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Louise J. Kaplan - Falsi idoli (Erickson, 2008) Stampa E-mail
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Recensioni libri
Scritto da Ilario Pisanu   
Lunedì 16 Giugno 2008 16:10

La parola feticismo non è solo la passione per pratiche sessuali bizzarre. Oggi è di più. E’ il cercare un senso tangibile in una vita che si svuota di significato, è il colmare il vuoto di identità e relazione. E’ una vera e propria strategia feticista che soffoca la nostra libertà.

 

 

 

 

Falsi idoli

Le culture del feticismo

Louise J. Kaplan

Pagine 192 - € 21.50

 

Questo libro parla della strategia feticista e delle culture che la promuovono e alimentano. La parola feticismo, nel pensare comune, è la passione per pratiche sessuali bizzarre. Leggendo questo interessante libro si scoprirà che non è cosi. Almeno, non solo.

In generale il termine feticismo indica la venerazione per certi oggetti, il feticista è la persona che la pratica e il feticcio è l’oggetto in questione.

La Kaplan analizza la strategia feticista da più punti vista, ma soprattutto quello psicologico, indicandone ben 5 principi fondamentali. In generale il principio della strategia feticista consiste nel trasformare qualcosa di strano e intangibile in qualcosa di familiare e tangibile.

L’oggetto feticcio può essere di qualsiasi tipo, come una scarpa, una borsa Prada, i SUV, giacche Chanel, tatuaggi; la strategia feticista mette in rilievo un dettaglio particolare per poter distrarre l’attenzione da altre caratteristiche considerate inquietanti, mentre il feticcio è impiegato per vincolare e dominare, soffocare e sopprimere energie ignote. Ben presto sarà chiaro che l’oggetto feticcio è inoffensivo, facile da trovare e sempre disponibile, mentre un essere umano ha un desiderio autonomo e deve essere corteggiato e persuaso a concedersi.

La pulsione di morte prende quindi una tinta erotica.

Il libro esplora le fantasie degli uomini e delle donne, poiché la nostra vita quotidiana è basata sulle culture del feticismo che sostituiscono i valori spirituali con oggetti materiali che catturano la nostra attenzione con il loro scintillio in modo da nascondere più agevolmente il loro contenuto traumatico. Lo scopo del libro è quello di riportare in superficie ciò che è stato rimosso per poterlo riconoscere.

La Kaplan dischiude nuovi significati della strategia del feticismo, analizzando diversi casi di feticismo (la scrittura sulla pelle, il cinema, il feticismo delle merci, la fasciatura dei piedi) incrociando psicoanalisi e sociale: siamo tutti robot da reality-show con scambi affettivi distorti.

Un libro scritto benissimo, coinvolgente e scorrevole che ha un grosso obbiettivo: scovare e smascherare i falsi idoli che soffocano la nostra libertà.

 

 

Louise J. Kaplan, psicoanalista, si occupa in particolare di tematiche legate al femminismo. Tra le sue opere tradotte in italiano “Perversioni femminili”, “Le tentazioni di Emma Bovary” e “Le voci del silenzio”.

 

Contenuti

- La strategia feticista

- Freud e il feticismo

- La fasciatura dei piedi

- L’uso del corpo femminile nel cinema

- Scrivere sulla pelle

- Scrivere vite: le biografie come feticcio

- L’«addestramento» feticista degli psicoanalisti: associazioni non libere

- Il feticismo delle merci

- Silicio e carbonio: la robotizzazione degli umani, l’umanizzazione degli androidi

- Le culture del feticismo 

 

 

Articolo di: Ilario Pisanu

Grazie a: Riccardo Mazzeo, Communication and Rights Manager di Edizioni Erickson

Sul web: www.erickson.it