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Terzo album e terzo concept per i romani Neverdream. “Said”, sessantacinque minuti di progressive metal con l’Africa a fare da filo conduttore.
Genere: progressive metal Voto: 6/10 Ascolta anche: King Crimson, Dream Theater Se “Chemical Faith”, del 2006, prendeva spunto dal libro “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, ispirato alla vera storia di Christiane Vera Felscherinow, testimone ed imputata nel processo per spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, e “Souls 26 April 1986”, datato 2008, si occupava della catastrofe della centrale nucleare russa di Chernobyl, esplosione che devastò la vita a migliaia di persone e che ancora oggi se ne pagano le conseguenze, questo terzo concept album dei Neverdream, “Said”, ha come filo conduttore quella che ormai è universalmente riconosciuta come la culla della civiltà, l’Africa, con le sue atmosfere, i suoi paesaggi, la sua storia affascinante. Ma anche con i suoi lati oscuri, i misteri e le tragedie che ne segnano la storia. Si parla infatti di guerre civili come quella per la liberazione del Congo (“Kinshasa”), di colonialismo (“God’s mistake”), di schiavitù (“Amistad”) e di grandi personaggi come Nelson Mandela e Mohamed Alì (rispettivamente in “The long walk to freedom” e “Black mirror”). Cresciuti artisticamente rispetto al precedente album di due anni fa, soprattutto nelle musiche e nelle sperimentazioni, questo nuovo lavoro sembra più equilibrato, più lineare, anche se nelle parti cantate prevale il solito profilo soft, lo stesso riscontrato nel primo e nel secondo disco, quando invece da questo genere ci si aspettano martellate sonore e vocali di un livello superiore. Insomma, quella che fino all’album precedente poteva definirsi una caratteristica del gruppo, la voce bisbigliata di Giorgio Massimi, in questo ultimo lavoro sembra rappresentarne un piccolo neo, un limite, un ostacolo da superare al più presto. Ottimo invece, e magistralmente suonato, il sax di Fabrizio Dottori, che dona un tocco di genialità a tutto l’album, soprattutto in “Voodoo”, quinta traccia del disco. Brani lunghi, come da copione quando si tratta di progressive metal, e tra tutti il più lungo è il brano che chiude l’album, “The long walk to freedom”, che dall’alto dei suoi quindici minuti affascina e cattura, dando la netta sensazione che i margini di miglioramento per i Neverdream sono enormi, data la bellezza di questa canzone. Bellezza che non ci fa pesare la lunghezza del brano, che anzi, rapisce e colpisce piacevolmente. Detto tutto questo, qualcosa di più ci si può aspettare, questo disco non è male, anche se si piazza un gradino più giù del precedente “Souls 26 April 1986”. TRACKLIST 1. Kinshasa 2. God's Mistake 3. Secrets 4. Black Mirror 5. Voodoo 6. Amistad 7. The Long Walk To Freedom NEVERDREAM sono: Giorgio Massimi – voce Giuseppe Marinelli - chitarra Gabriele Palmieri - batteria, backing vocals Mauro Neri - tastiere Federico Criscimanni - basso Fabrizio Dottori - sax, programmings Articolo di: Eugenio Iannetta Recensioni correlate: Cd Souls 26 April 1986 Grazie a: Kick PromotionAgency Sul web: www.neverdream.de - MySpace |