In un concerto denso di emozioni e passione, attraverso un sentiero lastricato di gemme musicali contraddistinte da levigata eleganza compositiva, ariosa semplicità ed una rara quanto luminosa capacità di fotografare il vivere quotidiano attraverso vivide istantanee, la cantautrice lombarda Cristina Donà ripercorre venti anni di carriera e presenta il nuovo lavoro discografico “Torno a casa a piedi” pubblicato nello scorso mese di gennaio ed accolto dal caloroso consenso di pubblico e critica. Una serata memorabile, tra abbandoni estatici al sentimento, impegno sociale e politico e malinconiche riflessioni esistenziali.
Si trattava di un appuntamento lungamente atteso dal pubblico romano, da sempre fedelissimo ad un’artista che ha saputo sperimentarsi su eterogenei territori musicali, conservando un’invidiabile coerenza e non ricercando ostinatamente un roboante quanto effimero successo commerciale. Cristina Donà in oltre vent’anni di carriera ha solcato i territori del rock indipendente italiano, si è immersa in atmosfere intimiste e rarefatte nel connubio tra voce e chitarra acustica plasmando universi carichi di pathos, mistero e sensualità e ha collaborato con artisti di primissimo livello della scena italiana ed internazionale tra i quali Manuel Agnelli degli Afterhours, Mauro Giovanardi dei La Crus, Subsonica, Robert Wyatt, Ani Di Franco e Davey Ray Moor leader dei Cousteau. Il nuovo album “Torno a casa a piedi”, il settimo del suo percorso musicale, è stato pubblicato alla fine di gennaio e, grazie alla ricchezza di sonorità, alla poeticità delle liriche e alla rigenerante, lieve ed avvolgente brillantezza che lo pervade, testimonia per la cantautrice rhodense il raggiungimento di un vero e proprio stato di grazia nella composizione e nell’interpretazione, nonché di una maturità e di un equilibrio di estrema ricercatezza, che si estrinsecano in brani di grande eleganza ed al contempo viscerali e fortemente espressivi. Autrice di testi e musiche delle dieci tracce custodite in questo nuovo progetto discografico, la Donà si è avvalsa della pregiata collaborazione del musicista/produttore Saverio Lanza con il preciso e dichiarato intento di lavorare sulle liriche seguendo un approccio diverso dal passato e di matrice più strettamente narrativa e di allargare i propri orizzonti stilistici; la sinergia si è rivelata assolutamente vincente ed infatti la cantautrice ha dichiarato che Lanza “ha creato spazi sonori incredibili aiutandola a realizzare il sogno musicale di questo nuovo album: aggiungere colori alla sua musica”. In una Sala Sinopoli gremita di spettatori in attesa fremente, l’apertura della serata viene affidata alla giovanissima cantautrice pugliese Erica Mou, nuova scoperta della scuderia musicale Sugar, che ci conquista grazie alla sua radiosa spontaneità e a cinque brani che hanno evidenziato perfettamente la sua personalità musicale già sorprendentemente a fuoco, un pop giocoso e seducente, permeato da sfumature rock e folk, che dà vita ad una miscela originale e trascinante. Un’artista decisamente da tenere d’occhio.
E’ però giunta finalmente l’ora dell’entrata in scena della protagonista indiscussa della serata: in un’oscurità rischiarata da intensi bagliori viola sale sul palcoscenico Cristina Donà, accompagnata dalla sua band di musicisti, ricchi di talento ed energia (Saverio Lanza alle tastiere, basso e chitarre, Piero Monterisi alla batteria, Andrea Moscianese alla chitarra, Alessandro Gabini al basso e i fratelli Francesco e Samuele Cangi rispettivamente alla tromba e trombone). L’atmosfera sin dai primi istanti appare molto intima ed impalpabile, con i musicisti che, disponendosi su più livelli attorno a Cristina, sembrano stringerla in un morbido abbraccio; per l’intera durata del concerto i numerosissimi brani previsti in scaletta saranno accompagnati da suggestive videoproiezioni sul maxischermo che sovrasta il palco, realizzate con straordinaria classe da Camilla Ferrari: foreste di alberi verdissimi, pacificanti paesaggi acquatici, variopinte fantasie geometriche suggellano con fantasia e raffinatezza le emozioni sprigionate dalla musica. Ascoltiamo in rapida successione, in un crescendo galvanizzante da brividi sulla pelle, le canzoni estratte dal nuovo album, intervallate dai più celebri successi del sentiero sinora tracciato dalla Donà. Si parte con “Bimbo dal sonno leggero”, dolcissima ninna nanna dedicata dall’artista a suo figlio Leonardo al quale racconta di un mondo spesso ostile e volgare ma in cui c’è ancora spazio per la speranza e per l’amore sconfinato che li legherà indissolubilmente per sempre, si prosegue poi con “Un esercito di alberi”, dichiarazione d’amore in un paesaggio idillico e lussureggiante, la sinuosa ed avvolgente “Mangialuomo” e la grintosa e cadenzata energia di “In un soffio”, canzone che viene dedicata a tutti coloro che in questo periodo piuttosto oscuro ed avvilente stanno pensando di andar via. E’ poi la volta di una canzone particolarmente speciale per Cristina, tanto speciale che ha desiderato invitare un musicista di eccezionale sensibilità ad eseguirla con lei, Roman Carvalho e la sua tromba per una versione acustica dal delicato intimismo di “Goccia”. Dopo il viaggio cosmico, immenso ed estatico di “Universo”, si scatena la componente più rock, selvaggia ed aggressiva della sua anima di artista con la fragorosa ed adrenalinica “Ho sempre me”. A questo punto una precisazione d’obbligo da parte di Cristina nel presentare l’irriverente e bizzarro pezzo successivo, “Giapponese (l’arte di arrivare a fine mese)”: scritto mesi prima del recente disastro sismico e nucleare, il brano faceva riferimento al mondo del sol levante per descrivere un concetto di dinamismo e velocità; questo caleidoscopico viaggio attraverso piccoli istanti di vita quotidiana, adagiato su un tappeto sonoro di delirante estrosità ed accompagnato sul maxischermo da simpaticissimi anime in puro stile nipponico che ne ripercorrono con precisione le tappe, si è così trasformato in un sentito ed emozionato omaggio rivolto dalla cantautrice al Giappone, paese dilaniato dagli ultimi avvenimenti ma che ben presto si risolleverà grazie alla sua proverbiale forza morale e determinazione.
Sublime l’evanescente romanticismo di “Settembre” a cui fa da contraltare immediatamente dopo l’istintività ruvida e passionale che si sprigiona dal nudo connubio tra chitarra e voce in “L’aridità dell’aria”, per poi ritornare infine all’intenso lirismo e a interpretazioni vocali di rara lucentezza con “Piccola faccia” e “Dove sei tu”. Ritornando all’attualità, la Donà con fierezza e decisione afferma che “è tempo di parlare di rivoluzione, e talvolta le rivoluzioni partono dai miracoli, speriamo che questo presto accada anche in Italia”, incipit perfetto per il nuovo singolo “Miracoli”, scelto per il lancio radiofonico dell’album di recente pubblicazione, una marcia trionfale impetuosa, positiva e travolgente sostenuta da uno stuolo di fiati dal gusto squisitamente retrò e presentata al pubblico romano su di un palco luminosissimo con sfondo giallo, musicisti irradiati di verde e qualche vivace tocco di rosso. Un’altra incursione nella quotidianità, leggera, spensierata e fresca come una brezza primaverile, è quella che ci viene proposta con “Aquilone”, seguita dalla deliziosa orecchiabilità pop di “Più forte del fuoco”, dal tuffo nel passato accolto con grandissima gioia del pubblico di “Stelle buone” (con tanto di dedica speciale rivolta alla platea della Sala Sinopoli, “Siete emozionanti e allora vi dedico una canzone”, ed una coda strumentale con un assolo di batteria strepitoso di Piero Monterisi) e dalla struggente e crepuscolare ballata “Lettera a mano”. L’artista ci racconta quindi di come il brano successivo dipinga la sensazione che si avverte quando si ama qualcuno senza purtroppo essere corrisposti, grande emozione e sincerità si respira in ogni singola nota di “Invisibile”, singolo di grande successo di alcuni anni fa; la prima parte del concerto si conclude con uno dei brani racchiusi nel nuovo progetto discografico, “Tutti che sanno cosa dire”, una sferzata di grandissima energia con luci aggressive ed uno splendido filmato ad interpretare le atmosfere taglienti del pezzo. Solo pochi minuti di silenzio ed oscurità prima dell’encore di rito, con un terzetto di perle musicali che ancora una volta evidenziano le molteplici sfumature dell’eclettico talento di Cristina Donà: si parte con la notturna ed inquieta ballad “Torno a casa a piedi”, ironica descrizione di un tradimento immaginato, cullata da un emozionante sodalizio di archi e chitarre; si prosegue poi con le atmosfere vellutate di “Nel mio giardino”, per sfociare in un finale incalzante e fragoroso, rock elettrico a tutto volume con il pezzo “Triathlon” per salutare il pubblico romano accorso in massa sotto al palco, ormai entusiasta dopo una serata di ottima musica in cui la cantautrice si è regalata con incredibile generosità, sfoderando tutto il proprio carisma ed elargendo emozioni a profusione.
Un concerto memorabile per una delle voci più autorevoli, apprezzate ed eleganti del cantautorato italiano al femminile, capace di dare espressione ai moti più reconditi ed insondabili dell’anima e allo stesso tempo di assumere coscientemente e con fermezza una posizione riguardo alla realtà sociale, storica e politica del nostro martoriato paese; una serata che potremo rivivere venerdì 27 maggio ascoltando Radio Due, visto che il concerto dell’Auditorium è stato interamente registrato e sarà riproposto in uno speciale condotto da Gerardo Panno per la regia di Andrea Cacciagrano, un appuntamento da non perdere per tutti coloro i quali si siano lasciati sfuggire un evento così speciale, così come per chi era presente e sicuramente desidererà riassaporarne ogni istante. SCALETTA ERICA MOU 1. Oltre 2. Giungla 3. Vivere sul tuo collo 4. Harem 5. Epica SCALETTA CRISTINA DONA’ 1. Bimbo dal sonno leggero 2. Un esercito di alberi 3. Mangialuomo 4. In un soffio 5. Goccia 6. Universo 7. Ho sempre me 8. Giapponese (L’arte di arrivare a fine mese) 9. Settembre 10. L’aridità dell’aria 11. Piccola faccia 12. Dove sei tu 13. Miracoli 14. Aquilone 15. Più forte del fuoco 16. Stelle buone 17. Lettera a mano 18. Invisibile 19. Tutti che sanno cosa dire ENCORE 20. Torno a casa a piedi 21. Nel mio giardino 22. Triathlon La band del “Torno a casa a piedi tour”: Cristina Donà – voce Saverio Lanza – tastiere, basso e chitarre Piero Monterisi – batteria Andrea Moscianese – chitarra Alessandro Gabini – basso Francesco Cangi – tromba Samuele Cangi - trombone Articolo di Andrea Cova Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio Stampa Fondazione Musica per Roma Foto: tratte dal sito ufficiale di Cristina Donà Sul web: www.cristinadona.it – www.myspace.com/cristinadona - www.auditorium.com |