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L’Angelo Mai è gremito di gente, stasera suona Giorgio Canali, un pezzo di storia del rock italiano, in una serata di dicembre incredibilmente mite, senza quel freddo che ti spezza le ossa.
Il gruppo spalla sono gli Operaja Criminale, che presentano in scaletta pezzi tratti dal loro primo album “Roma, guanti e argento”, prodotto dallo stesso Canali. Sul palco sono intensi ed emozionanti, punto forza del gruppo è uno splendido violino che trascina tutto il live fino alla fine, che si conclude con il singolo “Torino”, ricco di atmosfere noir. Le persone cominciano a spingere e a smaniare perché il concerto abbia inizio, io più di tutti, visto che questa è la prima volta che vedo dal vivo un mostro sacro come Giorgio Canali. All’improvviso spunta fuori, sale sul palco, sistema il suo amplificatore, non vuole nessuno a mettere il naso nella sua strumentazione, sa il fatto suo. Tutto pronto, niente entrata in scena spettacolare, lui è già sopra il palco, pronto a spaccare tutto. Il concerto inizia con un intro in francese “La Carmagnole”, un canzone storica del ‘700, dei rivoluzionari parigini, sintomo già di che direzione prenderà questo live mentre Canali sul palco si muove con strafottenza e sicurezza di sé suonando “Mostri sotto il letto”. Il live è un crescendo: vengono presentati brani dall’ultimo lavoro discografico “Rojo”, “Ci sarà”, le intense “Treno di mezzanotte” e “La solita tempesta” (sul disco cantata insieme ad Angela Baraldi), fino ad un’ accattivante versione di “Controvento”. Ma c’è spazio anche per le vecchie glorie come “Tutti gli uomini”, “Ale alè”, la controversa “Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio”, fino alla ballad “Lezioni di poesia” più volte interrotta e ripresa, perché Canali è infastidito dagli accendini che spuntano fuori: “Mica stiamo ad un concerto di Baglioni qui!” esclama arrabbiato, un ragazzo sale sul palco e lo abbraccia. “Scusa”, gli sussurra. Tra mille incertezze finalmente ci concede la canzone, comincia piano, cantata dolcemente, finché non esplode, urla Canali, urla come un quindicenne incazzato, con i Rossofuoco (la band che lo accompagna nel tour) che suonano con un’ energia pazzesca, con un batterista in piena forma che picchia come un animale. Noi del pubblico, con l’adrenalina a mille, siamo tutti stregati, quasi non mi rendo conto che il concerto sta per terminare. Si chiude con “Precipito”, e quando ti aspetti che lui esca dal palco per il rito ”Esco , poi voi a gran voce mi chiamate e vi concedo il bis”, lui ti frega, rimane li, chiama sul palco Andrea Ruggiero, il violinista degli Operaja Criminale a suonare gli ultimi due pezzi. Il live si conclude così, senza trucchi, senza inganni, fuori dagli schemi. Canali, ce l’hai fatta a tutti noi anche stavolta. Fatevi fottere, gente. Articolo di: Manuela Santoni Grazie a: Valentina - Angelo Mai Sul web: www.angelomai.org - www.myspace.com/giorgiocanali |