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I R.E.M. hanno chiamato e in 12.000 sono accorsi al Grande Walalla del rock che si consuma in una assolata Arena Santa Giuliana tra urla, balli e hysteria d’anima. Il Gran Sacerdote Stipe vestito di bianco elettrico è qui a diffondere la sua poesia sociale e sognante.
Gli sciamani hanno chiamato e in 12.000 sono accorsi al Grande Walalla del rock che si consuma in una assolata Arena Santa Giuliana tra urla, balli e hysteria d’anima. Il Gran Sacerdote Stipe vestito di bianco elettrico è qui a diffondere la sua poesia sociale e sognante: è qui a distribuire brividi e amore con la grazia di un dio laico, davanti al suo altare di amplificatori e led fantasmagorici. E’ qui. Arduo, ma tuttavia ben riuscito, il timido e scomodo compito della band di Birmingham degli Editors di aprire le danze sotto un sole cocente che si avvia a smorzarsi, davanti ad un oceano di facce che sono in trepida attesa solo per il meraviglioso entertainement della serata conclusiva di questa edizione 2008 di Umbria Jazz: i R.E.M. Ma ad ogni modo piacciono e fanno agitare con il loro post-punk indigeno d’ultima generazione, ma è sempre duro stare a scaldare un pubblico che brama la venuta sul palco del proprio mostro sacro di turno. E alle 21.30 circa l’apparizione si compie, la prima pietra miliare del loro lungo tour che li aspetta è posta in questo spazio verde; e i Rem salgono sul palco che prende fuoco di luci intermittenti e tecnologia psichedelica e l’apoteosi di sensi esplode. Michael Stipe e soci danno vita a due ore di inesauribile energia, senza una mai una verticale, ritmo e sogno, sogno e ritmo che si mangia tutto, che non dà spazio al respiro, ma si vive in una dimensione quasi irreale di beatitudine sonica, da non credere se non si era presenti. E’ tutto un coro unanime che accompagna i successi della band, la quale esorta il pubblico accompagnarli in questo volo notturno; e si vola davvero con “Orange crush”, “The one I love”, “Drive”, “Nightswimming”, “Imitation of life”, ci si affoga letteralmente tra schitarrate ballanti e planaggi dolcissimi che squarciano il cielo stellato della “Vetusta Perusia”. Arriva poi l’ondata dura dell’elettrico dell’ultimo album “Accellerate” – tredicesimo album in studio della loro lunga carriera – e i brani scorrono senza sosta tra effetti speciali che stordiscono la vista, immaginificano la mente, mentre Stipe balla come un Pan del nuovo millennio; “Hollow man”, “Mansized wreath”, “Until the day is done” – tra le tante – sono lo spettro tangibile di una band in forma smagliante, sempre in continua trasformazione, che sa sempre colpire il successo senza mai abbassare il livello qualitativo della loro proposta musicale. Che non delude mai. La pausa di pochi minuti, all’avvicendarsi delle ore 23.00 non fa altro che mandare in delirio i 12.000 presenti, e quando Stipe, Buck e Mills ritornano sul palco il giubilo rasenta l’osannante ed è qui che parte il ritmo combattente di “Supernatural Superserious”, il singolo di Accelerate, e quello che prima poteva sembrare un ex stadio di calcio, assume sembianze di bolgia collettiva di ballo terremotante. Specie quando arrivano gli ultimi colpi di coda di questo entusiasmante concertone che si chiamano “Losing my religion”, “Man on the moon”, “The great beyond” e “Shyni happy people”, dove anche l’acqua virtuale di questo immenso oceano di pubblico si mischia a lacrime. Poi tutto tace e il led vanno a riposo: i R.E.M. scompaiono nel back stage come una magia risucchiante che torna da dove è uscita, e il pubblico defluisce a malavoglia, ed iniziano i cori per tutte le strade che conducono al centro di Perugia, e tutti rimandano a squarciagola a “Losing my religion” il compito di prolungare fino alle ore piccole la dolce selvaggia serata a cui si è assistito; nessuno vuole tornare a casa, tutti veglieranno come in un disturbato sonno rem gli echi lontani e diabolici di questi grandi sciamani del rock. Set List: Living well is the best revenge Bad day What’s the frequency, Kenneth? Tha wake-up bomb Drive Man-sized wreath Fall on me Ignoreland Hollow man The great beyond So fast, so numb Houston Electrolite Imitation of life The one I love Nightswimming Let me in Get up Horse to water I’m gonna dj Orange crush BIS Supernatural superserious Losing my religion Driver 8 ( Don’t go back to) Rockville 1.000,000 Man on the moon EDITORS sono: Tom Smits: Voce, chitarra e pianoforte Chris Urbanowicz: Chitarra Russell Leetch: Basso Edward Lay: Batteria R.E.M. sono: Michael Stipe: Voce Peter Buck: Chitarra Mike Mills: Basso Articolo di: Massimo Sannella Credits: foto di Giorgio Pezzanera Sul web: R.E.M. - Editors |