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Joan As Police Woman in concerto @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 06/03/2011 Stampa E-mail
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Live Reports Concerti
Scritto da Andrea Cova   
Giovedì 10 Marzo 2011 22:52
Joan As Police Woman

Ritorna all’Auditorium Joan As Police Woman, la cantautrice del Maine che negli ultimi anni ha conquistato unanimemente pubblico e critica, imponendosi come una delle realtà più affascinanti e promettenti della scena indipendente internazionale grazie all’originalissima e sofisticata miscela di elementi soul, folk, indie rock e blues che contraddistingue il suo stile. In un live set compatto, energico ed emozionante l’artista presenta i brani estratti dal suo nuovo progetto musicale “The Deep Field”, album di recente pubblicazione in cui esplora il lato più solare, estroverso e romantico della sua ispirazione compositiva.

 

 

Un talento impetuoso, seducente e difficilmente coercibile entro i rigidi schemi della catalogazione in ben precisi generi musicali: Joan Wasser, in arte Joan As Police Woman, conferma ed anzi supera, nella dimensione live, le già notevoli aspettative scaturite dall’ascolto dei suoi tre album solisti. Nel suo passato un’approfondita formazione da violinista classica, la militanza in numerosi gruppi indie rock americani tra cui i Lotus Eaters, gli Hot Trix e i Dambuilders che l’ha portata ad esplorare nuovi orizzonti musicali cimentandosi anche con la chitarra e le tastiere, la relazione amorosa con il cantautore Jeff Buckley tragicamente segnata dalla morte di quest’ultimo affogato accidentalmente in un fiume e la salvifica e rigenerante collaborazione con gli Anthony and the Johnsons. Questo ricchissimo patrimonio di esperienze artistiche e biografiche confluisce e deflagra in maniera dirompente nel progetto solista intrapreso ormai quasi dieci anni fa, per il quale la Wasser scelse il singolare nome d’arte di Joan As Police Woman (un’amica le aveva difatti fatto notare la sua somiglianza con Angie Dickinson, star della serie tv americana degli anni Settanta “Agente Pepper” e, nel momento in cui intraprese l’ambiziosa sfida di fare musica da sola, a testimoniare la decisione ed il coraggio con cui si sentiva pronta ad affrontare questa avventura, scelse questo inconsueto ma sicuramente significativo nome d’arte).

Joan As Police WomanAl suo attivo sinora due album di studio, “Real Life” (del 2006) e “To Survive” (del 2008), accolti con sempre crescente interesse da parte di critica e pubblico, ed una raccolta di cover (“Cover” del 2009); il terzo capitolo del suo percorso discografico solista, intitolato “The Deep Field” è stato pubblicato nello scorso mese di gennaio e viene presentato dalla carismatica interprete e polistrumentista in un mini-tour italiano di tre date tra Roma, Firenze e Milano. “The Deep Field” (letteralmente “lo spazio profondo”) prende nome ispirandosi ad una immagine recentemente catturata dal telescopio spaziale Hubble in una remota regione della costellazione dell’Orsa Maggiore ed il riferimento a galassie lontane e misteriose simboleggia l’indagine e la riscoperta da parte della cantautrice di spazi interiori a lungo rimasti nascosti ed inesplorati. Un processo di introspezione e riflessione esistenziale che ha condotto Joan a recuperare il versante più estroverso, gioioso e positivo della propria personalità e che si riflette con limpidezza nei dodici brani racchiusi nel nuovo album, complesse ed intriganti perle musicali che, pur non rinnegando il tormento interiore e le atmosfere maggiormente cupe ed aggressive di gran parte della sua produzione precedente, individuano una nuova linea espressiva e disvelano imprevedibili sfaccettature del suo universo artistico ed emotivo. Registrato, come i suoi due predecessori, al Trout Studio di Brooklyn, il disco vede la partecipazione di numerosi artisti e musicisti desiderosi di apportare il proprio personale contributo, tra i quali è possibile ad esempio rammentare il produttore ed ingegnere del suono Bryce Goggin ed il cantautore Joseph Arthur, raffinato ospite in ben quattro canzoni. Il risultato è un album imponente e vigoroso, eclettico ed intrigante, capace di alternare momenti di morbido e vellutato romanticismo cantautorale, incisivi graffi di ruvido soul old-style ed episodi più decisamente rockeggianti ed energici.

Joan sale sul palco della Sala Petrassi assieme agli immancabili compagni del suo viaggio musicale, Parker Kindred alla batteria e percussioni e Tyler Wood alle tastiere e moog; la protagonista della serata sfoggia, come di consueto, un look particolarmente provocante e aggressivo: tuta aderente di pelle rossa con abbinata una giacca dello stesso colore e materiale, stivali di pelle nera, schiena scoperta, prosperoso décolleté ben in vista e i lunghi capelli corvini ad incorniciarne gli eleganti lineamenti del volto. Un fascino a cui è veramente difficile resistere.

Joan As Police WomanDurante l’intero corso della serata la polistrumentista si alternerà tra le sue tastiere rosso fuoco ed una nerissima chitarra elettrica, mostrando una più che apprezzabile padronanza tecnica di entrambi gli strumenti; avrà inoltre costantemente a disposizione due microfoni, uno dei quali munito di vocoder per ottenere le distorsioni sintetiche della sua voce richieste da alcuni dei brani presenti in scaletta. Sin dai primi due pezzi proposti alla platea romana, la grintosa “The Action Man” e “The Magic”, il conturbante singolo prescelto per il lancio radiofonico del nuovo album, Joan mette pienamente in luce le sue doti di interprete carismatica e capace di esprimere una contagiosa energia non solo attraverso la voce ma anche con una personalissima mimica facciale e gestualità corporea. Rimaniamo davvero conquistati dalla sua grande presenza scenica e dalla sua naturalezza e spontaneità nell’interagire con il pubblico, qualità che contribuiscono a renderla una performer eccellente.

Si prosegue poi sulle note di “Chemmie”, in cui la graffiante voce soul dell’artista ci accarezza ruvidamente in modo sensuale e vigoroso sino a raggiungere un finale in crescendo di poderosa intensità; l’atmosfera diviene a questo punto più morbida, vellutata e malinconica in “Anyone”, che conquista grazie alle sue sonorità jazz coinvolgenti e ad un’interpretazione vibrante e struggente. La serata prosegue quindi all’insegna dell’emozione con la magica “Run For Love”, il cui ritornello (che nella versione di studio vedeva la partecipazione di Joseph Arthur) viene cantato assieme a Kindred e Wood dando origine ad un’alchimia vocale di rara suggestione: nel segmento finale il brano si schiude in una galvanizzante esplosione di energia, con la voce di Joan che si innalza vertiginosa sorretta da un muro sonoro corposo e travolgente.

La canzone successiva viene dedicata dalla cantautrice alla bellezza di Roma ed in particolare al suo simbolo, il Colosseo, affermando con simpatia: “Probabilmente vi sarete stufati di vederlo, ma io ogni volta che passo da Roma non posso fare a meno di andare ad ammirare la sua magnificenza ed ineffabile bellezza, forse perché da noi non ne abbiamo uno!”. Nella sua versione live “Flash”, ballata notturna, intimista, sofferta e malinconica, acquisisce un fascino ancor più struggente venendo a costituire uno dei momenti più emozionanti della scaletta, esaltato peraltro dalla lunga coda strumentale dall’atmosfera sognante, vere e proprie onde mentali che si propagano nell’etere.

Con “Nervous” si torna all’energia soul, calore incandescente di sprigiona dalla voce che si sposa con un ritmo incalzante ed incursioni elettroniche ostinate e pressanti; da segnalare in particolare l’intermezzo strumentale in cui la chitarra elettrica di Joan diviene aggressiva e colpisce con virulenza, ergendosi a simbolo della nevrosi e dell’inquietudine dell’anima che è tematica portante del brano. Joan ritorna poi alla tastiera e si lancia in “Save Me”, momento in cui le sue doti vocali si esprimono veramente al meglio, per poi abbandonarsi all’andamento cadenzato e melodico di “Kiss The Specifics”. A testimonianza della sua notevole simpatia e genuinità Joan ci racconta poi di una sua insospettabile passione, quella per il gelato italiano, e di come nel pomeriggio si sia deliziata con ben sei gusti di gelato, due coni mangiati simultaneamente con tre gusti ciascuno (“Ho voluto provare tutti i gusti più buoni: pistacchio, cioccolato, tiramisù, crema, caffè e nocciola. Se fossi vissuta qui in Italia probabilmente avrei avuto un problema, forse avrei finito per scrivere un libro intitolato “The gelato diet””).

Joan As Police WomanDopo questa parentesi esilarante, calano le luci e si ricrea l’atmosfera necessaria per “Forever And A Year”, dolorosa e viscerale, cantata dapprima con la nuda semplicità del connubio voce-chitarra e che poi vede innestarsi anche un lieve accompagnamento di percussioni e tastiera. Protagonista indiscussa è però ancora una volta la voce, indifesa ma fiera e potente, di Joan che ci regala anche in questa occasione un’interpretazione di primissimo livello.

Dopo un rapido tuffo nel passato con “Eternal Flame” che suscita l’entusiasmo dei fan della prima ora presenti in sala, l’ultima canzone della prima parte del concerto viene dedicata dalla cantautrice a tutte le incredibili donne che fanno parte della sua vita e costituiscono per lei una costante fonte di ispirazione, per un finale che con “I Am Everyone” si presenta all’insegna della potenza sonora e dello spirito positivo.

Dopo qualche istante di attesa, Joan ritorna però immediatamente in scena per un encore in cui ci regalerà altre due perle musicali. Dapprima, con un unico punto luce concentrato su di lei ed un lieve tappeto di tastiera su cui la voce si adagia morbida e calda, ascoltiamo la rarefatta e delicata “Human Condition”; tornano poi in scena anche Kindred e Wood, Joan inforca nuovamente la sua chitarra elettrica e si congeda con il possente ed indiavolato ritmo rock di “Say Yes”, pezzo più aggressivo e travolgente dell’intera serata, che conferma la spiccata attitudine da frontwoman di questa affascinante artista.

Vi consigliamo senza riserve l’ascolto di “The Deep Field”, fuor di dubbio il lavoro più prezioso e suggestivo di Joan As Police Woman, cantautrice dalla sempre più poliedrica personalità musicale e capace di instaurare con generosità, istintività ed empatia un intenso rapporto con il proprio pubblico. Una delle regine del panorama indipendente internazionale, indiscutibilmente pronta a far apprezzare il suo talento a ben più vaste platee con il supporto, si auspica non troppo invasivo e comunque rispettoso della sua arte, di una major discografica.

 

SCALETTA

1.      The Action Man

2.      The Magic

3.      Chemmie

4.      Hard White Wall

5.      Anyone

6.      Run For Love

7.      Flash

8.      Nervous

9.      Save Me

10.  Kiss The Specifics

11.  Forever And A Year

12.  Eternal Flame

13.  I Was Everyone

ENCORE

14.  Human Condition

15.  Say Yes

 

JOAN AS POLICE WOMAN – Componenti del gruppo:

   Joan Wasser – voce, tastiera, chitarra elettrica

   Parker Kindred – batteria, percussioni, backing vocals

   Tyler Wood – tastiera, Moog, backing vocals

 

Articolo di: Andrea Cova

Foto di: Daniele D’Orazio

Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio Stampa Fondazione Musica Per Roma

Sul web: www.joanaspolicewoman.comwww.auditorium.com

 

 

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