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Foo Fighter, Iggy Pop e Social Distorsion sono solo alcuni dei nomi della line up che ha composto questo festival che, a pensarci bene, assomiglia ad un viaggio nella storia del Rock.
Il sole splende sulla 4° edizione del “Rock in IdrHo” e sulle 30.000 persone che, da tutta Italia (e non solo), sono accorse per godere tutto d’un sorso il miglior rock. La fiera di Rho, alle porte di Milano, è attrezzata al meglio: per accogliere ed intrattenere il foltissimo ed eterogeneo pubblico hanno attrezzato un’area parcheggio di 300 metri per 100 con stand e ristoranti, 80mila watt per l'impianto audio principale e 24mila watt le casse poste dietro al mixer. Tutti devono sentire e vivere al meglio questo evento. Come mai prima d’ora nella line up in un festival italiano sono raccolti i migliori esponenti della musica rock moderna in attività: dagli anni 60/70 con il punk di Iggy Pop e gli Stooges, gli anni 80 dei Social Distorsion, gli anni 90 e i Foo Fighters, gli anni 2000 con gli Hives, i Band of Horses e i Flogging Molly con ma anche il futuro del rock nostrano con i Ministri, Outback e gli About Wayne. Siete pronti per salire sulla macchina del tempo? Si parte! Ore 14:45 - ABOUT WAYNE Ad aprire questo grande viaggio ci pensano i giovani About Wayne di Roma; tale onore ed onere se lo sono guadagnato vincendo un concorso della Sony, premiando la loro versione di “My Hero” come la miglior cover dei Foo Fighters in Italia. La giovane età, però, non deve ingannare; appena saliti sul palco iniziano alla grandissima, facendo un’ottima impressioni sul numeroso pubblico delle prime ore che difficilmente li conosceva. In tempi dove l’etichetta “indie” viene utilizzato come alibi per coprire e giustificare un rock immaturo e sporco, gli About Wayne suonano bene e sanno come farlo al meglio. Potenti, giovani, freschi e dinamici, con buona presenza scenica. Li tengo d’occhio. SCALETTA: The Maniac Of The 7th Floor Freaks! High Interpretation Of A Nightmare Gli ABOUT WAYNE (Roma, Italia) sono: Giampaolo Speziale - Voce Jacopo Antonini - Chitarra Daniele Giuili - Chitarra Francesco Maras - Basso Giovanni De Sanctis - Batteria www.facebook.com/AboutWayne Ore 15:30 – OUTBACK Decisamente non allo stesso livello gli Outback: forse “troppo pop” (un misto tra Renga, i Coldplay e il neo punk) per un festival Rock come questo. L’emozione è forse la colpevole di tutto ma rimangono poco convincenti e ancora in maturazione. Peccato. Gli OUTBACK (Terni, Italia) sono: Gianluca Pantaleo – Voce, Piano e Chitarra Eugenio Della Mora - Batteria Francesco Nesta – Chitarra e Piano Gabriele Pantaleo - Basso www.facebook.com/outbackrock Ore 16 - MINISTRI Ormai sono una realtà consolidata. Il rock duro ed essenziale dei Ministri si distingue subito come le loro divise militari. Il loro numeroso e fedele seguito non è l’unico a muoversi nella sempre più numerosa massa sotto il palco. Quasi beffardi, presentano la loro musica con cura, energia e concentrazione. Una garanzia. SCALETTA: Il Sole (è importante che non ci sia) I nostri uomini ti vedono Mangio la terra Noi fuori Tempi bui Diritto al tetto Abituarsi alla fine I MINISTRI (Milano, Italia) sono: Davide Autelitano - cantante e bassista Federico Dragogna - chitarrista, seconda voce Michele Esposito - batterista F Punto (ministro aggiunto) - tastiera e seconda chitarra www.iministri.com Ore 16:50 - FLOGGING MOLLY Il palco del Rock in IdrHo si tinge di verde, grazie ad un fumogeno, ed all’arrivo dei Flogging Molly, band losangelina dalle orgogliose origini irlandesi. Con banjo e violino squillanti in prima linea, l’energia dei Mollies infiamma la platea che con un pogo forsennato che mette a dura prova anche i più tosti e preparati omaccioni. Il modello irlandese è molto e ben calcato ed a lungo andare può un po’ sembrare monotono, ma l’effetto che provoca fa perdonare tutto. Probabilmente se noi italiani avessimo sentito meno storpiature da imitatori nostrani, avremmo apprezzato di più. Travolgenti. SCALETTA: The likes of you again Revolution Requiem for a dying song Saints and sinners Float Don't shut'em down I FLOGGING MOLLY (Los Angeles, Stati Uniti) sono: Dave King - Voce e chitarra acustica Bridget Regan - Violino e flauto Dennis Casey - Chitarra Elettrica Matt Hensley - Fisarmonica Nathen Maxwell - Basso Bob Schmidt - Mandolino e Banjo George Schwindt - Batteria www.myspace.com/floggingmolly Ore 17:45 - BAND OF HORSES Provati dal sole cocente e dai fan dei Molly (che tanto molli non erano), molti vanno a rifocillarmi nella esigua ombra; intanto le note dei Band of Horses inondano l’area festivaliera. La prima cosa che penso è: “ma questa musica così delicata che c’entra con la line up?”. Forse per alleggerire e far riposare il pubblico o chissà per quale altro motivo, la band di Seattle appare troppo “lieve” e la reazione un po’ fredda del pubblico ne è la conferma. In mezz’ora solamente il gruppo suona 7 brani tra cui la celebre e malinconica “The Funeral” e se ne và. Frettolosi. SCALETTA: Laredo Ghost in my house The great Salt lake NW Apartment Wicked Gil Infinite arms The Funeral BAND OF HORSES (Seattle, Stati Uniti) sono: Ben Bridwell – Voce e Chitarra Creighton Barrett - Batteria Ryan Monroe – Tastiere e Chitarra Tyler Ramsey - Chitarra Bill Reynolds - Basso Blake Mills - Chitarra www.bandofhorses.com Ore 18:40 - THE HIVES Dopo un susseguirsi di roadies all in black, arrivano 4 soggettoni in tuba, smoking e panciotto. Un momento, sono gli Hivers! Divertenti e spiritosi come al solito, riscaldano la platea un po’ sopita con il loro semplice e scanzonato rock. Il front man Howlin' Pelle, da bravo animale da palcoscenico, si lanciando in divertenti citazioni in italiano, canta da par suo mentre zompetta come un grillo per quasi un’ora, regalando al pubblico di Rho una esilarante performance. Gli Hives non sono solo una band di cazzoni (perdonate il termine): nelle presentazioni a fine esibizione l’occhio (e l’orecchio) cade sul batterista che tenendo il tempo di “Tick Tick Boom” si invola, contemporaneamente, in un rocambolesco e precisissimo assolo di batteria. Sono i migliori del pomeriggio. Esplosivi. SCALETTA: Come On Main Offender Go Right ahead Die al right Walk idiot walk Hate to say I told you so Bigger hole to fill No pun intended Take back the toys Try it again Won’t be long Tick tick boom THE HIVES (Fargersta, Svezia) sono: Howlin' Pelle Almqvist (Pelle Almqvist) - voce Nicholaus Arson (Niklas Almqvist) - chitarra Vigilante Carlstroem (Mikael Karlsson Åström) - chitarra Dr. Matt Destruction (Mattias Bernvall) - basso Chris Dangerous (Christian Grahn) – batteria www.thehivesbroadcastingservice.com Ore 19:45 - SOCIAL DISTORSION Le loro facce mi ricordano quelle che, nei film, solitamente abitano i peggiori bar di motociclisti dell’Arizona e la loro musica anche. Al calar del sole, i Social Distorsion salgono sul palco capitanati dal loro leader Mike Ness in abiti eleganti ma ancor più minacciosi. Il loro southern rock è di quelli veraci e si confermano gli alfieri del profondo Sud. Forse un po’ stanchi o annoiati, la loro performance risulta un po’ freddina e quei pochi che hanno avuto modo di conoscerli in quest’occasione, sono stati debolmente colpiti. Debolucci. SCALETTA: Bad Luck Nickles and Dimes Story of my Life Mommy’s Little Monster Machine Gun Blues Ball and Chain Gimme the Sweet and Lowdown Don’t Drag Me Down Sometimes I Do So Far Away California (Hustle and Flow) Can’t Take It With You Ring of Fire I SOCIAL DISTORSION (Fullerton, Stati Uniti) sono: Mike Ness – Voce e Chitarra Jonny "2 Bags" Wickersham – Chitarra Brent Harding – Basso David Hidalgo, Jr. – Batteria www.socialdistortion.com Ore 21 - IGGY AND THE STOOGES L’abitudine, la noia, la routine e soprattutto l’età sembrano essere problemi per tutti tranne che per Iggy Pop ed i suoi Stooges: con 44 anni di carriera alle spalle e 60 anni di età media, questi mostri sacri hanno letteralmente spaccato tutto riproponendo quasi per intero “Raw Power”, un capolavoro del 1973 e opera imprescindibile per la cultura punk, insieme ad altre loro pietre miliari. Già al secondo pezzo Iggy Pop, con un innocente, “chi vuole salire quassù a cantare qualcosa con gli Stooges?” ha invitato sul palco alcuni fan. L’entusiasmo e l’euforia erano alle stelle: stretto tra i baci e gli abbracci dei fan, Mr. Pop era assolutamente a suo agio e per niente spaventato o intimorito. Lo spettacolo è proseguito con le costanti contorsioni da brivido di Iguana Iggy e “I wanna be your dog”: a dir poco sbalorditivo il fisico di cotanto artista che nonostante l’età e tutto, era in pienissima forma e dell’affanno neanche l’ombra. Fatelo vedere ai vostri genitori e nonni, specialmente a quelli lamentosi. Un’indimenticabile ora di storia del rock dal vivo, davanti agli occhi di più di 30.000 spettatori increduli ed adoranti. Ah, dimenticavo: Iggy Pop, nonostante i suoi 64 anni, era rigorosamente a torso nudo. Divinità. SCALETTA: Raw Power Search And Destroy Gimme Danger Shake Appeal 1970 Open Up And Bleed Night Theme Skull Thing Beyond the Law I Got a Right I Wanna Be Your Dog Your pretty Face No Fun IGGY AND THE STOOGES (Detroit, Stati Uniti) sono: Iggy Pop - Voce Scott Asheton – Batteria e Percussioni James Williamson - Chitarra Mike Watt - Basso Steve Mackay - Sassofono www.iggyandthestoogesmusic.com Ore 22:30 - FOO FIGHTERS Il momento è finalmente arrivato. Gran parte del pubblico presente ha sopportato il caldo torrido, la calca e non solo per il gruppo di Dave Grohl e compagni. Il palco si scopre, rivelandosi composto da diversi schermi mobili che salendo e scendendo producono giochi di luce molto suggestivi. Come il loro ultimo disco “Wasting Light”, la serata si apre con “Bridge Burning” e come suggerisce il titolo, la folla si infiamma iniziando a cantare a squarciagola e a ballare/pogare all’impazzata. Girandosi verso il resto della platea si vedono orde e onde umane che si infrangono l’una sull’altra. Dal palco dovrebbero aver goduto di uno spettacolo incredibile e spaventoso al tempo stesso. I Foo Fighters mancavano da Milano e dall’Italia da più di 5 anni ed hanno tutta l’aria di voler recuperare il tempo perduto, presentandosi affiatatissimi ed in perfetta forma. Dopo i primi pezzi più recenti, inizia “The Pretender” e con lei il delirio; il pogo diventa gigantesco ed insostenibile; si crea un flusso continuo di energia ricevuta e restituita dalla band al pubblico. Improvvisamente, in concomitanza di “White Limo”, appare sugli schermi Lemmy Kilmister, arcigno front man dei Motorhead e autista della limousine bianca del video. Personalmente mi aspettavo anche la presenza di Jack Black, grande amico di Grohl, presente in Italia per la presentazione del suo ultimo film. Sarebbe stato troppo troppo bello per essere vero. La scaletta è di quelle che abbraccia il vecchio e nuovo repertorio con uguale energia e convinzione, come per le grandi occasioni. Grohl non perde l’occasione per ritagliarsi dei momenti di intimità con il proprio pubblico suonando quasi in acustico alcuni brani in versione più dolce e delicata; sulle note di “Let it Die”, dedicata all’amico Kurt Cobain, fa capolino tra le nuvole una magica luna rossa per l’eclisse. Sembra un segno. Uno spettacolo nello spettacolo che produce un’emozione incredibile. Molti si avvicinano alla metropolitana in chiusura, allargando le strettissime file del pubblico. Alla variegata scaletta si aggiungono ben due cover: “Tie Your Mother Down” dei Queen e “Young Man Blues” di Mose Allison, ormai un cavallo di battaglia dei Foo Fighters. Il risultato è assolutamente indimenticabile: un gran bel concerto di un’ora e mezza. Emozionanti. SCALETTA: Bridge Burning Rope The Pretender My Hero Learn to Fly White Limo Arlandria Breakout Cold Day in the Sun I'll Stick Around Stacked Actors Walk Monkey Wrench Let It Die Generator Times Like These Young Man Blues (Mose Allison cover) This is a Call Best of You All My Life Skin and Bones Tie Your Mother Down (Queen cover) Everlong I FOO FIGHTERS (Stati Uniti) sono: Dave Grohl - Voce e Chitarra Chris Shiflett - Basso Nate Mendel - Chitarra e Voce Taylor Hawkins - Batteria e Voce Pat Smear - Chitarra http://www.foofighters.com In conclusione questa 4° edizione del “Rock in IdrHo” è da ritenersi assolutamente vincente e positiva; lode all’impegno dell’organizzazione ed alla precisione nel rispettare necessità del pubblico e tempistica. Peccato che la città di Milano non abbia contribuito al 100% alla perfetta riuscita dell’evento, prolungando il servizio della metro a solamente mezz’ora dopo la fine dei concerti. Che sia da insegnamento per l’Italia: le menti e mezzi per realizzare un festival di livello ci sono, sta alle amministrazioni dimostrare la volontà di concretizzarle. Articolo di: Giovanni Villani Sul web: www.rockinidrho.com |