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Caparezza è diventato grande e con lui sono cresciuti i suoi spettacoli. Arriva in Roma, in uno stracolmo Auditorium Parco della Musica per l’ennesimo concerto del tour de “Il Sogno Eretico”.
Michele Salvemini, in arte Caparezza, è indubbiamente una delle menti più brillanti di questo paese. Non c’è dubbio che ciò che dice, e come lo dice, può crear dar scandalo o fastidio a qualcuno ma tanto di cap(p)ello a chi scandalizza con l’arte della favella. La definizione “rapper” poco si addice a Lui e personalmente mi sa troppo di bulletti palestrati, tutti neri o quasi, che ad intervalli regolari si toccano il pacco quasi per un paranoico bisogno o per scogniti motivi apotropaici. Non sono un’amante del genere, eccezion fatta per una sbandata adolescenziale per un certo Slim Shady, e devo ammettere che andare ad un concerto dove sul palco c’è solo un dj ed il spara-parole-e-parolacce-a-raffica di turno non mi attira per niente.
Caparezza è l’eccezione e quello che vi racconterò è stato il suo secondo concerto che mi vedo completamente in solitaria (e questo può interessarvi fino ad un certo punto). Con “Il Sogno Eretico” si è confermato il gran cantautore/giocoliere di parole che conoscevamo, quasi una versione musicale di Alessandro Bergonzoni, mostrando in questo suo ultimo lavoro tutta la sua esasperazione verso ciò che lo circonda sia dal punto di vista professionale con “Chi se ne frega della musica” che a livello sociale con “Non Siete Stato Voi”. Questi sono soltanto due esempi di un ottimo album che almeno per almeno 7 pezzi su 10 andrebbe incorniciato. Nell’ “Eretico Tour 2011” ha dimostrato oltre ad una maturità artistica nella scelta dei luoghi e nei modi in cui esibirsi, trasformando il suo concerto in uno spettacolo interattivo ed intermediale che sorprendentemente coinvolge in egual misura “grandi” e “piccini”, grazie ad una sorta di diversi gradi di lettura. Nel passato tour, lo spettacolo era fortemente dominato dal travestimento e dalla parola, specialmente in alcuni momenti in cui Caparezza dialogava letteralmente con il pubblico. Questa volta la parola ha lasciato lo spazio alla recitazione; sia chiaro non è un modo gentile per dire che lo spettacolo è meno vero, ma quello che si vede andando ad un concerto del Capa è un evento più simile ad uno spettacolo teatrale: i cambi di costumi e travestimenti si sono moltiplicati (non esagererei nel dire che sono più di 20) ma si sono aggiunte macchine di scena e spettacolari video proiezioni che amplificano al massimo la musica che magistralmente viene eseguita sul palco.
L’effetto sul pubblico è veramente incendiario: innanzitutto, vedere la sala più grande del Parco della Musica, la Sala Santa Cecilia, che già dal nome suggerisce qualcosa di austero, generalmente adibita alla musica classica e sinfonica, invasa da un palco scenico con schermi e fondali neri fa un certo effetto straniante. Inoltre aggiungete che i posti generalmente occupati da distinti signori in abiti eleganti per le esecuzioni di illustri opere, per quella sera erano totalmente presi d’assalto da ragazzi con magliette dai colori sgargianti e vivaci. Sembrava un’altra Santa Cecilia e in questa nuova versione non dispiace per niente, certo che un concerto dai toni più “rock” stride all’interno della struttura solamente ad un livello fonico, dato che il luogo è stato pensato per altro, la qualità dei suoni ne hanno risentito e anche parecchio in alcuni punti. Forte del quasi tutto esaurito alla sala grande dell’Auditorium e delle scenografie che comporta uno spettacolo di Caparezza, la prossima volta lo vedrei bene in un luogo come il Palalottomatica, anche se questo non brilla affatto per ottima acustica, anzi essendo un palazzetto dello sport già è tanto. Ecco che torna il discorso degli spazi dedicati.
Nel complesso il concerto di Sabato 10 Settembre, con il suo impatto sugli spettatori, con le proprie dinamiche e colpi di scena ha incoronato il cantautore molfettese una promessa che si sta mantenendo e migliorando sempre più, quasi come un vino pugliese, e a buon diritto annovera Caparezza, e la sua band, tra i migliori artisti italiani. SCALETTA 1. Ilaria condizionata 2. Sono il tuo sogno eretico 3. Annunciatemi al pubblico 4. Il dito medio di Galileo 5. Eroe 6. La ghigliottina 7. Ti sorrido mentre affogo 8. Chi se ne frega della musica 9. Medley (Chi cazzo me lo fa fare + Il paese dei balordi + Insetti del podere + Pimpami la storia) 10. La marchetta di Popolino 11. Legalize the premier 12. Non siete stato voi 13. Goodbye Malinconia 14. Tutto ciò che c'è 15. Abiura di me 16. La fine di Gaia 17. Vieni a ballare in Puglia Encore: 18. Kevin Spacey 19. Vengo dalla luna 20. Follie preferenziali Con CAPAREZZA suonano: Rino Corrieri: batteria Gaetano Camporeale: tastiera Giovanni Astorino: basso Alfredo Ferrero: chitarra Diego Perrone: voce, cori Articolo di: Giovanni Villani Grazie a: Fondazione Musica Per Roma Foto: Fanpage Ufficiale Facebook Sul web: http://www.caparezza.com/ - Fanpage Ufficiale Facebook |