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I Ramones sono vivi (si fa per dire, visto che tre di loro sono passati a miglior vita) e lottano insieme a noi. A glorificare il mito dei quattro finti fratelli portoricani ci ha pensato Cj Ramone, il secondo bassista della leggendaria band punk. Il punk è ancora vivo? Sicuramente no, ma in ogni caso fa sempre piacere riascoltare i vecchi classici.
I Ramones sono vivi (si fa per dire, visto che tre di loro sono passati a miglior vita) e lottano insieme a noi. A glorificare il mito dei quattro finti fratelli portoricani ci ha pensato Cj Ramone, il secondo bassista (dopo il compianto Dee Dee), della leggendaria band punk che lo scorso 21 aprile si è esibito all’Amigdala di Trezzo D’Adda. Il locale è affollato da circa 300 persone, ma non c’è il tutto esaurito. Lo show parte con gli italiani The Leeches: giovani, punkettari, bravi e belli carichi. Il loro concerto finisce col cantante a petto nudo che lancia pezzi di banana e cartoni della pizza sul pubblico, stranamente felice di riceverli. Subito dopo, la scena va al duo americano Kepi Ghoulie. Suonano in acustico, con un sound molto “a stelle strisce”. Non sono certo i più adatti ad aprire per un ex Ramones, qualcuno si annoia, ma altri applaudono. Subito dopo entrano poi i Manges, con maglietta a righe bianche e nere. Veterani del punk italico si guadagnano la pagnotta. Verso mezzanotte sale finalmente l’atteso Cj Ramone, a voce e chitarra, accompagnato da altri due musicisti. Naturalmente si limita a riproporre il repertorio ramoniano: “Blitzkrieg Bop”, “Judy Is A Punk” o “Pet Cemetary” e così via. I punkettoni presenti si lanciano puntualmente nel delirio. Qualcuna sale sul palco per baciarlo, i maschietti per cantare qualche strofa con lui o per provare l’ebbrezza di farsi buttare con violenza giù dal tizio della sicurezza. Il concerto dura un’ora: dopo una pausa tattica, i tre escono e rientrano per fare tre pezzi e chiudere l’esibizione. Dopo lo spettacolo Cj Ramone ha incontrato i fan regalando autografi su dischi e magliette. Il punk è ancora vivo? Sicuramente no e senz’altro non lo sono tre quarti dei Ramones originari, ma in ogni caso fa sempre piacere riascoltare i vecchi classici. Articolo di: Stefano Vietta Foto: © Matt Colombo - per gentile concessione Grazie a: Elisabeth, Hard Staff |