Un bel “sold out” ha accolto il ritorno dei Verdena a Roma, questa volta sul palco dell’Atlantico; e il gruppo bergamasco ha risposto alla grande, soddisfacendo a pieno il proprio pubblico, ansioso di ascoltare ancora dal vivo l’ultimo lavoro, il doppio cd “Wow”.
Le due date di gennaio non sono bastate affatto al pubblico romano dei Verdena, e lo si è capito subito perché i moltissimi fan hanno raggiunto il palazzetto dell’Atlantico con largo anticipo: la fame di musica era tanta, e allora i “SadSide Project”, il duo alla “White Stripes” che ha aperto la serata, hanno provveduto a intrattenere la platea strappando anche applausi convincenti. Poi finalmente entrano in scena i Verdena, e lo fanno con il brano che apre “Wow”, ovvero “Scegli me”, accolto da un boato e da applausi: la festa ha inizio. Fin da subito troviamo Alberto anche alle tastiere, e questa è una delle novità introdotte in questo tour: effettivamente è interessante ascoltare come i Verdena hanno deciso di ri-arrangiare i brani di “Wow”, un album “creato in studio”, cioè molto ricco di sonorità e di strumenti, con cori e numerosi strumenti che suonano insieme, e che lo rendono non facilmente “riproducibile” nei concerti – l’esempio classico di un tale lavoro è “Sgt. Peppers” dei Beatles, da cui per altro i Verdena hanno tratto ispirazione per il loro lavoro. Possiamo affermare che, malgrado il difficile compito, i brani di “Wow” funzionano a meraviglia - in particolare sottolineiamo l’emozionante esecuzione di “Nuova luce” - e non a caso il pubblico apprezza. Anche nella parte centrale, caratterizzata da un momento più soft, con l’introduzione di strumenti acustici, canzoni come “Razzi arpia inferno e fiamme” o “Adoratorio” ricevono un caloroso applauso. Tuttavia, rispetto alle ultime date, viene dato anche un più largo spazio ai vecchi successi della band, che cominciano ad essere davvero tanti: dal primo singolo “Valvonauta”, passando per “Luna” fino a “Canos” o “Muori Delay” il pubblico ha modo di ripercorrere in pochi minuti tutta la storia del gruppo bergamasco. C’è spazio anche per un piccolo tributo a John Lennon: Alberto al piano esegue “Mother”. Dopo un paio di bis, tuttavia il concerto arriva al termine e si chiude come “Wow”, ovvero con “Lei disse”, e i tre salutano il pubblico con lo stesso calore con cui sono stati accolti da Roma. Per concludere possiamo tranquillamente constatare l’enorme maturazione dei Verdena in questi ultimi anni, non solo artistica, ma anche scenica: dalla tenuta vocale di Alberto, perfetto durante tutto il concerto, alla presenza di Roberta, sempre acclamatissima dal suo pubblico, e alla batteria di Luca, una vera macchina da guerra; ricordiamo inoltre il contributo di Omid Jazi ai Synth. Ad ogni concerto si dimostrano sempre più forti, ed è tempo che i Verdena frequentino anche locali un po’ più grandi, adatti ad accogliere il loro potente sound e il loro pubblico in crescita costante. Non ci resta altro che attendere il prossimo spettacolo, ché i tre non ci stancano mai! VERDENA sono: Alberto Ferrari - voce, chitarra, piano Luca Ferrari - batteria, percussioni, synth Roberta Sammarelli - basso Articolo di: Cristian Ciccone Grazie a: Nora Bentivoglio, Ufficio Stampa Fleish Agency Sul web: www.verdena.com – www.myspace.com/verdena - www.fleisch-agency.com |
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