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I Bud Spencer Blues Explosion, nella quinta tappa del “Fuoco Lento Tour”, si confermano ancora una volta degli animali da palcoscenico anche quando la malasorte si mette in mezzo.
Non c’è che dire. Questi ragazzi ci sanno proprio fare. Salgono sul palco così, senza fronzoli e lustrini, in jeans e maglietta, magari aiutano anche ad allestire il palco tanta è la voglia di suonare, accendono gli amplificatori e BANG! Che la “Blues Explosion” abbia inizio. La serata viene aperta da due valide e differenti band: i riflessivi Distrosonic e i più danzerecci Low Frequency Club; sono entrambe formazioni molto effettate e, specialmente la seconda, con tanti strumenti quindi i cambi palco fanno sbuffare qualcuno tra il pubblico. La cosa più curiosa, però, è che se all’inizio della serata il palcoscenico era pieno di strumenti (due batterie, infiniti pedali, synth ed amplificatori), pian piano che l’arrivo dei BSBE si avvicina il palco si fa sempre più scarno e quasi deserto. Una volta on stage, il suono grezzo (e che suono!) del dinamico duo Viterbini – Petulicchio, francamente, fa impallidire tutto ciò che si è sentito in precedenza. Nonostante alcune difficoltà tecniche (un pedale danneggiato e un impianto audio non in perfetta forma) il concerto si svolge alla grande, come al solito. I Bud Spencer Blues Explosion propongono una scaletta tipica del nuovo tour, alternando pezzi “classici” del loro omonimo disco, le 6 fantastiche cover di “Fuoco Lento” che ritrovano le mura natie del Circolo e alcune chicche direttamente dal prossimo disco in uscita a settembre. A queste ultime novità, altre sono da riscontrare nel pubblico: oltre ad essere sempre più eterogeneo e numeroso (ragazze in special modo tra le prime file), si fa molto più sfrontato, replicando il duetto/duello di “Dark was the night cold was the ground” ma soprattutto cantando tutti, e sottolineo tutti, i brani del duo romano. Una novità che si riflette sui volti dei Bud, facendo comparire grandi sorrisi sui loro volti. Si fa caloroso ma anche molto premuroso: infatti, una vera e propria ovazione va a rincuorare Adriano quando salta un pedale, impedendogli di suonare “Mi sento come se”; una volta risistemato rapidamente il tutto, un po’ per gratitudine, un po’ per rabbia verso l’intoppo, il guitar hero dei noantri rientra in pista con una smitragliata in sessantaquattresimi che lascia a bocca aperta addirittura Cesare oltre che i fan. Forse anche per motivi apotropaici hanno concluso con “Killing in the name”, una cover dei Rage Against The Machine, ossia tradotto letteralmente “rabbia contro la Macchina”, appunto. Insomma, i Bud ci sono e si fanno sentire, nonostante tutto e tutti. SCALETTA 1. Intro 2. Voodoo child (cover Jimi Hendrix) 3. Più del minimo 4. Esci piano (cover Alex Britti) 5. Frigido 6. Rottami 7. Mi sento come se 8. Hommage a Violette Noizieres (cover Area) 9. Hamburger in love 10. Dark was the night cold was the ground (cover Blind Willie Johnson) 11. Giocattoli 12. Blues di merda 13. Hey Boys! Hey Girls! (cover Chemical Brothers) 14. Killing in the name (cover Rage Against The Machine) BUD SPENCER BLUES EXPLOSION sono: Adriano Viterbini – Chitarre e Voce Cesare Petulicchio - Batteria Articolo di: Giovanni Villani Leggi intervista Sul web: www.bsbemusic.com - www.facebook.com/budspencerbluesexplosion |