|
Il clima che ha fatto da contorno allo show dei Sigur Ròs non ha nulla da invidiare a quello della terra dei geyser: pioggia, freddo e tuoni minacciosi. Tra ombrelli e k-way il pubblico ha retto comunque fino alla fine, e gli eroi nordici non hanno deluso.
Milano: Islanda. L'accostamento è tutt'altro che campato per aria e non solo perché stiamo parlando del concerto che domenica 13 luglio gli islandesi Sigur Ròs hanno tenuto nel capoluogo meneghino, all'Arena Civica. Il clima che ha fatto da contorno allo show del quartetto nordico, infatti, non aveva nulla da invidiare a quello della terra dei geyser: pioggia, freddo e tuoni minacciosi. Tra ombrelli e k-way il pubblico ha retto comunque fino alla fine, e gli eroi di album come "Agaetis byryun", "()", "Takk", fino all'ultima uscita "Med Sud I Eyrum Vid Spilum Endalaust", non hanno deluso. Basta un suono di un sonar e tutti capiscono che si tratta di "Svefn-g-englar". La striscia dei classici prosegue con l'accoppiata tra "Glosoli" e "Hoppipolla" (quest'ultima meno convincente che in altre occasioni). Poi tocca ai brani nuovi, come "Vid Spilum Endalaust" o il singolo "Gobbeldigook". Sul palco oltre alle fide Amiina, agli strumenti ad arco e non solo, stavolta c'è anche una vera "brass band", che entra su "Sè lest" e rimane sul palco per dare toni più "pop" (se di pop si può parlare) al resto del concerto. Il finale è affidato, come spesso accade, ad una sontuosa "Popplagid", con il suo incedere lento fino all'esplosione sonica finale. Dopo un'ora e quaranta (l'esibizione è stata aperta dal discreto cantautore Helgi Johnsson) i Sigur Ròs si congedano da un pubblico bagnato e infreddolito, tra applausi e bandiere islandesi che sventolano. Alla fine maltempo a parte, e trascurando qualche sbavatura, tutti sono contenti. C'è, però, un unico neo: se avessero suonato anche "Milanò", il brano contenuto su "Takk" dedicato proprio alla città della Madonnina, si sarebbero guadagnati un'ovazione in più, ma evidentemente questi quattro geniali vichinghi non hanno voglia di sembrare ruffiani. SIGUR ROS sono: Jón Þór (Jónsi) Birgisson (vocals, guitars) Kjartan (Kjarri) Sveinsson (keyboards) Orri Páll Dýrason (drums) Georg (Goggi) Holm (bass) Articolo di: Stefano Vietta Sul web: www.sigur-ros.co.uk - MySpace |