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Il festival indipendente MuViMentS (Music Vision Mental Silence), giunto alla settima edizione e svoltosi come sempre al Castello Medievale di Itri, ha riscosso il solito successo. La novità? Un pubblico maturo e pronto ad apprezzare la ricercatissima offerta proposta.
Organizzato dall’associazione “C.A.GA” e dall’etichetta indipendente “Brigadisco”, il festival pontino MuViMentS è giunto alla settima edizione. Anche quest’anno le aspettative sono state tutte confermate, grazie all’altissimo numero di fedeli che hanno affollato le oscure stanze del castello di Itri (LT) e alla qualità degli artisti presenti: spiccano su tutti gli italiani Ovo e Morkobot, e gli statunitensi Thollem McDonas e Drekka. La prima serata, più rumorosa e spettacolare, inizia con l’ipnotico percorso di esplorazione sonoro-visiva offerto dalla performance di “Manta Duo”, cui segue quella noisy e adrenalinica di Luca Sigurtà e Wolfanus (prima show, per quest’ultimo, nella sua città natale dopo aver suonato in diverse parti del mondo). Fin da queste prime esibizioni si ha la percezione che il pubblico sia molto attento, concentrato; un approccio necessario – ma per nulla scontato – dato il genere di spettacolo proposto. È poi il momento delle performance di Morkobot e Ovo: i due gruppi italiani si caratterizzano per la superpotenza sonora e ritmica. Sudore e sangue per i primi: i tre emissari dell’entità primordiale Morkobot eseguono gemendo gli ordini del capo, con evidente perverso godimento. Subito dopo gli Ovo: malefizio e mefistofelica violenza: un boia spietato spolpa quel che resta di una batteria e ammicca al diavolo che scorta, che si sa, è donna. Uno show davvero intenso: il pubblico è pienamente coinvolto. La seconda ricchissima serata, più ricercata e introspettiva, prevede la rumorosa e spiazzante performance dei Lettera 22 (non particolarmente apprezzata), cui segue un geniale Luca Venitucci, fis-armonicista tutto da scoprire. Giunge poi il momento più atteso dell’intero festival: Thollen MacDonas, pianista di fama mondiale: un chirurgo implacabile dalle mani tentacolari che opera diligentemente il suo paziente-cavia preferito: un piano. Ricercatore del caos controllato. Sono certo che difficilmente sarà dimenticata dai presenti questa performance, impostata credo esclusivamente sull’improvvisazione. È poi la volta del duo americano Canid-Drekka: il primo conferma la mia idea che talvolta il noise può essere più efficace se affiancato da un’altra arte (in questo caso la danza, con l’estemporanea collaborazione di Rebecca Marta D’Andrea); Drekka è piuttosto un fantasma, uno spettro sonoro metropolitano a pieno suo agio nell’atmosfera ancestrale del castello; un ritorno alle origini da un futuro anteriore; estremamente carismatico! Seguono infine gli ottimi Orfanado, e chiude il dj-set di Void Aka Gigi Galli. Oltre alla musica, segnaliamo altri ospiti abituali del MuViMentS: spazio come sempre alla fotografia, con le opere di Maragoni e Romagna per “I’m Myopic 4”; ed ai fumetti, con l’appuntamento “Burp”, arrivato alla quarta edizione. La rivista indipendente “Lamette” ha ospitato quest’anno “SS-Sunda” e “Ratigher”: genialità e provocazione per immagini ad alto tasso di horror e splatter. Segnaliamo infine anche le presenze interessantissime di “Formella Ornitonauta”, la caleidoscopica “Dreamachine” di L. Tedesco e L. De Siena, e l’artista “Fabrike Recycled”, un vero artigenio contemporaneo. Il MuViMentS si conferma quindi come grande laboratorio underground, unico nel suo genere e di raro interesse, ed il pubblico pontino mostra a sua volta di esser pronto per apprezzare ancor di più le prossime edizioni. Una piacevole scoperta. Articolo di: Cristian Ciccone Sul web: www.brigadisco.it |