Dopo dieci anni di silenzio, gli Skunk Anansie tornano con il nuovo album di inediti “Wonderlustre”. Un disco di puro rock, che riconferma le capacità inimitabili del quartetto di Skin, Cass, Ace e Mark, ma che allo stesso tempo aggiunge poco alla loro produzione precedente.
Genere: Alternative rock Voto: 8/10 Ascolta anche: Rage Against The Machine, Guano Apes Orfani inconsolabili degli Skunk Anansie, mi rivolgo a voi. Il quadriennio di “Paranoid & Sunburnt”, “Stoosh” e “Post Orgasmic Chill” vi ha fatto raggiungere vette di godimento musicale mai toccate? Negli ultimi dieci anni di loro assenza siete entrati in una crisi d’astinenza priva di uscita, solo parzialmente mitigata dai due album solisti di Deborah “Skin” Dyer, “Fleshwounds” e “Fake Chemical State”? Il greatest hits “Smashes and Trashes”, uscito l’anno scorso, non ha fatto altro che mettervi ancor più l’acquolina in bocca? Ebbene, orfani degli Skunk di tutto il mondo, ho un annuncio da farvi. Ho due notizie: una buona e una cattiva. Da quale volete che cominci? Quella buona? Accontentati. La buona notizia è che gli Skunk Anansie sono tornati. Il loro nuovo album, uscito a settembre, si intitola “Wonderlustre” e conferma indiscutibilmente che la band di Skin, Cass, Ace e Mark era, è e rimane una delle principali realtà del rock internazionale. Dove per rock si intende quello puro, originale: il rock nel vero senso della parola, che troppe volte è stato dato prematuramente (e, grazie a dio, erroneamente) per morto. In “Wonderlustre” ritroviamo tutti i punti di forza del gruppo: la voce potente e inimitabile di Skin, la padronanza strumentale dei suoi compagni di sala d’incisione e i ritornelli che ti entrano sotto pelle, fatti apposta da cantare a squarciagola sotto il palco. Ritroviamo i sound energici di “My Ugly Boy”, primo singolo estratto ed entrato ormai di diritto nella storia della band, e di “Over The Love”. E le ballad intense e strappacuore come il capolavoro “I Will Stay But You Should Leave”, che chiude il disco. Il tutto tenuto insieme dalla mano uniformante dei co-produttori: Jeremy Wheatley, nominato ai Grammy (Depeche Mode, Sugababes, One Night Only, Empire Of The Sun), Chris Sheldon (Foo Fighters, Biffy Clyro, Radiohead, Pixies) e Cenzo Townshend (U2, Florence & The Machine, Snow Patrol, Kaiser Chiefs), insieme al programmatore ed ingegnere Brio Taliaferro (Newton Faulkner, Tina Dico, Moby, Ladyhawke). “Abbiamo avuto una nuovissima sensazione su quest’album,” racconta Skin. “Ci è venuto molto naturale e per la prima volta tutta la bellezza è venuta improvvisando insieme, mantenendo ben solida la chimica e la spirale di energia rock e realizzando istintivamente ciò che avrebbe funzionato e ciò che era assolutamente da scartare”. Fin qui tutto bene. Ma, come vi avevo preannunciato, c’è anche una cattiva notizia: ed è che gli Skunk Anansie che sono tornati sono sempre gli stessi. Mi spiego. Se “Wonderlustre” riconferma le qualità del gruppo (e, dopo dieci anni di silenzio, è una riconferma rassicurante e dovuta ai fan e non solo), allo stesso tempo, però, aggiunge poco a quanto già sentito in passato e rischia di adagiarsi su sound già sperimentati. Della rabbia divorante dei primi album qui è rimasta soltanto una pallida ombra. Il che, intendiamoci, è inevitabile: non si può rimanere arrabbiati per sempre e, crescendo, ci si porta naturalmente verso toni più soft (come già gli album solisti di Skin ci avevano dimostrato). Ma il dubbio, purtroppo, è che, privati del loro graffio, agli Skunk non resti più molto di nuovo da dire e da dare. A fianco dei pezzi più belli già citati, infatti, ne troviamo di altrettanto tecnicamente impeccabili, altrettanto melodicamente orecchiabili, ma francamente superflui, il cui ascolto si trascina stancamente senza riuscire a lasciare il segno. Specialmente le tracce di centro album, come “It Doesn’t Matter”, “You’re Too Expensive” e “My Love Will Fall”. Speriamo sinceramente di sbagliarci e che questo “Wonderlustre” sia solo la fresca ripartenza in vista di una seconda carriera altrettanto brillante per il quartetto inglese. Intanto, di sicuro possiamo annoverarlo tra gli album migliori usciti quest’anno. E guai a chi si azzarda a dire che negli anni 2000 la buona musica non esiste più. TRACKLIST 1. God Loves Only You 2. My Ugly Boy 3. Over The Love 4. Talk Too Much 5. The Sweetest Thing 6. It Doesn’t Matter 7. You’re Too Expensive For Me 8. My Love Will Fall 9. You Saved Me 10. Feeling The Itch 11. You Can’t Always Do What You Like 12. I Will Stay But You Should Leave Gli SKUNK ANANSIE sono: Skin (Deborah Dyer) – voce Cass (Richard Keith Lewis) – basso Ace (Martin Ivor Kent) – chitarra Mark Richardson - batteria Articolo di: Fabrizio Corgnati Grazie a: Federica Moretti, Ufficio Stampa Carosello Records Sul web: www.skunkanansie.net
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