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Piccole realtà crescono, resistono e in alcuni casi piacciono pure. Con queste poche parole si può riassumere la terza edizione del + Tost Che Niente Indie Fest, piccolo festival di musica indipendente italiana organizzato da La Valvola Eventi.
Piccole realtà crescono, resistono e in alcuni casi piacciono pure. Con queste poche parole si può riassumere la terza edizione del + Tost Che Niente piccolo festival di musica indipendente italiana organizzato da La Valvola Eventi. L’idea di fondo è sempre quella che a contraddistinto le precedenti edizioni, un attento sguardo al cantautorato italiano di spessore, il tutto suonato in un ambito acustico il più possibile minimalista, proprio per estrapolare l’essenza e le qualità degli artisti. Il palco è quello del Diagonal Loft Club di Forlì, prestigioso locale romagnolo sempre attento alle nuove proposte e dalla programmazione eterogenea. Si parte di buona ora, il via alla serata è alle 19.00 e, complice l’aperitivo, la frequenza è da subito di un certo livello, la partenza è affidata ai Jocelyn Pulsar progetto solista di Francesco Pizzinelli che da poco dato alle stampe il suo quarto disco “Il gruppo spalla non fa il soundcheck”, cantautorato ironico/contemporaneo molto spesso autobiografico a cavallo tra Bersani e Gazè che ben si affianca ai nomi del circuito indie più quotati come Dente e Brunori. Il suo live, chitarra-voce e loop, impersonifica pienamente lo stile del fest, minimalismo allo stato puro ma eseguito con cognizione di causa. E’ poi il momento di Le-Li giovane artista vicentina che ha fatto della sua eccellente voce e bravura un ottimo biglietto da visita per chi l’ascoltava per la prima volta, mentre, per gli addetti ai lavori, non è certo una novità ma una conferma. Canzoni sussurrate, circondata da musicisti di alto livello che anche in assenza di batteria (non del tutto visto l’improvvisato rullante realizzato con uno scatolone di bottiglie di vino, arraffato nel backstage) hanno contribuito a creare una atmosfera fiabesca e soave riuscendo a richiamare appunto una notevole attenzione. Altro tipo di attenzione a richiamato invece Vittorio Cane cantautore di scuola torinese, salito anche lui sul palco con il solo ausilio della chitarra classica e qualche base. La voce forzatamente stonata può trarre in inganno, Vittorio è senza dubbio un personaggio capace, con un certa sottile ironia, di captare attenzione, le sue sono canzoni dirette e coinvolgenti. In questa serata, probabilmente, un importante utilizzo di “bevande” prima del live hanno portato il Nostro ad una esibizione a dir poco euforica dove più che il musicista era “Bacco” a farla da padrone. Chiudono la serata i Numero 6 band che ha bisogno di poche presentazioni, tornano dopo quattro anni da “Dovessi mai svegliarmi” per presentare in anteprima alcuni brani dal loro nuovo disco in uscita tra qualche settimana “I Love You fortissimo” e si ripresentano proprio da dove si erano fermati, un pop rock o “finto rock” come a loro piace definirlo, energico e d’impatto dai testi straordinariamente coinvolgenti e dalle musiche evocative. Il loro è un live che non delude affatto, tecnica invidiabile e padronanza scenica come pochi, con una notevole attenzione al futuro, presentando i nuovi brani, ma curando anche l’aspetto passato, proponendo i migliori brani del precedente disco, un live prestigioso e di alto livello. Si conclude così la serata tutto sommato positiva anche per quel che riguarda l’affluenza di pubblico, sia quello palesemente venuto a proposito, che quello passato di lì per caso, rimasto piacevolmente soddisfatto. Ora non resta che aspettare la prossima edizione sperando che, questo piccolo fest diventi un appuntamento fisso per gli appassionati della buona musica d’autore. Articolo di: Alberto Naldini Grazie a: La Valvola Eventi Sul web: www.myspace.com/asslavalvola |