  Parole incerte

 

 

Hanno suonato sul palco dell’Auditorium Parco della Musica

   Chiara Civello – voce, pianoforte, chitarra

   Marco Siniscalco – basso

   Fabrizio Fratepietro – batteria

   Antonio Iasevoli – chitarra

   Simone Haggiag – percussioni

 

Prossime date del CHIARA CIVELLO - 7752 Tour

20 novembre 2010 Cagliari Auditorio del Conservatorio

26 novembre 2010 Milano Blue Note

27 novembre 2010 Milano Blue Note

3 dicembre 2010 Torino Folk Club

4 dicembre 2010 Bari Teatro Forma

5 dicembre 2010 Ragusa Note di Notte Winter

 

«Se tu venissi in autunno,

io scaccerei l’estate

un po’ con un sorriso e un po’ con dispetto,

come scaccia una mosca la massaia.

Se fra un anno potessi rivederti,

farei dei mesi altrettanti gomitoli

da riporre in cassetti separati,

per timore che i numeri si fondano.

Fosse l’attesa soltanto di secoli,

li conterei sulla mano,

sottraendo fin quando le dita mi cadessero

nella Terra di Van Diemen.

Fossi certa che, dopo questa vita,

la tua e la mia venissero,

io questa getterei come una buccia

e prenderei l’eternità.

Ora ignoro l’ampiezza

Del tempo che intercorre a separarci,

e mi tortura come un’ape fantasma

che non vuole mostrare il pungiglione

1862 – Emily Dickinson

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio Stampa Fondazione Musica per Roma

Sul web: www.chiaracivello.comwww.auditorium.com

 

 

Commenti  

 
0 #2 CD 7752kátia Bessa 2010-11-17 22:38
Chiara Civello é sinônimo de talento e beleza,intelige ncia e simplicidade.Sou fã.
Citazione
 
 
0 #1 CD 7752Socorro Freitas 2010-11-17 22:35
Sou brasileira,moro no Estado do Rio Grande do Norte,Região Nordeste do Brasil,comprei o CD 7752 da Cantora Italiana Chiara Civello e amei,talentosis sima e uma voz linda,uma grande instrumentista, toca muito piano e violão,além de compor muito bem,parceiraa da nossa DIVA ANA CAROLINA.
Obrigada a Itália por nos presentear com uma grande estrela.
Citazione
 

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