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È apparentemente un concerto come tanti quello al Dissesto (con apertura ad Andrea Ra), magari il primo dopo un po’ di tempo, ma per gli En Plain Air è sicuramente un giorno importante nell’anno in cui hanno fatto uscire il loro omonimo e bellissimo disco, “En Plain Air” appunto.
Un amico, pochi giorni fa saggiamente, mi diceva: “Avere una band è come avere una ragazza, solo che non ci farai mai l’amore” (più o meno diceva questo, fidatevi). Alcuni momenti per un gruppo sono tappe inevitabili: le prime prove in salette improbabili o costosissime, i primi concerti, la costruzione della propria sala prove, le prime registrazioni. È una stretta convivenza di minimo 2 persone, tutta concentrata verso il proprio amore per la musica: il tempo passa ma le prove rimangono, tra alti e bassi suonando sempre più aumentano anche gli estimatori e magari tra loro conosci anche la donna tua vita, arrivano i primi impegni lavorativi ma il palco dopo il concerto lo devi smontare tu e riportare tutto al box… insomma gioie e dolori, come la vita di coppia. Arrivati a Tivoli in una fredda serata di Novembre, troviamo gli En Plain Air al gran completo, a fumare una sigaretta fuori al locale mentre, attorno ad una bottiglia di vino rosso, preparano la scaletta per il concerto imminente. Salutiamo tutti ma… “Ciao, piacere di conoscerti” ci sono delle facce nuove. Ludovico Lamara, il bassista del gruppo, ci spiega appunto che dal nostro ultimo incontro ci sono state diverse novità. Come detto in aperture, la vita degli En Plain Air, come tutte le altre band ha dovuto affrontare il momento cruciale della riformazione, portando in line up un nuovo chitarrista Guglielmo Nodari e una nuova violinista, Elisa Atteo. Tra new entry e uscite i postrockers romani sono rimasti con un componente in meno: infatti al ensemble manca Aron Carlocchia, uomo delle macchine e dei bottoni che curava la parte elettronica dell’interessante gruppo. Aprendo il concerto di Andrea Ra (leggi il report), il gruppo sfoggia le proprie canzoni in una veste nuova con arrangiamenti alleggeriti della parte sintetica. In poco più di 30 minuti di concerto, ritroviamo la musica degli En Plain Air simile ma non uguale a prima. Se nel disco e pochi mesi fa, al flusso di suoni si veniva positivamente sorpresi da rumori o da suoni elettronici, ora mancando Aron questo effetto sorprendente manca. Rimane però quella splendida marea di suoni, quell’onda di dolcezza ed energia a cui non si può resistere anzi si rimane lì, davanti a questo spettacolo, a braccia aperte in attesa di esservi inondati. I nuovi En Plain Air sono così: trascinanti, romantici, calorosi e (per ora) sonoricamente meno imprevedibili. Buon lavoro, ragazzi. Tenete duro! SCALETTA 1. Oltre la Pioggia 2. Thai 3. Waterloo 4. Diario dei Lampi 5. Frammenti di una vittoria 6. Comete 7. Irradia EN PLAIN AIR sono: Eric Caldironi – Chitarra Guglielmo Nodari – Chitarra Ludovico Lamarra – Basso Adriano Proietti – Batteria Elisa Atteo - Violino Articolo di: Giovanni Villani Sul web: www.myspace.com/enpleinair - http://www.facebook.com/pages/en-plein-air/41069168178?sk=wall |