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FIUB - U (Jestrai, 2008) Stampa E-mail
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Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Fabrizio Allegrini   
Venerdì 06 Giugno 2008 01:00

Terzo lavoro dei Fiub, duo bergamasco. Un solido extended playing che muove passi decisi tra i solchi caldi e pastosi di un non mai come ora così opportuno 10 pollici. E’ il vintage che avanza. Scelta coraggiosa.

 

Genere: Punk Blues/Psycobilly

Voto: 8/10

Ascolta anche: BRMC, The Cramps, Jon Spencer Blues Explosion

 

 

Terzo lavoro dei FIUB, duo bergamasco targato Jestrai, un solido extended playing che muove passi decisi tra i solchi caldi e pastosi di un non mai come ora così opportuno 10 pollici. E’ il vintage che avanza, il ritorno a tecniche di ripresa, produzione e riproduzione analogiche.

Scelta coraggiosa.

Un disco da dentro o fuori, come sottolinea fermamente la stessa band sul proprio sito: un vero e proprio contrasto tra passato e presente, tenendo anche conto della possibilità del download gratuito in formato digitale, magari donando qualcosa a tutti quei ragazzi coinvolti in realtà di emarginazione e che cercano un’opportunità di espressione.

Scelta encomiabile.

“U” come tu, come l’altro da me e che è in me, l’anima buona e quella cattiva, il mio contrasto, la mia spina e la mia ossessione in un mondo che tende sempre e inesorabilmente a dividersi in due opposti. Un disco a programma, dunque, dove i contrasti e le opposizioni più comuni - notturno e diurno, Gesù e il Diavolo, paradiso e inferno, il ricordo sfumato e il desiderio da appagare qui e ora – prendono nel primo dei due lati, simpaticamente ribattezzati dal gruppo side A come Angel e side D come Devil, la forma di ballate acustico-elettriche o di blues sfilacciati decisamente rassicuranti, mentre nel secondo quella di accelerazioni improvvise in stile punk o di riff infuocati e ostinati simili a strali luciferini.

I FIUB fanno musica di genere: nella prima parte del lavoro sono chiare le influenze psycobilly, si va dalle sonorità algide dei Cramps alle slow ballads di Tav Falco, di cui comunque dovrebbero ancora acquisire la compattezza sonora e la raffinatezza compositiva, mentre nella seconda non è difficile riconoscere flebili eco di uno Jon Spencer mai così sereno e svagato o qualche sprazzo on the road di Black Rebel Motorcycle Club.

“U” è il disco del viaggio: è il tormentato passaggio che dalla notte, che scorre lenta bruciando i ricordi più vivi, ci conduce al giorno, che è luce accecante, strada di fuoco, il cammino che riprende consumandosi in nuove ossessioni, e arriva dritto, magari fermandosi definitivamente, su imprevisti e quanto mai rassicuranti sentieri artificiali.

SIDE Angel : L’eden o la luna

If: marcia di luna, incedere dondolante e mani in tasca: con improvvisa apertura delle distorsioni, il tenue bagliore diventa luce viva, calda e quella marcia sognante prende forza e velocità per poi perdersi di nuovo nei suoni liquidi e gelanti di un viaggio notturno infinito. My cat is an alien: breve citazione, leggera ed elegante, dello Jon Spencer meno acido di sempre, riff secco e crunch diligente, e quella voce che sembra chiamarci da chissà quale dimensione. U can D: confortante ritmo ternario, di nuovo quell’incedere cullante tutto affidato questa volta a un arpeggio dal sapore mantrico, ostinato: ma il tono è perentorio, più sbrigativo rispetto al precedente, e il pezzo si interrompe bruscamente. And remember: cori soffiati dal vento accompagnano i suoni metallici strappati dolorosamente alla chitarra del nostro viaggiatore. È tempo di fermarsi dopo una lunga e purificatoria marcia. O forse no.

SIDE Devil: La terra, la strada e l’inferno

U’d be: lo scenario cambia. La notte è sfumata insieme ai ricordi. È tempo di riprendere, veloci, sfrecciando. Il pezzo è un corpo unico, solido, punta di ferro, dardo di fuoco come l’unico riff che lo sostiene. Next: pausa lisergica, che diventa tossica con l’apertura delle distorsioni. One: piccola e brevissima cesura affidata a delays molto stretti di suoni sintetici d’altri tempi. Good D: il pezzo più rassicurante dell’intero lavoro, vagamente pop nella costruzione e nell’intenzione, con il chorus abilmente mascherato che ciclicamente torna a fare capolino. Sembrerebbe un extra track ma non sarebbe sbagliato pensare che il viaggio stia continuando – oppure si stia fermando - su qualche altro sentiero, e che sia diventato definitivamente un viaggio della mente, un trip indotto, che forse è il vero paradiso perché in terra c’è solo posto per il dolore.

“U”, insomma, è un disco gradevole e mai retorico, nonostante il sottile quanto coraggioso impianto programmatico di base, timidamente abrasivo e sporco al punto giusto. Un disco dai caratteri psichedelici ma mai ossessivo, fedele nelle sonorità ai propri capostipiti musicali, formalmente asciutto e diretto, consigliato a chi dei suoni ama le suggestioni e dei viaggi le conclusioni felici.

 

 

TRACKLIST

1. If (Side A)

2. My cat is an alien (Side A)

3. U can D (Side A)

4. And remember (Side A)

5. U’d be (Side D)

6. Next (Side D)

7. One (Side D)

8. Good D (Side D)

 

FIUB sono:

Gabriele Ferreri: voce, chitarra

Pierangelo Mecca: batteria

 

Articolo di: Fabrizio Allegrini

Sul web: www.fiub.it - www.jestrai.com

 

 

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