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Vedere un insieme di (ex) ragazzini cresciuti sotto lo stesso segno delle sigle dei cartoni animati non ha prezzo: Cristina D’Avena con i Gem Boy per la prima volta all’Atlantico Live di Roma per il tour “Tra Sogno E Realtà”. Un concerto indimenticabile.
CRISTINA D’AVENA & I GEM BOY - TRA SOGNO E REALTA’ TOUR Vedere un insieme di ragazzini cresciuti sotto lo stesso segno delle sigle dei cartoni animati non ha prezzo: Cristina D’Avena con i Gem Boy per la prima volta all’Atlantico di Roma il 23 Ottobre per il tour “Tra Sogno E Realtà”. Un concerto indimenticabile. Dopo aver passato il Natale scorso a promuovere il suo Cd natalizio (“Magia Di Natale”) Cristina D’Avena decide di non fermarsi e di riprendere l’avventura iniziata con i Gem Boy (nota band rock-demenziale dell’Emilia Romagna) per iniziare un tour fatto di magia e cartoni: il “Tra Sogno E Realtà Tour” che, per la prima volta, il 23 Ottobre, ha fatto tappa a Roma all’Atlantico. L’evento in questione non è altro che un concerto per bambini o una serata di canzoni per ragazzini; solo una domanda: ma dov’erano i bimbi? Un fattore davvero insolito vista la nota popolarità della cantante emiliana nell’ambito delle sigle dei cartoni animati. Al concerto c’erano soltanto un’orda vera e propria di ragazzi che si muovevano e si dimenavano al suono di quelle sigle che rappresentavano, per loro, il barlume dell’eterna giovinezza che li ha fatti crescere. Tra chi cantava commuovendosi e chi si era vestito come il suo eroe preferito nessuno è rimasto deluso poiché non solo il concerto è stato molto divertente, ma anche decisamente soddisfacente per vari motivi: in primis l’assoluto surplus di canzoni che, purtroppo, sono state quasi tutte dimezzate; in secondo c’è da considerare l’incredibile presenza scenica dei Gem Boy degli strumentisti eccezionali e dei veri intrattenitori primo fra tutti il vocalist Carletto. L’insieme dei brani spaziava dagli anni ‘80 fino a tempi più recenti con brani meno famosi, ma comunque bellissimi. Si iniziati, con grande sorpresa, da “Robin Hood” per giungere, stavolta con meraviglia ed entusiasmo, a “E’ Quasi Magia Johnny!”, eseguita con estrema cura per quanto riguardava la sezione dei fiati “capitanata” dal sax. Ad un certo momento, però, le interferenze di Carletto hanno cominciato a diventare più “fastidiose” attraverso gadget che hanno saputo far anticipare al pubblico alcuni brani (uno strano cappello per “Memole Dolce Memole”; una sfera bianca per “Magica Emi”; una parrucca con riferimento al parrucchiere David molto basso detto “Lo Gnomo”; ecc.) o delle brevi interruzioni musicali stile hard-rock che hanno reso migliori alcune canzoni come “Pollon Combinaguai” (in una versione rapper attraverso delle imitazioni di Caparezza e Vasco Rossi fatte da Carletto), “Vola Mio Mini Pony” e “Jem” che ha visto una Cristina D’Avena diversa mentre suonava una chitarra elettrica in miniatura. Tutto questo ha permesso, in seguito, ai Gem Boy di prendere il sopravvento accennando una sezione di “Orgia Cartoon” e di cantare brani interi come “Barman è Figo” o “Potter Fesso”. La presenza della band emiliana è stata fondamentale anche per una altro fattore che, si può dire con assoluta certezza, ha costituito il perno centrale dell’intera serata: i riferimenti plurimi a “Kiss Me Licia” e ai suoi interpreti. La protagonista, in base alla storica serie televisiva (“Love Me Licia”), è rappresentata in carne e ossa da Cristina D’Avena da anni ormai; l’attore che interpretava Mirko era difficile che si presentasse, ma Carletto ha saputo rimediare escogitando un piccolo espediente: ha deciso di mandare una lettera anonima a Cristina per poi apparire sul palco con le vesti del leader dei Bee Hive. A quel punto è accaduto l’impensabile: è stata eseguita “Baby I Love You”, brano portante della band di Mirko il quale, però, ha dovuto accettare il fatto che Cristina/Licia non lo amasse più poichè lei è innamorata di Satomi… un’abile sceneggiata per introdurre il brano più delicato di Cristina D’Avena: “Piccoli Problemi Di Cuore”. Giunti poi a sigle immortali come “I Puffi”, “Mila e Shiro – Due Cuori Nella Pallavolo” o “Occhi Di Gatto” fino al finale con “Incantevole Creamy”, il pubblico sembrava completamente fuori controllo: una scena da vedere poiché ha permesso a tutti di tornare bambini per una sera senza vergogna. Veramente notevole la presenza del brano “One Piece – All’Arrembaggio!” (la prima versione) che ha riscosso, anche tra i più scettici presenti al concerto, un grandioso successo. Ci sono stati, comunque, dei problemi: l’impianto tecnico dell’Atlantico non è stato in grado di funzionare in maniere efficiente poiché, anche dopo aver iniziato tardi il concerto per migliorare l’acustica, non si è riusciti a far funzionare il microfono di Cristina la quale ha dovuto cantare alcuni brani quasi come se fosse stata senza voce: un piccolo elemento di disturbo che, però, non ha saputo distogliere l’attenzione dallo spettacolo. Oltre a ciò c’è da aggiungere una piccola delusione personale: la mancanza del brano che ha reso famosa Cristina ovvero “Nanà Supergirl”. I bambini sono cresciuti e sanno ancora come sognare; questa è una caratteristica che nessun’altra voce al di fuori di quella di Cristina e che qualsiasi altro insieme di canzoni non avrebbero saputo ricreare. Un concerto che andava visto. Articolo di: Simone Vairo Grazie a: Ufficio Stampa Marta Volterra Sul web: www.cristinadavena.it - www.gemboy.it - www.cg.atlanticoroma.it |