|
I Cadabra presentano live i brani del loro ultimo disco “Wave/Action”: la band pugliese si ispira a una nitida matrice New Wave con un approccio sostanzialmente Pop. Consigliati a tutti quelli che sono alla ricerca di gruppi che possono essere annoverati con dignità e rispetto nell'ambito del panorama rock/elettronico con vene di nostalgia per gli 80’s.
Arrivo trepidate al piccolo Circolo Arci Dal Verme temendo di essere in ritardo per assistere al live di questo trio pugliese che ho scoperto quasi per caso su MySpace appena qualche mese fa. Ma mi accorgo che c'è ancora poca gente, il gruppo è nella sala concerti e si attarda per le ultime prove. Mi rilasso e bevo una birra. Canticchio tra me e me le note di alcuni brani di “Wave/Action”, l’ultimo lavoro dei Cadabra che ho appena acquistato. Mi tuffo nella memoria e mi scopro subito dopo a sorridere… quando incrocio con lo sguardo Francesco Radicci (batteria e fondatore del gruppo) che amabilmente si intrattiene con le persone che lentamente cominciano ad arrivare e a riempire il locale. I Nostri si ispirano a una nitida matrice New Wave con un approccio sostanzialmente pop e quando si parla di new wave, non si può fare a meno di rievocare grandi nomi, quale quello dei Cure, New Order, Depeche Mode e Bauhaus. In altre parole un concentrato di sonorità wave direttamente dagli anni ottanta che i Cadabra hanno la bravura e la capacità di non imitare pedissequamente e farne una mera fotocopia, ma creando brani originali; dal demo “Second Skin” dove le tracks mi riportano alla memoria le atmosfere cupe della musica dark degli anni ‘80, fino all'ultimo lavoro “Wave/Action” con pezzi efficaci, diretti e allo stesso tempo melodici ma con una sostanziale venatura rock che sa arrivare. Finalmente il concerto inizia e le note di “Blood and Blades” mi proiettano subito nelle atmosfere a me care della migliore new wave 80’s per poi passare a “Watching Me Change”, il singolo del nuovo lavoro che presenta una melodia più marcata. Poi ancora “Heart” dove la voce di Sebastiano Cuscito, che è anche autore di tutti i testi (rigorosamente in inglese), riesce a essere molto espressiva e teatrale richiamando alla memoria un po’ tutto il post punk. Tutte le quasi due ore di concerto ripercorrono la loro storia musicale e tutti i generi che li hanno influenzati e che magistralmente riescono a evocare: dal sound più “oscuro” a quello più essenziale e scarno, a quello più elettronico, fino a mettere in risalto con immediatezza la loro attitudine più rock, senza obliare le loro origini new wave che sicuramente li ha riconosciuti come una delle realtà più interessanti della scena italiana. Ciò che ha “stonato” in questa bella serata di musica è che la piccola cornice del Dal Verme e la sua non adeguata acustica, non hanno regalato ai Calabra la loro performance migliore, che invece hanno espresso in tanti live in giro per l'Italia: la parte melodica (voce e chitarra) è stata penalizzata dalla parte ritmica (basso e batteria) che risultava all'ascolto eccessivamente potente e roboante e la voce di Sebastiano si presentava “attufata” risultando così poco espressiva. I Cadabra sono una band assolutamente da conoscere, apprezzare, seguire e ascoltare tutta di un fiato per coloro che come me, sono alla ricerca di gruppi che possono essere annoverati con dignità e rispetto nell'ambito del panorama rock/elettronico con vene di nostalgia per gli 80’s. CADABRA sono Sebastiano Cuscito: voce e chitarra Vincenzo Romano: basso Francesco Radicci: batteria Articolo di: Cristina Gnessi Grazie a: Cadabra Sul web: www.cadabra.org - www.myspace.com/cadabraband |