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Marco Dallari (a cura di) - Scosse e riscosse (Erickson, 2010) Stampa E-mail
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Recensioni libri
Scritto da Simona Iocca   
Mercoledì 27 Aprile 2011 00:00

Marco Dallari (a cura di) - Scosse e riscosse (Erickson, 2010)Disegni, racconti e conversazioni per elaborare un trauma – Progetto della Fondazione Marilena Ferrari-FMR. Rappresentare un'emozione non è mai facile, specie se questa è intensa, forte e ci ha cambiato la vita. In alcuni casi le parole non servono, sono superflue… Lo sanno bene gli autori dei progetto portato avanti dalla “Fondazione Marilena Ferrari-FMR” che, per supportare i bambini che hanno vissuto il trauma del terremoto dell'Aquila del 2009, hanno scelto di far  esprimere questi ragazzi tramite disegni.

 

 

Scosse e riscosse (Erickson, 2010)

Disegni, racconti e conversazioni per elaborare un trauma – Progetto della Fondazione Marilena Ferrari-FMR

a cura di Marco Dallari

Pagine 96 - € 14,00

 

Rappresentare un'emozione non è mai facile, specie se questa è intensa, forte e ci ha cambiato la vita. In alcuni casi le parole non servono, sono superflue…

Lo sanno bene gli autori dei progetto portato avanti dalla “Fondazione Marilena Ferrari-FMR” che, per supportare i bambini che hanno vissuto il trauma del terremoto dell'Aquila del 2009, hanno scelto di far  esprimere questi ragazzi tramite disegni, chiedendo di rappresentare quello che non si può rappresentare, di trasformare una sensazione in un'immagine.

Sfogliare questo libro è come entrare nel privato di questi ragazzi, toccare con mano le loro emozioni, le loro sensazioni, poter osservare da un punto di vista privilegiato l'evoluzione del loro vissuto. Pagina dopo pagina il terremoto diventa una nube blu che avvolge e risucchia tutto, le case si allungano e si deformano, sembrano quasi fantasmi che spaventano, con occhi deformi e crepe che le devastano. Nubi nere che sconquassano, che emergono dal terreno, trasformando ciò che prima era ritenuto sicuro, come pericoloso: mura crepate, oggetti caduti, case che si frantumano...

Lentamente in questi disegni, messi in ordine cronologico, riaffiora il colore, nelle sue varie sfumature, palesando un progressivo ritorno ad una fragile serenità.

Interventi come questi, che si basano su una teoria di stampo cognitivo comportamentale, risultano molto efficaci immediatamente dopo un trauma, aiutando i soggetti a ristrutturarsi mentalmente intorno ad un evento così sconvolgente.

Si assiste, infatti, ad una lenta e progressiva elaborazione dell'accaduto, i disegni si fanno meno  cupi e anche i racconti lasciano percepire la capacità di andare oltre il fatto contingente e ricominciare a sperare e ipotizzare un futuro.

Toccanti alcuni disegni, come quello del fiore ferito che ha perso una foglia e che piange, mentre un altro fiore che non ha avuto danni gli sorride e gli porge la mano.

É questa capacità di espressione simbolica che, se sollecitata, aiuta coloro che si trovano in situazioni traumatiche a cercare con i propri strumenti forme sempre nuove per esprimersi e aiutarsi l'un l'altro.

 

 

Articolo di: Simona Iocca

Grazie a: Riccardo Mazzeo, Communication and Rights Manager di Edizioni Erickson

Sul Web: www.erickson.it

 

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