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Brandon Flowers live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 05/10/2010 Stampa E-mail
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Live Reports Concerti
Scritto da Andrea Cova   
Venerdì 08 Ottobre 2010 22:03
Brandon Flowers

Brandon Flowers, frontman e leader carismatico dei The Killers, approda in Italia per presentare il suo primo progetto solista, l’album “Flamingo” pubblicato all’inizio del mese di settembre e già divenuto un successo planetario (entrando direttamente in vetta alla classifica Uk). Due concerti emozionanti, in location dall’atmosfera intima che gli consentono di dialogare ed instaurare una sintonia privilegiata con il pubblico, ci svelano sfaccettature sorprendenti e preziose del talento di uno degli artisti pop-rock più originali, intensi ed apprezzati della nuova generazione cantautorale statunitense.

 

 

 

Non vi è alcun dubbio sul fatto che, nel caso del giovane cantante e tastierista dei The Killers, l’attesa per l’esordio solista – e soprattutto la decisiva prova del live – fosse assolutamente consistente e palpabile, cresciuta giorno dopo giorno a partire dallo scorso 29 aprile, data in cui dopo un intrigante countdown sul sito ufficiale della band fu annunciato l’arrivo dell’album “Flamingo”: impresa quanto mai impervia e rischiosa per il frontman di una delle band di maggior successo dell’ultimo decennio, arrivata in una manciata di anni a vendere quasi venti milioni di dischi, quella di avventurarsi lungo un sentiero solista cercando di non deludere il fanbase, rimanere fedele alla propria ispirazione artistica e al contempo proporre nuove sonorità e un approccio nella composizione dei testi accattivante e personale. Se l’album si è rivelato immediatamente un successo a livello mondiale (raggiungendo la top ten in Stati Uniti, Germania, Australia, Irlanda, Paesi Bassi e addirittura la vetta della classifica nel tradizionalmente ostico mercato inglese, scalzando dal podio la zuccherosa artigiana di tormentoni pop Katy Perry), non minori consensi sta riscuotendo la tourneè con cui Brandon in questo primo scorcio d’autunno sta presentando il nuovo album: in Italia la data milanese originariamente prevista ai Magazzini Generali è stata ben presto spostata al più capiente Alcatraz per la richiesta di biglietti a dir poco massiccia, mentre l’appuntamento romano al Circolo degli Artisti ha raggiunto agevolmente il traguardo del sold out.Brandon Flowers

L’atmosfera al Circolo ci appare incandescente già ad un’ora dall’inizio del concerto: tra gli spettatori numerosi stranieri e, ovviamente, un solido e caloroso gruppo di inossidabili fans dei The Killers; non mancano però anche coloro i quali si sono avvicinati alla musica di Flowers solamente negli ultimi mesi, apprezzando la svolta più elegante e cantautorale del suo esordio solista rispetto al sound rock-punk vigoroso e “caciarone” della band. La serata saprà soddisfare tutti questi eterogenei palati, vista la variegatezza stilistica e musicale dei brani che verranno proposti in scaletta, una scaletta forzatamente piuttosto contenuta visto l’esiguità del suo repertorio solista e la decisione – a ben vedere piuttosto oculata – di non eccedere nel riproporre canzoni dei Killers o nel cimentarsi nell’interpretazione di cover.

Accompagnato da un più che convincente gruppo di sei musicisti, Brandon sale su un palco sicuramente più sobrio e spartano di quelli ricchi di piume, lustrini, luci e colori sgargianti ai quali ci aveva abituato nei suoi concerti con la band; unica concessione scenografica a far da cornice alla performance live sarà la presenza sullo sfondo di un drappeggio barocco color cremisi e di quattro parabole contenenti sorgenti luminose capaci di irradiare lo spazio circostante in modo soffuso ed avvolgente. Sebbene numerosi siano stati i premi a lui riconosciuti anche sul versante estetico-modaiolo (prestigiose riviste come NME e GQ l’hanno più volte indicato come “Best Dressed”, “Sexiest Man” e “Most Stylish Man”), probabilmente l’essenza del fascino di Brandon Flowers risiede nella sua disarmante solarità e semplicità, nel calore del suo modo di rapportarsi con il pubblico, nel carisma sprigionato nell’interpretazione. Indossando un comune paio di jeans, una maglia bianca ed un gilet dallo stile vagamente country (reminescenza forse della sua terra d’origine, quella Las Vegas da lui gelosamente custodita nel ricordo e più volte menzionata con affetto e malinconia nelle sue canzoni), l’artista saluta con gioia il pubblico romano, che ha ormai completamente gremito il Circolo degli Artisti, annunciandoci che il viaggio in cui si accinge a condurci sarà una celebrazione della vita, della musica e dell’amore. Ottime premesse per una serata decisamente memorabile!

Brandon FlowersSi parte con le atmosfere oscure ed evocative della ballad “On the floor”, ma l’esplosione sonora più impetuosa dell’intera serata arriva immediatamente dopo, con il singolo di lancio dell’album di esordio, ovvero la meravigliosa “Crossfire” con il suo vorticoso crescendo emotivo. Brano capace di coniugare ricercatezza compositiva e un indiscutibile appeal commerciale, ha senza problemi conquistato le emittenti radiofoniche di mezzo pianeta e costituito un perfetto apripista per il progetto discografico, aiutato sicuramente anche dall’appassionante videoclip che vede come protagonista accanto a Brandon la sensualissima Charlize Theron. La scaletta alterna momenti maggiormente ritmati e trascinanti come quelli regalati dal rock-pop contagioso di “Magdalena” e “Was it something I said?” o dall’inno post-punk “Jilted lovers & broken hearts” (tra i brani custoditi in “Flamingo” quello che probabilmente echeggia più da vicino il sound caratteristico dei The Killers) ad altri più romantici, languidi e densi di emozione come in “Playing with fire” e “Hard enough”, lasciando talora spazio anche ad imprevedibili influenze country (“The clock was tickin”) o a ritmi dall’andamento insinuante accompagnati da testi fortemente ironici e maliziosi (emblematica a tal proposito “Swallow it”). Altro momento particolarmente intenso della scaletta è quello che vede Brandon proporre al pubblico il secondo singolo estratto dal suo album di esordio, ovvero “Only the young”: su di un tappeto sonoro intessuto da raffinati sintetizzatori si adagiano armonizzazioni eteree ed una melodia dall’incedere epico, solenne, ipnotico capace di rapire lo spirito ed insinuarsi sotto pelle sempre più profondamente ascolto dopo ascolto.

Ad arricchire la scaletta del concerto una cover del classico anni Ottanta “Bette Davis eyes” di Kim Carnes, che Flowers sa vestire di modernità ed energia grazie ad un’interpretazione assolutamente personale e coinvolgente, e due brani del repertorio dei The Killers, la poco conosciuta “Losing touch” ed una vibrante versione acustica, delicata e struggente, di “When you were young” proposta in chiusura di serata come encore conclusivo.

Un’ora abbondante di concerto in cui il giovane cantautore americano ha confermato indiscutibilmente il suo pregiato talento: perfetta padronanza del palco anche senza i suoi compagni di band alle spalle a sostenerlo, una maturità interpretativa veramente sorprendente vista la sua giovane età e a coronare queste doti, la freschezza e la semplicità necessarie per interagire con il pubblico e creare un’alchimia magica e duratura. Se poi a tutto ciò aggiungiamo pezzi di valore scaturiti da un’ispirazione compositiva come quella che pervade Flamingo, allora è facile comprendere i motivi di un successo così repentino e sbalorditivo. In attesa di ascoltare nuovamente Brandon Flowers in concerto in Italia, da solo o con i suoi The Killers, godiamoci il suggestivo videoclip del nuovo singolo “Only the young”, trapelato proprio in queste ore in rete e destinato ad un sicuro successo.

Videoclip di “Only the young”: http://www.youtube.com/watch?v=TiEADQhTtIA&ob=av2e

Videoclip di “Crossfire”: http://www.youtube.com/watch?v=5AhU12zC8fc&ob=av2e

 

SCALETTA

    1. On the floor

    2. Crossfire

    3. Magdalena

    4. Bette Davis eyes

    5. Jilted lovers & broken hearts

    6. Right behind you

    7. Was it something I said?

    8. Hard enough

    9. Losing touch

    10. Swallow it

    11. Only the young

    12. Playing with fire

Encore

    13. The clock was tickin’

    14. When you were young

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Goigest

Sul web: www.brandonflowersmusic.comwww.myspace.com/brandonflowers

 

 

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