Le Sorelle Marinetti omaggiano Baz Luhrmann. In occasione del lancio sul mercato del Blu-ray, le Sorelle Marinetti aggiungono sei nuove canzoni al loro repertorio tratte dai capolavori dell’eclettico regista Baz Luhrmann, “Moulin Rouge” e “Romeo+Giulietta”. Tre graziose dive anni ‘30 che trasformano in swing tutto quello che toccano, con alle spalle il maestro e deus ex machina Christian Schmitz.
Prendi il Blue Note, uno dei locali più in a Milano, centro nevralgico di esibizioni jazz dall’atmosfera così poetica. Riempilo di velluto rosso sopra i tavoli, rose appoggiate, confetti dello stesso colore e custoditi gelosamente da un nastrino di raso perfettamente intonato. Eleganti camerieri che servono un drink, gioielli di signore truccate che luccicano e un evento da festeggiare: la divisione Home Video della 20th Century Fox festeggia 75 anni – portati bene – ed è lei che fa il regalo, la versione ad alta definizione di alcuni capolavori del cinema. E come ogni grande occasione che si rispetti, tutto deve essere perfetto, compresi gli ospiti tanto attesi. Ed è proprio una sorpresa sapere che, a festeggiare un grande passo in avanti dell’era tecnologica, ci sia il fascino degli anni ‘30 che, in Italia, ultimamente ha solo un sinonimo: il trio Marinetti. Nicola Olivieri, Andrea Allione e Marco Lugli , il terzetto en travesti più in voga del momento, ha compiuto l’ultimo miracolo: tra i Grandi Magazzini e il Pinguino Innamorato in scaletta ora arriva anche ‘cause we are living in a material world, con tanto di bacio finale.  Un’impresa difficile ma divenuta pura armonia, d’altra parte l’eleganza e la classe degli attori e cantanti nei panni delle tre stelle ispirate al Trio Lescano non sono poi così distanti dal carisma di Shakespeare e dalla grazia della Signora delle Camelie da cui prende spunto il Moulin Rouge. A questo poi basta unire il surrealismo di Luhrmann, regista così onirico e pieno di colori, ed il gioco è fatto. Se la 20th Century Fox ha deciso di associare il vintage degli anni 30 all’immagine dei suoi film allora ci aveva visto lungo. I ricami perfetti dei fiati, degli strumenti a corde e del pianoforte dell’Orchestra rendevano l’aria romantica, i giochi e l’armonia delle Sorelle affiancavano il talento al divertimento e dunque, sia quel che sia (come what may, non a caso) resta sempre una serata perfetta. Lovefool, dalla colonna sonora di “Romeo+Giulietta”, diventa swing, El tango di Roxanne si trasforma in una melodia molto Cotton Club e Sparking Diamonds – il successo di Satine, stella del Moulin Rouge – adesso è un vero jingle alla Tulli Tulli Pan, con la stessa voglia di schioccare le dita e non poter fare a meno di sorridere per il divertimento. Sembra di essere in una lussuosa nave da crociera, dove tutti sono più ricchi, più eleganti, più spensierati: è il potere della musica leggera che in quel periodo riempiva le programmazioni che poi verranno bandite e che ora non ci sono più ma che Turbina, Scintilla e Mercuria hanno saputo riportare in vita. Note per aver riportato in voga gli anni ‘30 e ‘40 con musica e costumi, finite negli ipod del grande pubblico dopo il grande successo a Sanremo con Arisa (che garantiscono, ci è ma ci fa anche, 50-50), su quel palco un baritono, un attore diplomato all’Accademia e un coreografo hanno saputo portare, oltre a rossetto e parrucca, anche la più giusta resa dei conti di un periodo come questo: niente a che fare con sciocchi concetti sul travestitismo, nulla di puramente commerciale o legato a fenomeni di vendita, ma talento, collaborazione e divertimento senza secondi fini. Solo con i risultati del loro studio e del loro progetto, con una tappa, questa, preparata in soli venti giorni. E vestiti da donna stile retrò. La musica, poi: rendere David Bowie un pezzo da quarantacinque giri è stato qualcosa di originale, ovviamente, e degno di un film, dove qualsiasi cosa che si possa immaginare ha la facoltà di diventare realtà, come la puntina che graffia il vinile: nostalgia e ritmo. E intelligenza: Nature boy, brano che apre e chiude Moulin Rouge, è stato rivisitato con la loro tipica chiave swing secondo la versione italiana Ricordati ragazzo che rimanda a Natalino Otto o Teddy Reno, senza perdere il vizio, allora, di omaggiare la più semplice e ancora incontaminata canzone italiana: quella che non esiste più. Assieme a loro il maturo Gian De Martini che con umiltà ha messo da parte la tuta di Amici e si faceva notare – oltre che, ahi lui, per le stampelle – per il trasporto emotivo con cui si dondolava con mani, espressioni e pathos tra una nota e l’altra. Senza perdere di vista la portata storica dei brani originali, ma unendo un grande lavoro di stile e di interpretazione, le Sorelle Marinetti hanno saputo tessere un filo tra gli anni da cui provengono i loro abiti da signorine novecento al presente, rendendo tutto così eccentrico, travolgente ed emozionante. Volano applausi, e rose rosse. I sei brani rivisitati fanno ufficialmente parte, ora, del repertorio marinettiano, permettendo così di farsi trasportare non solo dal fatto che saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu, ma le gambe ma le gambe… anche perché ora, chi l’avrebbe mai detto, diamond’s are a girl best friend. Delle irresistibili innocenti evasioni, come quelle che cantava Lucio Battisti. E a proposito di musica italiana, chissà se le Sorelle un giorno, al medley swing e Lescanizzato di Cher affiancheranno magari anche quello del grande Lucio. Sorelle Marinetti e Orchestra Maniscalchi con Gianluca De Martini presentano le loro nuove versioni dei brani: Nature Boy (David Bowie, Massive Attack) Sparkling Diamonds (Nicole Kidman) Come what may (N.Kidman, E. McGregor) El tango de Roxanne (Sting) Lovefool (The Cardigans) Kissing you (Des’ree) Articolo di: Andrea Dispenza Sul web: www.lesorellemarinetti.it – www.bluenotemilano.com |