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Esseri oscuri e lugubri che con la loro ruvidità ti consigliano e ti aiutano scuotendoti. Così definirei Il Muro del Canto sul palco del Traffic, oltre all’indubbia bravura, ne hanno ampiamente dato prova.
Interamente vestiti di nero, cappello ben calcato in testa, voce tonante, visi spigolosi e crani pelati su cui è incastonato un ghigno malefico. Chi sono questi oscuri figuri? Sono reali o frutto solo della stanchezza di un sabato campale?
La loro essenza conta fino ad un certo punto. Quando Il Muro del Canto sale sul palco, conta solo una cosa: aprire le orecchie ed il cuore. Loro stessi, oltre che le loro canzoni, parlano di noi, di una Roma (e dell’Italia unita tutta) passata, presente e futura, con un soave retrogusto di Trilussa e Pasolini; sono i tanto celebrati "mortacci tua", "tua" e "tua", insomma di tutti noi; quegli spiriti infami che la notte ti tirano i piedi e ti suggeriscono i numeri sbagliati, ti deridono dall’aldilà e ti canzonano come dei bulletti di paese. “Ma quanto sete brutti”, gridano, ma lo fanno perché ti vogliono bene. Ci tengono. Così si manifesta Il Muro del Canto. Uso appositamente questo verbo in quanto vederli sul palco è come vedere una sola entità, rustica e gotica al tempo stesso, un corpo solo che come niente sciolina più di venti canzoni, una meglio dell’altra.
Musicalmente parlando, la solidità del gruppo è indiscutibile e si percepisce una perizia e professionalità dettata dall’esperienza di ogni singolo artista. Daniele Coccia alla voce è solo la punta di una iceberg di suoni diversi, apparentemente inconciliabili, che fa da collante, anzi da malta a ‘sto bel muro. Ascoltateli e giudicate voi. Insomma ci sanno fare ‘sti ragazzetti. Gabriella Ferri sarebbe, anzi, è fiera di loro. SCALETTA 1. Ridi pajaccio 2. Le martellate 3. La spina 4. Quanno more ‘n prete 5. Chi mistica mastica 6. Terra pei ceci 7. Parla co me 8. La terra è bassa 9. Racconto 10. Addio 11. Serpe in seno 12. L’orto delle stelle 13. Luce mia 14. San Lorenzo 15. L’ammazzasette 16. Racconto 17. Cristo de legno 18. Bevi compagno 19. Ma quanto sete brutti 20. M’hai messo le catene 21. Canzone arrabbiata (di Nino Rota) IL MURO DEL CANTO sono: Daniele Coccia – voce Alessandro Pieravanti - timpano, rullante e racconti Ludovico Lamarra – basso Eric Caldironi- chitarra acustica Giancarlo Barbati - chitarra elettrica e cori Alessandro Marinelli - fisarmonica Articolo di: Giovanni Villani Foto tratte dal profilo Facebook de Il Muro Del Canto
Grazie a: Ludovico Lamarra e Daniele Coccia Sul web: www.myspace.com/ilmurodelcanto |
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