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Anteprima. La band di Carpi torna con “Diviso2”, un disco cupo, lugubre, dicotomico, ermetico, distorto, essenziale, traumatico, realista, dark wave, disperso, alterato, compromesso, protetto, amaro, instabile, oggettivo, fobico. In una parola? Magnifico. (in uscita il 4 Febbraio 2011)
Genere: Dark wave Voto: 8.5/10 Ascolta anche: The Cure, Battiato “La percezione del nero”, il loro album del 2008, entrò nel mio cuore e nella mia classifica annuale (>>leggi). Dopo averli intervistati (>>leggi) e video intervistati al MEI di Faenza 2008 (>>guarda), i cinque ragazzi di Modena, conosciuti come FATA, escono con un nuovo, strabiliante disco: “Diviso2”. Il nuovo lavoro lascia per strada la percezione del nero, l’aura di mistero, il fattore soggettivo della percezione di un mondo/colore. Lo sguardo ora è rivolto altrove: su una realtà dicotomica splittata in due. C’è bisogno di una forte riduzione all’essenziale, di un ermetismo che permetta di guardare la realtà (fatta di sentimenti alla deriva dentro oceani di ghiaccio) per quella è: in maniera oggettiva, senza fronzoli, cogliendo il cambiamento rapidissimo delle cose. Il nero è squarciato, diviso in due, da un fulmine viola. Laddove sulla cover del precedente disco una cravatta rossa “divideva” in due un corpo umano, ora la distorsione è padrona: un mondo duale che dovrebbe offrire due alternative, ma che di fatto non ne offre, tanto da apparire come due mondi. E l’uomo è schiacciato, disperso, all’interno di questi due mondi: dispersi. E’ la compromissione della propriocezione. E’ l’instabilità delle dinamiche intorno ad un senso che non c’è. E’ il trauma psichico: la divisione come protezione per la salvaguardia del nucleo sano del Sé. La soluzione è una: fare qualsiasi cosa per sopravvivere all’amore che si prova per l’altro. “Diviso2” è decisamente un lavoro più maturo e più cupo rispetto a “La percezione del nero”. Grandi aperture e spazi per chitarre e meno all’elettronica. Meno bassi pompanti, più atmosfere lugubri: a partire dalla sottile amarezza di “Venere Dorme”, primo singolo e videoclip (guarda su YouTube). Semplicemente magnifica. Il disco si apre con l’oscura titletrack “Diviso2”, per proseguire con “Non sono io” (il cui intro fa molto “A Forest” dei Cure!): i battiti aumentano, l’adrenalina sale. “Vorrei osservare la realtà e chiedermi perché non sono io a decidere di me”: grandi chitarre che scivolano su palpitazioni elettroniche. “L’uomo Che Cadde Sulla Terra” prolunga di qualche minuto l’intensità, per approdare verso la precarietà (di ciò che ci circonda) di “Senza cura”, isterica nel suo incedere perfettamente squisito. “Visione Moderna” è uno dei miei brani preferiti in perfetto FATA-style: stati d’ansia, pressioni, fobie, sistemi nervosi a pezzi. La vita moderna in musica che ci costringe a correre, sempre e freneticamente: “Io non riesco a rallentare/ Sono un ingranaggio in moto circolare/ Io non riesco a rallentare/ Mi piace però pensare che posso andare piano”. Dosi massicce di elettronica per “L’essenziale” (i FATA amano i titoli con l’apostrofo, lo so!), che canta la distorsione, l’insoddisfazione. Dinamiche instabili aggrappate a un senso che forse non c’è. “Automatismi” forse è il vero ponte con il lavoro precedente, dal punto di vista musicale. “Ermetica” (del quale è stato girato un videoclip… sarà il secondo singolo?) ha un forte appeal, lunghe agonie di chitarre che fanno sognare. Poco radiofonico, ma davvero notevole. Poco radiofonico come tutto il disco. Se ne “La percezione del nero” ogni brano era un potenziale singolo, in “Diviso2” si fa fatica a trovare brani radiofonici. Chiude la splendida e sognante: “Quando Le Luci Si Spengono”. “Diviso2” è uno splendido lavoro, da Top10 del 2011. La malinconia, il senso di amaro è tangibile. Tra le righe si intravedono ombre e fantasmi. Cos’altro potrei immaginare? TRACKLIST 1. Diviso2 2. Non Sono Io 3. L’uomo Che Cadde Sulla Terra 4. Senza Cura 5. Venere Dorme 6. Visione Moderna 7. L’essenziale 8. Automatismi 9. Ermetica 10. Quando Le Luci Si Spengono FATA sono: Roberto Ferrari - Voce Daniele Brandoli - Tastiere/Synth Davide Romitti - Basso Federico Montorsi - Chitarra Milo Mazzola - Batteria Articolo di: Ilario Pisanu Grazie a: BlackPois Promotions Sul web: www.myspace.com/fataband - www.fataband.it |