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Giulia Ananìa in concerto @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 30/01/2010 Stampa E-mail
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Live Reports Concerti
Scritto da Andrea Cova   
Domenica 06 Febbraio 2011 19:45
Giulia Ananìa

La sesta edizione del festival Generazione X, che la Fondazione Musica per Roma dedica ogni anno ai più promettenti giovani cantautori della scena indipendente italiana, si è potuta fregiare del concerto, completamente sold out, di un’artista di rara sensibilità e lucentezza: Giulia Ananìa, talento tra i più cristallini ed appassionati che siano mai brillati sul palco del Teatro Studio, tradizionale cornice di questa interessante rassegna, regala ad un pubblico calorosissimo ed emotivamente coinvolto un trascinante excursus nel suo mondo interiore affascinante e poetico. In apertura Marta Venturini e i Rumore Bianco, ospiti d’eccezione Filippo Gatti e Niccolò Fabi, in un dialogo di voci ed anime che toglie il respiro.

 

 

Marta VenturiniIl concerto che domenica scorsa ha riscaldato lo spirito delle centinaia di persone che avevano gremito all’inverosimile il Teatro Studio simboleggia alla perfezione la quintessenza stessa di Generazione X: ideata dal fotografo musicale Maurizio Viola che ne è stato curatore, organizzatore e regista fino alla sua scomparsa avvenuta poco più di un anno fa, la rassegna si prefigge di costituire un trampolino di lancio per far conoscere al grande pubblico artisti tanto giovani quanto già distintamente proiettati verso una carriera di successo, proponendo al contempo un dialogo inedito e suggestivo con musicisti e cantautori già affermati. Nonostante nel corso delle sei edizioni di questo festival abbia avuto l’occasione di seguirne numerosi appuntamenti, molto raramente ho potuto constatare una così considerevole affluenza di spettatori, fotografi e addetti ai lavori. Non si tratta di pura casualità o di un battage promozionale particolarmente accattivante: Giulia Ananìa è riuscita a catalizzare l’attenzione grazie al suo talento inconsueto e sorprendente, all’universo poetico struggente e romantico sprigionato dai testi delle sue canzoni, alla generosa energia con cui sa regalarsi senza riserve nelle esibizioni live e, fattore assolutamente non trascurabile, al legame solido di affetto e reciproca condivisione che, nel corso di numerosi anni di concerti in tutta Italia ed anche all’estero, ha costruito e rinsaldato sempre di più con il “suo” pubblico. Il tutto senza fretta, senza accelerare necessariamente le tappe né voler perseguire a tutti i costi l’obiettivo di un successo commerciale immediato e sfavillante: questo spiega il paradosso di un’Artista (si badi bene, la a maiuscola non è affatto casuale) che ancora non ha pubblicato il proprio album di esordio ma è già seguita da un fedele fanbase pronto a sostenerla incondizionatamente.

Giulia AnanìaGli ultimi mesi dello scorso anno hanno regalato a Giulia il prestigioso traguardo di un contratto di esclusiva come autrice con la Warner Chappell che le ha consentito di collaborare con altri illustri compositori e di realizzare brani per colonne sonore di pellicole cinematografiche, spalancando dinanzi a lei un sentiero in costante e stimolante crescita: è con gioia ed entusiasmo che la ascoltiamo nuovamente dal vivo nella capitale, dopo un breve periodo di fastidiosa astinenza, festeggiando questi recenti successi ed auspicando che il nuovo anno consegni finalmente tra le nostre mani il suo primo atteso lavoro discografico, frutto di mille sacrifici e di un impegno costante.

In apertura della serata riscaldano l’atmosfera i Rumore Bianco, storica formazione della scena indipendente romana capitanata dalla seducente e impetuosa frontwoman Marta Venturini, tanto superba alla chitarra elettrica, con un sound onirico e penetrante che ricorda la PJ Harvey delle origini, quanto incisiva ed accattivante nell’interpretare. A seguire, in un palco immerso in una rarefatta ed intimista semi-oscurità, ci regala due gemme di struggente romanticismo il cantautore Filippo Gatti, per lungo tempo rimasto al fianco di Giulia nella veste di produttore artistico nel processo creativo del suo album di esordio; in particolare l’emozione arriva vivida e lacerante percorrendoci la spina dorsale come corrente elettrica quando, raggiunto sul palco dal violinista Andrea Ruggiero e dal batterista Filippo Schininà, interpreta con vibrante intensità la ballata “Un vuoto d’aria”, canzone particolarmente amata dalla protagonista della serata alla quale viene dedicata con sincero affetto dal suo amico e mentore.

Niccolò FabiE’ però giunto finalmente il momento dell’entrata in scena di Giulia Ananìa che, egregiamente accompagnata da una band di talentuosissimi musicisti, ci regala un’affascinante panoramica del suo avvolgente cosmo musicale: in una scaletta estremamente serrata, ricca di energia e dinamismo e capace di coniugare sofisticatezza cantautorale con possenti sfumature rock, trovano uno spazio predominante le canzoni dedicate a tematiche sociali, ad alienazioni ed emozioni urbane, alla difficoltà di integrazione e convivenza nelle periferie delle nostre città (dall’aggressivo e graffiante inedito “Roma Bombay” ai due brani “Periferia” e “Paola” amatissimi dai sostenitori di Giulia Ananìa della prima ora, sino al pezzo conclusivo “Il volo” focalizzato sul fenomeno sempre più diffuso e tragico delle morti bianche e interpretato in una toccante versione corale assieme a Marta Venturini e all’ospite d’eccezione della serata Niccolò Fabi); vi è però ovviamente anche spazio per il sentimento declinato nelle sue molteplici forme e nature, dal fascino nostalgico ed evocativo di “Ritratto di famiglia” al ritmo sensuale ed accattivante di “Il cigno” a cui è davvero difficilissimo resistere nelle comode ma compassate poltrone dell’Auditorium, dal romanticismo delicato e limpido di “Maggio” fino a una commovente e personalissima cover di “E’ scesa ormai la sera” dell’indimenticata Gabriella Ferri (che Giulia dedica alla memoria di Maurizio Viola, ideatore di Generazione X che in passato aveva anche organizzato la serata “Ti amiamo Gabriella”, evento che aveva riunito proprio all’Auditorium le più belle nuove voci femminili della canzone d’autore sotto l’egida del comune amore per questa straordinaria interprete del canto popolare romanesco).

Giulia AnanìaIncastonato tra i due segmenti del concerto di Giulia Ananìa, a impreziosire ulteriormente questa magica serata ecco l’intervento di Niccolò Fabi: conosciuto dalla giovane cantautrice romana, da sempre sua fan, presso lo Studio Nero di Marta Venturini (importante studio di registrazione dove Fabi ha una propria sala di incisione privata), Niccolò, apprezzando sinceramente la sua musica e le sue doti compositive è stato ben felice di accompagnarla in questa avventura. Dopo aver riproposto ad un pubblico attento e partecipe le due intense ballate “Dentro” e “La Promessa” ed essersi cimentato in una piacevolissima rilettura di quella che lui considera essere una delle migliori canzoni mai scritte, ovvero “Parole parole parole” di Mina e Alberto Lupo, il momento indiscutibilmente più emozionante è quello in cui viene raggiunto sul palco da Giulia e Marta sulle note di “Lasciarsi un giorno a Roma”, tre voci che si fondono in un’unica anima per raccontare la fine di un sentimento dal punto di vista di chi ha lasciato, pezzo di suggestiva profondità che in questa versione a tre voci acquisisce nuova linfa vitale ed urgenza comunicativa.

Un concerto realmente indimenticabile che testimonia ancora una volta la ricchezza ed originalità di un talento di eccezionale spessore e carisma: Giulia Ananià, nonostante la giovane età, è già un’autrice matura e di poetica raffinatezza e un’interprete capace di infondere in ogni singola nota la propria spiccata personalità e una sensibilità decisamente non comune, sprigionando emozioni e vibrazioni positive. Un perfetto simbolo della Generazione X celebrata in questa rassegna, una cantautrice generosa, ricca di sentimento, creatività e potenza espressiva che siamo sicuri abbia già disegnato dinanzi a sé un percorso artistico luminoso. Un percorso lungo il quale continueremo indiscutibilmente ad accompagnarla.

 

SCALETTA

   Giulia Ananìa

1.      Roma Bombay

2.      Ritratto di famiglia

3.      Periferia

4.      E’ scesa ormai la sera (cover di Gabriella Ferri)

5.      Il cigno

Niccolò Fabi

6.      Dentro

7.      La promessa

8.      Parole parole parole (cover di Mina e Alberto Lupo)

9.      Lasciarsi un giorno a Roma (con Giulia Ananìa e Marta Venturini)

Giulia Ananìa

10.  Maggio

11.  Paola

12.  Velenosa (con Filippo Gatti ai cori)

Encore

   13. Il volo

 

Sul palco del Teatro Studio accanto a Giulia Ananìa:

   Valerio Manelfi - basso

   Leonardo Milani – piano, synth

   Andrea Ruggiero – violino elettrico

   Filippo Schininà – batteria

   Marta Venturini – chitarre, cori

In apertura Marta Venturini e i Rumore Bianco:

   Marta Venturini – chitarra, voce

   Valerio Errico – chitarra elettrica

   Vincenzo Malafarina – chitarra elettrica

   Alberto Curatola – basso

   Francesco Caprara – batteria

 

Articolo di: Andrea Cova

Foto di: Federico Ugolini

Grazie a: Giulia Ananìa e Paolo Cobianchi

Sul web: www.giuliaanania.itwww.auditorium.com

 

 

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