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Comincia con Roma, Ciampino per l’esattezza, nell’esclusivo Orion Live Club, il “Non Finisce Così Tour”, capitolo conclusivo della spettacolare stagione dei Ministri che li ha visti portare la loro musica ed energia sui migliori palchi d’Italia.
“Non Finisce Così”, ecco il nome del tour conclusivo dei Ministri, indubbiamente il gruppo dell’anno e forse uno dei gruppi italiani migliori dell’ultimo decennio, al quale dovrebbe seguire una già annunciata lunga pausa di riflessione e, soprattutto, vista l’intensità dei loro concerti, di rigenerazione e meritato riposo. Questa e tante altre cose si potrebbero dire su di una band che negli ultimi anni ha fatto davvero tanto parlare di sé, tuttavia, prima di tessere le lodi musicali di questi ragazzi, occorre anzitutto elogiarne la coerenza. Il 13 Novembre 2011, infatti, alla vigilia del’inizio del tour conclusivo, momento determinante, più atteso ed importante per una band come loro, una notizia pubblicata sul loro blog, “Parola di Ministri”, sconvolge gli scalpitanti fan. “Perché non suoneremo per Radio Rock”, è questo il titolo dell’intervento, nel quale i Ministri gentilmente si sollevano dal primo ed atteso concerto. La ragione, contrariamente ad ogni previsione, non è né di natura economica e né per problemi di droga di un membro della band, ma di carattere ideologico. La celeberrima emittente Radio Rock, per la precisione il dj Emilio Pappagallo, coinvolta nell’organizzazione di questo concerto, pochi giorni prima aveva infatti intervistato Gianluca Iannone, presidente nazionale di Casa Pound, centro sociale neofascista. “I Ministri sono cresciuti facendo propri i valori dell’antifascismo…” spiega la band nell’intervento “…chiunque voglia configurarsi come attivista di destra e risultare credibile e serio e rispettabile interlocutore deve e dovrà finché necessario, prendere le sacrosante distanze sia nel linguaggio sia nell’iconografia, prima ancora che negli atti, da ideologie scellerate”, argomentano puntualmente i Ministri, che tuttavia nella conclusione lasciano una porta aperta, comunicando la reversibilità del concerto se il problema fosse chiarito con le dovute spiegazioni. Fortunatamente, appena tre giorni dopo, il 16 Novembre, arriva la smentita con un breve intervento, che spiega con rammarico la turbolenta inversione di rotta: di fronte alla dissociazione degli organizzatori della serata con le posizioni di Radio Rock e vista la crescente attesa, i Ministri dichiarano che il concerto si svolgerà regolarmente per non penalizzare i fan. “Il rispetto per queste persone va per noi anteposto alla condivisione dei valori che abbiamo con i soggetti con cui ci capita di collaborare”. Eppure, impazienza, tribolazioni e polemiche a parte, due giorni dopo, il 18 Novembre 2011, i Ministri salgono sul palco e la festa può cominciare. I fan sono in tripudio, ed appena la band si presenta sul palco ed inizia a suonare con la solita spontaneità e senza cerimonie, comincia la ressa. Il caos è costante e fin dai primi istanti, Davide cantante-bassista ed inimitabile frontman spinge sull’acceleratore, benché la scaletta inizialmente, riproponga per lo più pezzi del primo cd “I soldi sono finiti” e raramente suonate dal vivo. “La sacra quiete della sera” e “I soldi sono finiti” sono infatti i due primi pezzi proposti dal gruppo di Milano che immediatamente dopo recupera terreno accelerando ulteriormente con pezzi celebri quali “Il sole” e “Diritto al tetto”. Con quest’ultima gli animi sono definitivamente infiammati, ma i Ministri non sono soddisfatti: “Mangio la Terra”, seguita da “Gli Alberi” e la celebre “Fuori”, traccia che da anche il nome all’omonimo terzo album, spezzano definitivamente ogni difesa: i Ministri hanno ancora una volta la scena in pugno e lo spettacolo è solo a metà. A questo punto comincia infatti il vero concerto: la band è calda, il pubblico è partecipe e Davide può finalmente sciogliere ogni dubbio sulle problematiche causate da questo concerto, confidandosi con i suoi fan e lasciandosi andare a commenti sarcastici ed ironici sulla questione del concerto, ma contemporaneamente con estrema cordialità con gli organizzatori. Lo spettacolo ricomincia ed i Ministri mostrano nuovamente perché, entusiasmi eccessivi di qualche fan e discorsi di moda a parte, meritano pienamente la visibilità di cui godono. Da qui in poi l’esibizione cambia piega musicale e tecnica: la band mescola novità, innovazione e sperimentazione, riproponendo nuovi arrangiamenti di loro celebri pezzi come “Bevo”, “La Faccia di Briatore”, “La Casa Brucia”, “Tempi Bui”, “La Ballata del lavoro interinale” ed “Abituarsi alla Fine”, facendo anche le prove generali per il futuro cd con un pezzo inedito, una nuova potenziale hit da cantare tutti insieme. Non solo, i Ministri propongono anche una nuova cover, la celebre “Psycho Killer” dei Talking Heads, scelta di buon gusto e da veri intenditori. Il quadro è decisamente idilliaco: con “Il Bel Canto” a metà esibizione, Davide esegue il suo solito numero dello “stage diving” lanciandosi sul pubblico, che stavolta non lo molla per niente costringendolo ad eseguire l’intero pezzo sospeso in aria. È a quel punto che il ministro, vinto dalle lusinghe dichiara: “Di fronte ad un pubblico simile questo tour vale proprio la pena”, o qualcosa del genere. Ancora una volta i Ministri stupiscono, ancora una volta “rovesciano le auto” e dimostrano convinzione e passione per il proprio lavoro. È l’apoteosi di un gruppo attivo ormai da più di cinque anni, composto da veri musicisti e soprattutto di uomini veri, spogliati da ogni immaginario fatiscente anni ’60. Con i Ministri tramonta l’epoca del musicista pseudo maledetto autorizzato all’irresponsabilità, alla scelleratezza e privo di contenuti, per far spazio ad un semplice complesso di musica leggera che suona per suonare, in modo accorto e professionale con estrema consapevolezza e scrupolosità. Insomma, una band che suona per mangiare. Un mestiere come un’altro. Ed ecco allora il punto di partenza della musica emergente: umiltà, accortezza, resistenza, generosità, le parole d’ordine di uno dei gruppi più avanguardisti, in senso stretto, del nostro paese, dei moderni guerrieri con la chitarra. È per questo che i Ministri meritano plausi ed elogi, ecco perché nessun aggettivo fin qui usato può sembrare superfluo. Ecco il vero compito di un artista in una società responsabile e sviluppata: instillare nel proprio pubblico il senso critico, senza qualunquismi, senza generalizzazioni, con cultura e conoscenza. Questo articolo, in origine voleva letteralmente fare a pezzi, vivisezionando la morale della maggioranza dei fan di questa band, specchio dei famigerati “Tempi Bui”, dalla celebre canzone della band. Tuttavia, alla luce di quanto dimostrato dalla band all’Orion l’altro giorno, non è questo il luogo per la disillusione. Vi lascio con l’ultimo esempio di sagacia ed ironia dimostrati dal frontman della band, Davide, di fronte ad una fan in tripudio che gli urla a squarciagola: “Sei bellissimo”. Risposta: “Spero tu ci veda bene”. Grande! Le date del “NON FINISCE COSÌ TOUR 25 Novembre @ Karemaski, Arezzo 26 Novembre @ Live Club, Trezzo Sull’Adda (MI) 2 Dicembre @ Arena, Mendrisio (CH) 3 Dicembre @ Hiroshima Mon Amour, Torino 7 Dicembre @ Urban, Perugia 9 Dicembre @ Fuori Orario, Gattatico Terme (RE) 17 Dicembre @ Centro Multimediale Officina, Messina MINISTRI sono: Davide Autelitano detto Divi: cantante e bassista Federico Dragogna: chitarrista, seconda voce Michele Esposito: batterista F Punto (ministro aggiunto): tastiera e seconda chitarra Articolo di: Claudio de Majo Foto: dal Profilo Facebook Ministri Sul web: http://iministri.com/hello/ - http://paroladiministri.blogspot.com/ |