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DIANA TEJERA - La mia versione (SunnyBit, 2010) Stampa E-mail
( 9 - user rating )
Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Andrea Cova   
Lunedì 26 Aprile 2010 21:01
diana tejera

Anteprima. Dopo anni di intensa attività live e l’esperienza nei Plastico, finalmente è arrivato il momento della pubblicazione del debutto solista di Diana Tejera, giovane interprete dal raffinato gusto melodico e capace di comporre canzoni emozionanti che sono veri e propri frammenti di poesia cristallizzati in musica. Sangue andaluso nelle vene e l’ispirazione della tradizione cantautorale italiana ben salda nello spirito, Diana con questo album “La mia versione” si conferma come une delle artiste più talentuose e promettenti della nuova scena indipendente italiana al femminile.

 

Genere: Folk rock

Voto: 8,5/10

Ascolta anche: Barbara Eramo, Cristina Donà, Chiara Civello

 

Uscirà venerdì prossimo 30 aprile per l’etichetta SunnyBit (nuovo marchio del gruppo Bideri, che annovera tra i suoi artisti anche il personaggio del momento, quel Marco Mengoni che ha sbaragliato ogni possibile rivale nell’ultima edizione di X-Factor, staziona da settimane in vetta alle classifiche e si appresta a partire per un tour italiano con parecchie date già completamente sold out) l’album di esordio come solista della giovane cantautrice romana Diana Tejera. Abbiamo avuto l’occasione di ascoltarlo in anteprima nel corso di uno showcase affollatissimo tenutosi a Roma e con piacere vi raccontiamo il prezioso universo musicale svelatoci da questo scrigno di appassionate, fragili, vivide, evocative emozioni che porta il titolo “La mia versione”.

Per coloro ai quali il suo nome non risultasse familiare, è doveroso rammentare che Diana non è affatto un’artista ai suoi primi passi nel periglioso mondo discografico. Il suo talento spontaneo e sincero è stato coltivato attraverso anni di instancabile studio di pianoforte, chitarra e canto e numerosi sono stati i progetti che hanno trovato linfa vitale ed impetuosa forza trainante nella sua originalissima ispirazione compositiva. La sua prima esperienza è stata quella nelle “Pink”, duo al femminile che riscosse nel 1998 un più che discreto apprezzamento da parte di pubblico e critica; un progetto che di lì a poco trovò la sua naturale evoluzione nei “Plastico”, gruppo di quattro elementi che nel corso di tre intensissimi anni pubblicò altrettanti album (“Sixtematicamente”, “Sensibile al tatto” e “Incontri casuali”), partecipò al Festival di Sanremo e percorse l’intera penisola in tour sia in veste di headliner che come supporter dei Lunapop all’apice del loro successo. Negli anni successivi alla rottura di questo sodalizio artistico, Diana ha poi deciso di intraprendere una carriera solista, continuando con tenacia ed entusiasmo a comporre nuovi brani ed affinando nel contempo anche le proprie doti di interprete e musicista; va inoltre rammentato che il suo nome negli ultimi anni è balzato agli onori delle cronache in virtù della sua collaborazione con Tiziano Ferro, per il quale ha firmato due delle sue ballate più emozionanti ed intimiste, ovvero “E fuori è buio” (inclusa nell’album “Nessuno è solo” del 2006) e “Scivoli di nuovo” (contenuta nel disco “Alla mia età” del 2008).

Nel lungo cammino sin qui compiuto Diana ha conquistato l’attenzione e l’affetto di un considerevole numero di ammiratori ed ora, finalmente, in questa primavera giunge per lei l’occasione di far conoscere ed apprezzare il pregiato valore della sua arte ad un pubblico ben più vasto. Le carte in regola a questo punto ci sono davvero tutte per una meritatissima consacrazione e, perché no, anche per un successo commerciale che ripaghi degli immensi sforzi compiuti con determinazione e forza di volontà.

I dodici brani di questo esordio discografico, scritti tutti dalla stessa Diana Tejera, evidenziano anzitutto la poliedricità del suo estro creativo, capace di dipingere atmosfere musicali estremamente eterogenee e dissonanti facendo confluire nelle sue composizioni molteplici influenze, dal cantautorato melodico italiano alla conturbante e passionale energia latina ereditata sicuramente dal padre andaluso, da rarefatte sfumature folk a graffianti e vigorosi episodi di puro e sanguigno rock. Il risultato è un album assolutamente affascinante, capace di scavare con semplicità nell’anima indagando tra i sentimenti più intimi e profondi e narrando storie che costituiscono dei piccoli frammenti di vita quotidiana in cui chiunque potrebbe finire per immedesimarsi. Difficile individuare dei modelli di riferimento per il suo stile musicale, che ascolto dopo ascolto scopriamo sempre più essere originale e personalissimo: se proprio dovessimo citare qualche nome il pensiero correrebbe immediatamente al viscerale ed istintivo trasporto di Cristina Donà, agli istanti più dolci e meditativi del repertorio di Carmen Consoli e ad altre due cantautrici della stessa generazione di Diana e che con lei hanno peraltro anche condiviso alcune tappe del loro itinerario artistico, stiamo parlando della ricercata Barbara Eramo (con lei ha scritto il brano “Black out”) e della vellutata sensibilità jazz di Chiara Civello (peraltro presente sul palco dello showcase romano per un duetto ricco di pathos e calore).

L’album si apre con le atmosfere rarefatte e l’incedere sinuoso di “Scollati le ciglia”, una conversazione a due con la persona amata, un dialogo intimo che trascende la contingenza per immergersi in un sentimento evanescente, sognante, sommerso. Ci abbandoniamo poi all’umanissima confessione di “Scivoli di nuovo” (a nostro avviso estremamente più toccante e struggente nell’interpretazione di Diana, piuttosto che in quella di Tiziano Ferro che ha portato questo pezzo al successo), in cui senza falsi pudori vengono messe a nudo le cicatrici, gli obiettivi falliti, le paure e le insicurezze più profonde che albergano nell’anima e condizionano le nostre azioni. Eccoci quindi giunti a “Degni di esistere”, il brano prescelto per il lancio radiofonico di questo progetto, che ci presenta il lato più tagliente, istintivo ed impetuoso della cantautrice romana in un grido di amore e disperazione che racconta una storia giunta ormai al capolinea, alla totale e irreparabile devastazione del corpo e dello spirito.

Il panorama sia sonoro che emozionale si rasserena però immediatamente con l’ironico divertissement dallo stile piacevolmente retrò di “Ma una vita no” che dichiara il desiderio di gettarsi alle spalle l’amarezza, i dolori del passato e i sentimenti ormai logorati per ricercare la serenità, una vera rinascita, un amore più autentico e coinvolgente. Il ritmo latino di “Sogno imperfetto” (scritta assieme al giovane artista romano Alessandro Orlando Graziano) si insinua con leggerezza nella nostra mente, come una lieve folata di un caldo vento, uno zefiro foriero di emozioni e gioia di vivere; subito dopo, in "Senso primario", si torna però nuovamente ad atmosfere maggiormente malinconiche e dilatate, con la voce di Diana che si adagia con estrema delicatezza sul magico connubio tra la sua chitarra classica ed un superbo violino, presenza che impreziosisce in maniera discreta ed elegante numerosi brani dell’album rendendoli ancor più suggestivi e speciali. Un dialogo tra chitarra e violino che ad esempio ritroviamo in “La tua versione”, brano contraddistinto da una coinvolgente apertura vocale e interpretato con tanta espressività da schiudere le porte del cuore e regalare brividi a profusione.

Sottili influenze blues permeano la lotta tra razionalità e incontrollabili fantasie, tra ragione ed incontenibile passione di “Mercurio” e, dopo la sontuosa interpretazione vocale di “L’Artista”, rimaniamo sorpresi dalla storia piuttosto insolita ed obliqua narrata in “Black out”, storia di un amore che inaspettatamente lega una donna al suo rapitore, emblematica testimonianza della cosiddetta sindrome di Stoccolma e brano nel quale Diana riesce a coniugare un senso di indifesa ingenuità con un erotismo provocante e flessuoso. La chiusura dell’album è affidata al romanticismo sognante e languido di “Sospensioni”, perlacei abbagli di amore che ci travolgono nostro malgrado nonostante l’assenza fisica e spirituale dell’oggetto del desiderio, sprofondandoci nello smarrimento e in un ineffabile stato di attesa; l’ultima preziosa gemma donataci da Diana è infine la magica “Nudità”, che condensa in un solo minuto una piccola, istantanea gioia, insondabile e tesa ad un infinito che esercita un’attrazione a cui è impossibile resistere.

“La mia versione” è indubbiamente un disco già sorprendentemente maturo, che inebria i sensi e ci conduce in una realtà parallela; un songwriting poetico e ispirato, la giusta grinta e determinazione per percorrere un sentiero artistico spesso arduo ed accidentato ed un talento di cristallina purezza sono le carte vincenti che ci auguriamo vivamente possano condurre Diana Tejera nell’empireo delle più apprezzate e sofisticate cantautrici italiane.

Videoclip di “Scivoli di nuovo”: www.youtube.com/watch?v=dVijmI1P-zo

 

TRACKLIST album “La mia versione”

1.      Scollati le ciglia

2.      Scivoli di nuovo

3.      Degni di esistere

4.      Ma una vita no

5.      Sogno imperfetto

6.      Senso primario

7.      La tua versione

8.      Mercurio

9.      L’Artista

10.  Black out

11.  Sospensioni

12.  Nudità

TRACKLIST singolo “Degni di esistere”

1.      Degni di esistere

2.      Degni di esistere (Nonego retreated version)

3.      Nel nostro presente

4.      Scivoli di nuovo (video)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Marina Mannino, Ufficio Stampa SunnyBit

Sul web: www.myspace.com/dianatejera - www.bideri.it

 

 

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