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Antonio Oleari - Demetrio Stratos. Gioia e rivoluzione di una voce (Aerostella, 2009) Stampa E-mail
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Recensioni libri
Scritto da Giuseppe Gioia   
Sabato 27 Marzo 2010 01:00

Antonio Oleari - Demetrio Stratos. Gioia e rivoluzione di una voce libroMi piace pensare che i bambini di domani studieranno e si racconteranno le sperimentazioni di Demetrio Stratos e che lui dall’alto possa ridere intonando “Canto per te che mi vieni a sentire”. E’ un’utopia, lo so, ma Demetrio ci ha insegnato che bisogna osare e sfidare tutto nella vita, anche la morte.

 

 

 

Antonio Oleari

Demetrio Stratos. Gioia e rivoluzione di una voce

Pagg. 223 - € 21.00

 

Leggere le pagine di questo “Demetrio Stratos - Gioia e rivoluzione di una voce” di Antonio Oleari, se già si conosce la vita di Demetrio, vuol dire commuoversi dinanzi ad un esempio di vita regalata all’arte, di un’esistenza donata alla sperimentazione e alla crescita collettiva. Se a leggere queste pagine è un musicista che ha da poco intrapreso la sua, avventura musicale l’emozione, prodotta da molti capitoli del libro, sfiora il brivido.

Stratos, rifacendosi alle parole di Gianni Sassi storico produttore della Cramps Records, se fosse vissuto più dei suoi miseri trent’anni, Sarebbe diventato il cantante, o meglio il suonatore dello strumento voce, più importante al mondo.

Le pagine del volume raccontano la sua avventura musicale: dagli esordi in quel di Milano, crocevia multiculturale di storie e aneddoti musicali, alla vicenda con i Ribelli nel clan di Celentano, poi la storia fondamentale e singolare come frontman degli Area e infine la sua ricerca sulla voce.

Vi siete mai fermati a riflettere sulla voce: perché io posso parlare in maniera totalmente diversa da chiunque altro, perché una persona può cantare diversamente da come parla, perché popoli, così vicini hanno estensioni e modi vocali così differenti? Questo è uno dei tanti interrogativi che Stratos si poneva nella sua fase di studio più intensa: riuscire a capire da dove provenga la voce, cosa la provochi, perché si distribuisca in quel modo?

Gli studi di Stratos sono gli stessi che grandi scienziati e dottoroni svolgono con clamore e ammirazione: era stato capace di dividere la sua ricerca in tre parti, capire l’anatomia dell’apparato respiratorio e delle corde vocali, studiare le condizioni a livello psicologico e infine applicare il tutto a uno studio etnologico e antropologico della voce e del suo essere adoperata nel mondo.

E’ facile e scontato stare qui a decantare le qualità di Demetrio, capace di spingersi oltre al muro d’emissione vocale dei 6000 htz, è facile ricordarlo con tristezza e considerarlo un grande; ma in vita Stratos ha dovuto soffrire. Non sempre un obiettivo importante è condiviso dalla stragrande maggioranza: ecco perché spesso era costretto a vivere in ristrettezze economiche, ricevere pareri negativi da parte di certa stampa, sino a essere addirittura sbeffeggiato da colleghi e addetti ai lavori.

Demetrio è stato pronto a sfidare la sorte, a sacrificare la sua stessa vita nel nome di questa ricerca che lui non considerava personale, ma un bene per l’umanità, un’enciclopedia collettiva che una volta ultimata doveva essere divulgata il più possibile e non a una ristretta elite.

Le voci più cattive e disinformate parleranno di una morte dovuta a un eccessivo uso di droghe: Stratos in realtà era un salutista e la malattia che lo ucciderà giovanissimo, una rarissima forma di anemia aplastica, sarà provocata da un eccessivo abuso di farmaci utilizzati per placare i gravi problemi alle tonsille, poiché non aveva mai accettato di farsi operare, per paura di compromettere l’uso delle sue corde vocali.

Il concerto del 1979 che doveva servire a raccogliere fondi per curare il “maestro della voce” si trasformerà in una farsa durante la quale i veri amici si confonderanno con cialtroni e impostori pronti a farsi notare, senza il minimo rispetto per quello accadeva attorno a loro.

E’ facile ora stare qui a ricordarlo, ma come lo stesso Stratos diceva “Questo nostro mondo si deve spogliare di tutte le condizioni che frenano la nostra libertà: la stessa voce è condizionata da questo modo di pensare, ecco perché credo che bisognerebbe ripartire dalla voce primordiale e preistorica dei bambini, gli unici vergini e puliti a questo mondo”.

Mi piace pensare che i bambini di domani studieranno e si racconteranno le sperimentazioni di Stratos e che lui dall’alto possa ridere intonando “Canto per te che mi vieni a sentire”; è un’utopia, lo so, ma Demetrio ci ha insegnato che bisogna osare e sfidare tutto nella vita, anche la morte.

 

Articolo di: Giuseppe Gioia

Grazie a: Ufficio Stampa Red & Blue