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SUR. La voglia di riempire di complimenti questo gruppo musicale è tanta. Innanzitutto gli faccio il mio preferito: è un sano piacere ascoltarli ed è una vera sorpresa seguire tutti i voli creativi che accompagnano le suggestive tracce de “Il limite”.
Genere: Felice e intuitivo Voto: 8/10 Ascolta anche: Cuba e i ritmi buoni, Paolo Conte, Bianca D'Aponte, il Tropicalismo, Rossana Casale, Alida Valli, un pizzico di Portogallo e i Sur, ovviamente. La voglia di riempire di complimenti questo gruppo musicale è tanta. Innanzitutto gli faccio il mio preferito: è un sano piacere ascoltarli ed è una vera sorpresa seguire tutti i voli creativi che accompagnano le suggestive tracce de “Il limite”. Oggi come oggi non è facile sorprendere nessuno, con un album musicale. Questi ragazzi, invece, ci riescono agganciandosi ad un'infinità di modelli, un'infinità di mondi creativi che emergono dai loro racconti come vecchie fotografie saltate fuori da un grosso cassetto della nonna. Il primo aggancio che viene in mente (ma sono davvero troppi) è Paolo Conte, la voglia di esplorare gli accordi di settima e piazzarci sopra una linea coerente per quanto stupefacente, la voglia di fare jazz senza essere cervellotici e di fare avanguardia senza riuscire idioti. Tutt'altro. Qui il genio si spreca. Esce dalle linee di basso di Francesco Giampaoli che, discreto e soffice come una nuvola, accompagna il gruppo in tutto il viaggio; esonda dalla voce preziosa di Eloisa Atti che sirenica e flautata si mostra eterea, mono dimensionale e in falsetto per rifarsi via via più spessa e vera fino a sembrare robusta come quella di Bianca D'Aponte, o ventosa e graffiata, di gola infiammata come Sara Vaughan. Ne è esempio “La sandunga” che trilla e trapassa il cuore e non si scorda più. Doveroso parlare anche dell'insieme e parlarne bene. In questo gruppo sanno suonare tutti. Il risultato è anima musicale pura, sensibilità che ora inspessisce e ora sfuma a piacimento ogni pensiero, ogni accordo, ritmo, accompagnamento, canzone. Si sente il legno, la botte, l'artigiano al lavoro, la voglia di fare una musica reale anche se minimalismi elettronici non mancano, ma quelli son lì a fare i minimalismi, appunto. L'“IDEA”, quella che l'artista aspetta per un secolo, chiuso in camera sua guardando la finestra, l'Idea è altrove, è nella melodia, nelle parole di Eloisa, nel colore ambrato di tutto questo album calamita che attrae verso gli anni trenta, gli anni cinquanta al massimo, e poi ti accorgi che è stato fatto adesso e che la musica è proprio una bizzosa, meravigliosa macchina del tempo. Ne “Il limite”, ogni traccia va ascoltata ma “Cavallino di vetro” mi ha rubato il cuore. TRACKLIST: 1. Il limitge 2. Le tue mani 3. Colibrì 4. Bovi in moscone 5. Lontano 6. Cavallino di vetro 7. La sandunga 8. Rosa 9. Pelle 10. Gloria al mattino 11. Lagrima SUR sono: Eloisa Atti: voce, concertina, percussioni, chitarra Francesco Giampaoli: contrabbasso, basso, micromoog, farfisa synthorchestra, chitarre Marco Bovi: chitarre, banjolele Maurizio Piancastelli: tromba, micromoog Roberto Rossi: batteria, percussioni, flauto, cori Articolo di: perché non scrivo come loro? Grazie a: Luca Gricinella, Blaluca Ufficio Stampa Sul web: www.myspace.com/surillimite |