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Dopo il live insieme a Marco Parente col progetto Proiettili Buoni, l’eclettico Paolo Benvegnù torna nella capitale per presentare dal vivo i brani del nuovo, bellissimo, disco “Le labbra”.
Dopo il live al Traffic insieme a Marco Parente col progetto Proiettili Buoni (leggi il mio live report su Rockshock.it) l’eclettico Paolo Benvegnù torna nella capitale per presentare dal vivo i brani del nuovo disco “Le labbra”. In un affollato Circolo degli Artisti, Paolo Benvegnù si presenta in cravatta rossa e con un nuovo taglio di capelli (che fa molto Andy dei Bluvertigo) per eseguire dal vivo le nuove canzoni di “Le labbra”, ultima fatica discografica che segue di qualche mese l’Ep “14-19” (un concept album su una storia sentimentale). Carico e carismatico come sempre (ma meno logorroico del solito) Benvegnù apre il concerto con “La schiena” brano di apertura del nuovo disco. Sensibilità e magia che non possono trovare espressione migliore: “E’ così che ogni goccia di me scava la tua schiena lentamente… / E’ così che ogni goccia di te scava la mia schiena lentamente”. Addirittura i primi sei brani sono tratti da “Le labbra”, un disco fisico e mentale allo stesso tempo. Così, insieme a “La peste” e “Il nemico”, Paolo presenta due delle creature più belle di questo lavoro: “Amore santo e blasfemo” (“Il mio amore santo è blasfemo/ Perché ha toccato gli angeli/ Il mio amore sacro è lontano”) e “La distanza”, dal ritmo più sostenuto e aggressivo. Chitarre indie che tagliano in due l’aria, che creano vortici dolci e drammatici con l’ausilio del piano, del contrabbasso e del violoncello. Sulle pareti laterali della sala, immagini live della serata e filmati che si alternano freneticamente o dolcemente. “Cerchi nell’acqua” (tratta da “Piccoli fragilissimi film”) è magica come sempre, che introduce “Jeremy”, “Sintesi di un modello matematico” e “Cinque secondi”, sempre tratte dall’ultimo disco. L’incredibile e suggestiva “Il mare verticale” (uno dei miei brani preferiti) arriva quasi alla fine del concerto, chiuso con “Suggestionabili”, eseguita con un particolarissimo intro ad effetto. Il primo bis arriva qualche secondo dopo, dove Benvegnù esegue “Cosa sono le nuvole” (tratto dall’Ep “14-19”) e cover di Domenico Modugno, “Simmetrie” (degli Scisma) e la romantica “Quando passa lei”, introdotta da Benvegnù in maniera ironica: “Noi siamo gli eroi della sperimentazione. Stiamo parlando in finlandese ma c’è il traduttore che vi permette di ascoltarmi in italiano…”, per poi chiudere il concerto presentandosi (ironicamente) col nome di Federico Zampaglione. Il secondo bis, e chiusura definitiva del concerto, arriva con “1784” che chiude “Le labbra”: “E nei tuoi occhi i miei sogni esplodono”. Anche il cuore dei presenti è esploso sotto le note, la poesia e la suggestività di un artista come pochi, che meriterebbe decisamente molto più del successo che ha. “Ma io lascio che le cose passino e si sfiorino Perché non sono in grado di comprenderle Io lascio che le cose passino e si sfiorino… senza toccarsi” Sul palco: Paolo Benvegnù: voce e chitarre Andrea Franchi: batteria e organo Luca Baldini: basso e contrabbasso Guglielm Ridolfo Gagliano: chitarre e violoncello Scaletta La schiena Amore santo e blasfemo La peste Intro Il nemico La distanza Interno notte Cerchi nell’acqua Jeremy Sintesi di un modello matematico Cinque secondi Il mare verticale Suggestionabili 1° encore Il sentimento delle cose L’ultimo assalto Cosa sono le nuvole Simmetrie Quando passa lei 2° encore 1784 ARTICOLO DI: Ilario Pisanu SUL WEB: MySpace – www.paolobenvegnu.org
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