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“Il Natale Dei bambini… felice 2010”, un evento per bambini e adulti, ha mostrato che, a Natale, la magia esiste sul serio poiché grazie ad un insieme di elementi in opposizione tra loro, chiunque ha saputo tornare alla sua infanzia. Ciliegina sulla torta, il live di colei che ci ha visti tutti crescere: Cristina D’Avena.
Tornare indietro nel tempo è impossibile. Triste a dirsi, ma vero. L’uomo, nel corso degli anni, ha sempre sognato, attraverso la scienza, di poter controllare tutto quello che conosce grazie all’ausilio della sua sapienza, ma esistono, comunque, confini invalicabili per tutti tranne per chi ne detiene le chiavi. Tutti noi abbiamo sognato, almeno una volta nella vita, di poter tornare indietro nel tempo e cambiare tutto quello che abbiamo sbagliato, per rivedere qualcuno che non esiste più o per riavvicinarci a quel piccolo senso d’incoscienza che era proprio del nostro vocabolario infantile. Ma tutto scorre in maniera così repentina che, in così poco tempo, già c’accorgiamo di essere cambiati e cresciuti fuori dal mondo della fantasia e vivi della nostra razionalità nel vedere davvero come vada il mondo e le persone che ci circondano. Diventiamo, in questo modo, padroni (in un certo senso) dell’universo e delle sue leggi fino a derivarne una considerazione assoluta che costituirà la nostra filosofia di vita. Dopo questo arriva solo l’età adulta e tanti desideri repressi che, però, hanno la facoltà di renderci felici perché ci permettono ancora di sognare. Infatti, muovendoci in una definizione per assurdo, cosa accadrebbe se all’uomo venisse data la possibilità di rendere concreto l’impossibile? Stando alle più grandi figure drammatiche del nostro tempo chiunque, stringendo patti malevoli o meno, sfrutterebbe fino all’osso quest’occasione con l’obiettivo di tornare a sorridere come un bambino, lontano da qualsiasi problema che ci renderà intoccabili. Il 27 Dicembre questa possibilità è divenuta reale grazie ad un evento ideato dalla “Musike Produzioni” (società, nata nel 2009, di produzione televisiva e musicale indipendente specializzata nella creazione e produzione di format di intrattenimento per i principali network televisivi italiani) e promosso dalla Presidenza Del Consiglio Comunale Di Roma: “Il Natale Dei Bambini… felice 2010”. L’evento, svoltosi a Villa Torlonia, concentrava tutte le sue attenzioni su una serie di opposizioni che, però, hanno fornito la formula vincente per creare qualcosa d’interessante e che ha reso possibile un viaggio all’indietro per ritrovare una cosa fondamentale: il bambino che si nascondeva dentro di noi. Con quest’ultima affermazione si viene al primo dualismo poiché è pur vero che il tutto era “dedicato” ai bambini, ma anche gli adulti sono stati cortesemente invitati a partecipare all’evento per imparare qualcosa insieme ai loro figli; infatti, oltre ad avere sede a Villa Torlonia, “Il Natale Dei Bambini… felice 2010” aveva come punto centrale il Villino Medievale che ospita, da qualche anno, il museo ludico “Technotown” (insieme al “Complesso La Limonaia”) il quale permette ai ragazzi, tra gli 8 e i 17 anni, di avvicinarsi al mondo tecnologico al fine di poterlo comprendere meglio. Per l’occasione è stato possibile, infatti, fare delle visite gratuite attraverso sette sale multimediali che mettono in evidenzia non solo la sempre efficace opposizione tra natura e scienza, ma anche vari campi del sapere (robotica, musica, informazione, ecc.) che vengono esplorati attraverso nuove “angolazioni” puntando sulla direttiva del progresso che si è avuto negli ultimi anni. Il tutto aiutato, ovviamente, dalla tecnologia del 3D e della Augmented Reality (avvicinamento alla percezione della realtà attraverso al realtà virtuale). La struttura, fin dal primo restauro (inizio anni 90), si è sempre prestata ottimamente, in base alle sue dimensioni, come edificio ludico tanto che oltre alle sette sale interattive è presente un’altra stanza dove i bambini possono sostare in attesa della visita guidata e dove degli animatori si occupano d’intrattenerli. Per l’occasione era stato allestito un banchetto dove due “Babbe Natale” distribuivano merendine. Un evento del genere, ovviamente, meritava degli ospiti d’eccezione ovvero l’oggetto primario per permettere quel viaggio verso la nostra infanzia: non si tratta di attori, né di conduttori televisivi, ma bensì la seconda saletta ludica (di cui si è parlato poco fa) “custodiva” un palco munito di un microfono e di un maxi schermo appeso al muro. E’ ben noto di quale sia il potere della musica e di che effetto abbia su tutti noi; essa possiede due aspetti che sono quelli che la rendono la voce dell’anima: la prima è quella riguardante dei brani che, per quanto si possa negarlo, sanno coinvolgere anche la parte più nascosta di noi stessi perché, anche essendo patrimonio pubblico, sono soltanto nostre per quel particolare ricordo al quale sono attaccate. Riflettendoci un po’ su, oltre ai nostri genitori: chi è che ci ha visti crescere? Chi è l’unica cantante che con la sua voce riesce a mantenerci giovani commuovendoci e facendoci stampare un sorriso diverso dagli altri? Ebbene sì: Cristina D’Avena fa questo effetto. Quando si sentono i suoi brani immortali sull’IPod o in TV è inutile fare gli scettici: tutti ci emozioniamo. Il secondo aspetto, invece, è quello riguardante quelle canzoni che sanno dell’amore allo stato delicato e meraviglioso: questo è stato possibile attraverso l’intervento dell’Anonimo Italiano (alias Roberto Scozzi che ho avuto il piacere d’intervistare) che ha eseguito il brano “Anche Questa è Vita”. L’esibizione live di Cristina D’Avena non riguardava soltanto i suoi brani classici, ma, soprattutto, qualcosa che a lei è molto caro: la promozione dell’album “Magia Di Natale”, un progetto, per molti versi ibrido, che racchiude interpretazioni fantastiche e delicate delle più belle canzoni natalizie di tutti i tempi tra nuovi arrangiamenti (“Alla Scoperta Di Babbo natale”) e brani decisamente interessanti in riferimento alla voce di Cristina (“Childhood” di Michael Jackson). Infatti il concerto, davanti ad una folla di bambini, adolescenti ed adulti euforici, è iniziato proprio con un brano del suo ultimo lavoro: “Ginge Rock (Jingle Bell Rock)”. Da qui si è passati ad un classico degli anni ‘80 ovvero “Occhi Di Gatto”, il quale ha fatto partire una sorta di sondaggio improvvisato da Cristina che è rimasta sbalordita dal fatto che i bambini conoscessero quella canzone così distante da loro: la tipica conferma che le buone canzoni non muoiono. Tra una chiacchierata con il pubblico e qualche risate si è passati alla meravigliosa “I Puffi Sanno” (anni 90) fino ad arrivare a “C’era Una Volta Pollon” che ha visto i bambini molto partecipi tanto da salire sul palco per cantare insieme alla loro beniamina; uno “spettacolo” che si è ripetuto al delirio generale di “Che Campioni Holly & Benji!”. Spazio anche al momento di un classico natalizio senza precedenti: “Bianco Natale” in una versione completamente potenziata dagli strumenti ad arco e che mostra una Cristina D’Avena con una timbrica diversa dalla solita. In successione: “Mila & Shiro – Due Cuori Nella Pallavolo”, “Georgie” e la più recente “Angel’s friends” fino a giungere a “Din Don Dan (Jingle Bells)” che ha surriscaldato il pubblico prima di “Una Spada Per Lady Oscar” e “Hamtaro: Piccoli Criceti, Grandi Avventure”. E’ stata accennata anche una canzone fuori programma, ovvero “L’incantevole Creamy”. Una cornice meravigliosa che si è conclusa con “Il Natale Arriva In Città” (accennando, però, anche al concerto di capodanno a Modena insieme ai Gem Boy), versione italiana di “Santa Claus Is Coming To Town”. Dopo il concerto Cristina si è fermata per firmare autografi, ma prima, con molto interesse, ha assistito all’esibizione, molto intensa di Anonimo Italiano con il quale ho avuto il piacere di parlare in privato. “Il Natale Dei Bambini… felice 2010” è stato un evento molto particolare: grazie all’ausilio della voce di Cristina D’Avena è stato possibile viaggiare nel tempo fino a ritrovare un sorriso che sembrava essere nascosto da molto tempo. Un viaggio che ha rasentato la commozione anche grazie all’intervento di Anonimo Italiano. Il difficile è stato tornare alla realtà, ma c’è sempre la speranza che serate del genere, dove il tutto prende un altro colore (soprattutto per i bambini), vengano ripetute. Articolo di: Simone Vairo Grazie a: Maura Bonelli - Ufficio Stampa D-Mood Sul web: www.musikeproduzioni.com – www.technotown.it - www.cristinadavena.it |