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Il volume basso imposto dal comune non è riuscito a rovinare la festa dei Ministri che in un’ora e quaranta si sono confermati come rockstar del momento.
Sono beffardi: tra un pezzo e l’altro se la sghignazzano spesso e volentieri. Sono affettuosi: i loro fan sono la loro benzina e in ogni concerto danno il massimo per loro. Sono vanitosi: dai Davide, ti ho visto che con quel ciuffo ti facevi mille paranoie. E non solo tu. Sono arrabbiati: certe cose non le mandano a dire, decisamente. Sono di Milano. Sono i Ministri. E sono delle rockstar. No! Non mi riferisco a quei ministri che fanno i festoni nelle loro ville e poi dormono alle parate militari ed in parlamento. No! Sto parlando dei veri Ministri. Quelli con la M maiuscola.
Vivono ormai in un furgoncino che li porta da una parte all’altra dello stivale insieme alla loro musica: non dormono mai nello stesso posto da un bel po’, avranno fatto almeno una cinquantina di concerti dall’inizio dell’anno. Sabato 26 giugno sono arrivati a Parco San Sebastiano al Roma Vintage ed oltre a trovare i tanti fedelissimi fan (fantastici, ne parleremo meglio dopo) hanno trovato dei volumi stranamente bassi. Non dipendeva da loro e neanche dal Roma Vintage. Dipendeva (e ancora dipende) da un’ordinanza comunale che regola l’inquinamento acustico nei centri abitati. Ma come centro abitato, siamo in un fantastico parco sulle terme di Caracalla? Ah, lì c’è una villa? E di chi è? Ah… immaginavo. Ma quanti parenti ha? Il concerto è stato dominato non soltanto da frecciatine e schermaglie verso di “loro” ma dalla consueta ed apprezzabilissima musica rabbiosa ed energica che si esprime al meglio attraverso la voce spesso ruvida di Davide Autelitano, che un po’ mi ricorda Fausto Leali per vigore vocale e ottimo nel ruolo di intrattenitore tra un pezzo e l’altro. Federico Dragogna, chitarrista e autore di testi, si dimena sul palco incessantemente come un furetto tarantolato, creando strane coreografie. Il batterista della band, Michele Esposito, è ad onor del merito, il faro ritmico di ogni pezzo dei Ministri: come un saldo corrimano, le improvvisazioni del basso o degli altri strumenti trovano appoggio sicuro nell’incredibile precisione di una batteria che si fa traino e apripista al tempo stesso. F punto, il ministro aggiunto, passa con disinvolta maestria tra la chitarra, le tastiere e i synth dimostrandosi un ottimo musicista ma soprattutto un pilastro del gruppo.
Altro fattore imprescindibile del concerto e della vita stessa del gruppo milanese è da ricercare nel suo pubblico. I Ministri coltivando e coccolando i propri fan hanno ricevuto come regalo il famoso “zoccolo duro”, un gruppo di fedelissimi che costantemente presenziano ai loro eventi. Ciò comporta un valore aggiunto ai loro concerti ma soprattutto un interscambio, addirittura fisico, di energia; Davide, bassista e cantante, plana sicuro su un centinaia di braccia pronte a sostenerlo per ben due volte; è come un atto d’amore o meglio un modo per colmare quella frustrante distanza tra palco e pubblico. Non è finita: durante la scaletta il quartetto si ferma diverse volte per lanciare bottigliette d’acqua a coloro, che per conquistare le primissime file, hanno sfidato il caldo. Inoltre i ringraziamenti finali e il concerto tutto sono dedicati a tutti coloro che sono venuti a Roma appositamente per questo concerto che sa molto di raduno rock. Tutto ciò è estremamente commovente e un po’ stride in tempi in cui le mani alzate ai concerti, sono costantemente occupate dalle fotocamere pronte a carpire ogni attimo del concerto, trascurando la bassissima risoluzione. Qui le fotocamere ci sono ma spariscono nel momento in cui c’è da supportare il gruppo quando qualcuno si butta dal palco o con un applauso alla fine del pezzo. Un applauso talmente forte e sentito da coprire le musica e superare i decibel delle casse limitate, come a dire: “Limitateci questo!”. SCALETTA 1. Il Sole (è importante che non ci sia) 2. I nostri uomini ti vedono 3. Bevo 4. Non mi conviene puntare in alto 5. Gli Alberi 6. Una Questione Politica 7. Le mie notti sono migliori dei vostri giorni 8. Due dita nel cuore 9. La mia giornata che tace 10. La Piazza 11. Mangio la terra 12. Vestirsi Male (acustica) 13. Il Bel canto (acustica) 14. Vicenza (la voglio anch’io una base a) 15. Noi Fuori 16. Tempi Bui 17. Diritto al tetto 18. Abituarsi alla fine MINISTRI sono: Davide Autelitano - cantante e bassista Federico Dragogna - chitarrista, seconda voce Michele Esposito - batterista F Punto (ministro aggiunto) - tastiera e seconda chitarra Articolo di: Giovanni Villani Grazie a: Annachiara Pipino, DNA Concerti Foto dal Profilo Facebook dei Ministri Sul web: www.iministri.com |