Gli strumenti musicali? Per una serata abbandoniamoli decisamente a casa! Nella suggestiva ed elegante cornice del Parco della Casa del Jazz di Roma a farla da protagoniste indiscusse sono le voci duttili, sorprendenti ed incontenibili dei Cluster, giovane gruppo vocale genovese che reinterpreta in maniera assolutamente originale, divertente ed emozionante alcuni capolavori musicali sia italiani che stranieri. Una coinvolgente anteprima in attesa del loro nuovo album, previsto per il prossimo mese di settembre.
Chi asserisce che i talent-show televisivi hanno realmente piuttosto poco a che spartire con la musica di qualità e la scoperta di artisti emergenti di valore farebbe bene ad assistere a un concerto dei Cluster così da mettere una volta per tutte da parte questi sciocchi pregiudizi. Dopo la sua partecipazione alla prima edizione di X-Factor si sono difatti accesi i riflettori su questo già più che affiatato e maturo quintetto di artisti che, nonostante la giovane età, sorprendono per padronanza tecnica, abilità interpretativa e raffinato background musicale. Provenienti direttamente da Genova, i Cluster nascono ufficialmente come gruppo cinque anni fa sui banchi del Conservatorio Paganini e la loro principale peculiarità è quella di proporre i brani interamente a cappella, senza l’ausilio di alcuno strumento musicale o base preregistrata. Supporto di cui, a dire il vero, non si percepisce minimamente la mancanza ascoltando la variegata proposta musicale da loro offerta: difatti dalla sinergia delle loro sole corde vocali, strumenti che risuonano in perfetta armonia, scaturiscono impalpabili atmosfere sonore ed in maniera altrettanto efficace ritmi inesorabilmente trascinanti ed energici, con una eleganza e passione che, se da un lato li accostano stilisticamente a storici gruppi vocali quali i New York Voices o i Take 6, dall’altro li distinguono per una maniera assolutamente personale ed originale di arrangiare i brani e proporli al pubblico. Il gruppo ha già al proprio attivo la pubblicazione di un cd autoprodotto, “Cement”, nel 2006, dell’Ep “Enjoy the silence” inciso per la Sony l’anno scorso immediatamente dopo l’esperienza di X-Factor e di un altro Ep, “Cluster for Christmas” in cui erano stati rivisitati brani classici della tradizione natalizia. Ma chiaramente, per un gruppo che sceglie un sentiero di questo tipo per esprimersi musicalmente, la dimensione naturale e più adatta per manifestare le proprie potenzialità è quella live, come dimostrato più che ampiamente nel concerto tenutosi ieri sera nella prestigiosa cornice del Parco della Casa del Jazz di Roma. Questo tempio romano della musica d’autore difatti spesso apre i propri battenti anche per accogliere artisti il cui genere musicale accarezza solo parzialmente l’ambito jazzistico, spaziando anche in direzione di lidi maggiormente orientati verso l’universo pop-rock. Gli organizzatori della rassegna estiva “Summertime” attualmente in corso sono dunque stati estremamente propensi fin da subito a presentare nuovamente questo gruppo vocale al pubblico romano, che non ha mancato di apprezzare entusiasticamente la loro musica e manifestare il proprio inconfondibile calore. La scaletta della serata ha evidenziato egregiamente la poliedricità dei Cluster muovendosi dal cantautorato italiano più raffinato (De Andrè con “Il pescatore” o il Luigi Tenco di “Mi sono innamorato di te” ) al funky-rhythm&blues del loro beniamino Stevie Wonder (i cui due pezzi “I wish” e “Don’t You Worry ‘Bout A Thing” hanno costituito un perfetto segmento di apertura per il concerto), dall’omaggio intriso di emozione al re del pop Michael Jackson (con l’immortale “Smooth Criminal”) fino al rock dei Deep Purple (con un classico come “Smoke on the water”). Non meno coinvolgenti anche il loro arrangiamento e rivisitazione di “Ain’t no mountain high” (duetto di eccezionale successo tra Marvin Gaye e Tammi Terrel) e la versione ricca di pathos ed emozione di “Aquarius/Let the sunshine in”, celeberrimo tema portante del musical “Hair”. Estremamente simpatica ed originale anche l’idea di proporre un medley alla riscoperta delle sigle dei telefilm della tv di qualità degli anni Ottanta/Novanta, proprio quei telefilm che li tenevano incollati davanti al teleschermo quando da piccoli fingevano di essere ammalati pur di non andare a scuola: si va da “Mac Gyver” a “Supercar”, da “Willy il principe di Bel Air” a “La signora in giallo”, da “Baywatch” a “Dawson’s creek” in un costante gioco di interazione con il pubblico che tenta di indovinare di che sigla si tratti e subito dopo si unisce al coro che la intona con spensieratezza ed allegria. La chiusura dello show è però decisamente all’insegna dell’emozione grazie ai brividi a fior di pelle regalati dall’”Hallelujah” di Leonard Cohen, ormai da tempo cavallo di battaglia del repertorio del gruppo vocale genovese, che la interpreta in maniera evidentemente molto sentita ed interiorizzata, riuscendo a sfuggire al rischio di avvicinarsi eccessivamente ad una delle innumerevoli versioni che di questo delicato e struggente brano sono state realizzate nel corso degli anni da grandissimi artisti quali Jeff Buckley, Elisa o Rufus Wainwright. Al contrario anche su questa esecuzione il marchio di fabbrica Cluster è fermamente e piacevolmente ben impresso. Il pubblico romano viene però anche omaggiato con un ultimo brano che rappresenta un’assoluta anteprima. Si tratta di “Just kidding”, ovvero quello che sarà il primo singolo estratto dal loro nuovo album che vedrà la luce nel mese di settembre: a metà strada tra divertissement musicale, orecchiabilità e contagiosa e solare energia positiva, questo assaggio non fa che presagire un nuovo lavoro discografico ricco di piacevoli sorprese. D’altronde quando ci sono il talento, l’ispirazione e la costante voglia di mettersi in gioco i risultati non possono che essere sempre più significativi e gratificanti: la voce limpida e cristallina di Letizia Poltini e quella avvolgente e calda di Liwen Magnatta si sposano alle perfezione creando alchimie sonore affascinanti che si adagiano sul tappeto musicale creato dagli strumenti simulati dai membri maschili del gruppo: il basso di Luca Moretti, la batteria di Nicola Nastos e i ritmi percussivi incalzanti di Erik Bosio, vero mattatore del gruppo capace di interagire col pubblico con grande spontaneità e simpatia. Attendiamo con ansia il nuovo album, che siamo sicuri segnerà la consacrazione di un più che meritato successo. SCALETTA 1. I wish (di Stevie Wonder) 2. Don’t You Worry ‘Bout A Thing (di Stevie Wonder) 3. Mi sono innamorato di te (di Luigi Tenco) 4. Il pescatore (di Fabrizio De Andrè) 5. Enjoy the silence (di Martin Gore) 6. Almeno tu nell’universo (di Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio) 7. Smooth criminal/Genie in a bottle (di Michael Jackson/Christina Aguilera) 8. But not for me (di George e Ira Gershwin) 9. Ain’t no mountain high (di Marvin Gaye e Tammi Terrel) 10. Smoke on the water (dei Deep Purple) 11. Aquarius/Let the sunshine in (di James Rado, Gerome Ragni e Galt MacDermot) 12. Medley sigle tv anni Ottanta (Mac Gyver, Supercar, Super Vicky, Genitori in blue jeans, La signora in giallo, Batman, Twin Peaks, Willy il principe di Bel Air, Sentieri, Baywatch, Dawson’s creek) 13. Hallelujah (di Leonard Cohen) 14. Just kidding (nuovo singolo tratto dal nuovo album “Steps” di imminente pubblicazione) I CLUSTER sono: Erik Bosio - baritono Liwen Mignatta – contralto Luca Moretti - basso Nicola Nastos - tenore Letizia Poltini - soprano Articolo di: Andrea Cova Grazie a: Ufficio Stampa Maurizio Quattrini Sul web: www.clustervocal.com – www.myspace.com/clustervocal - www.casajazz.it |