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THISORDER - Inner Island (New Model Label, 2010) Stampa E-mail
( 7 - user rating )
Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Andrea Stopponi   
Sabato 17 Aprile 2010 01:00

THISORDER - Inner island cd“Inner Island” è l'album d'esordio degli ischitani Thisorder. Band italiana le cui sonorità e le influenze internazionali si moltiplicano ad ogni minuto del Cd. Forse troppo, forse no. Un album di debutto, in fondo, a volte, può non rispecchiare chi sei, quanto chi vorresti essere. Comunque il risultato ci piace molto.

 

 

 

Genere: Alternative - Progressive

Voto: 7/10

Ascolta anche: -

 

Amo molti generi musicali, ma in questo periodo ascolto parecchio dei Cd che abbiano sonorità ed arrangiamenti molto articolati, quelli che, mentre cerchi di separare ogni singolo flusso sonoro, alla fine ti confondono e ti portano dove dicono loro. “Inner Island capita in un momento adatto, dunque. La primissima impressione è proprio questa.

Premetto che non butterò qua e là riferimenti a band a cui il nostro quartetto si è ispirato. Quasi del tutto inutile, gli album come “Inner Island” vanno ascoltati non paragonati, eccetto quando si tratta di clonazione pura, ma non è questo il caso.

Si apre con "I'm sorry", che potremmo definire un "brano copertina", perché ci anticipa quelle che saranno le sonorità sparse lungo tutto l'arco delle dieci tracce. Parte in sordina, ma si ricrede quasi subito. Molto bello il timbro chitarristico. Gli arrangiamenti convincono a pieno.

Non mi ammalia, invece, la linea melodica, che rimane forse eccessivamente eterea e sospesa, senza un guizzo risolutivo.

Problema che non ha, al contrario, "Fingers" che colpisce subito per una melodia senz'altro più azzeccata e d'atmosfera. Inizio con un pizzicato acustico che sostiene bene il canto. Ha poi un'apertura più aggressiva e acida che man mano diventa quasi ipnotica. Ascoltando questo pezzo immagino le nottate fatte in fase di post-produzione per mettere insieme tutti i suoni. Ottima la linea chitarristica sul finale.

Si può comprendere perché i Thisorder abbiano scelto "Unus", la terza traccia, come primo singolo. E' un brano decisamente più diretto, sotto molti punti di vista, con un bel tiro. Insomma, arriva prima. Commerciale direbbe qualcuno. Pezzo che parte e finisce con un bel wha-wha di chitarra, un ritmica decisa e potente e una melodia che prende.

Su "Rashua", altro bel pezzo, c'è da dire che riprende tutti gli aspetti positivi già citati per "Fingers", anche se quest'ultima le è superiore. Così come "Blood upon wheels" richiama le ritmiche più aggressive e decise di "Unus". Fin qui c'è una perfetta alternanza di atmosfere e suoni.

Si passa poi all' onirico, quasi assoluto (ho detto quasi!) di "The bitter hail", completamente sorretta da un bell'arpeggio di chitarra e da suoni che vengono da altre dimensioni. Brano intimista che non si deve cercare di capire. Va solo ascoltato lasciandosi trasportare.

Torniamo ad una certa aggressività con "3 Dawns" e "Fist" (ho saltato una traccia, tra le due,  di cui parlerò dopo) sono brani articolati con molti cambi di ritmo e di intenzioni la prima, e ritmiche più martellanti con wha-wha la seconda. Caratteristiche ricorrenti della band. E' una durezza, però, più articolata rispetto ai brani precedenti (Unus, e Blood upon wheels). Un tentativo, direi riuscito, di commistione tra il suono più "pesante" e le intenzioni più "eteree".

"Tomorrow will be gone", è un buon pezzo, non sfigura nel complesso, anche se, dopo tre o quattro ascolti, ancora non mi è arrivato. Riproverò.

Si chiude con "Last empire", dedicata alla morte di Neda, donna iraniana, avvenuta circa un anno fa, durante le proteste in Iran per le elezioni presidenziali. La musica, giustamente, svolge anche il suo ruolo di memoria collettiva e di voce di denuncia. Il brano è forse più hard rock che progressive nelle intenzioni generali. Ricamato da suoni che si intrecciano in un crescendo finale molto d'effetto.

In sostanza davvero un buon album di apertura per i Thisorder. Si dice quasi sempre, di fronte ad un opera prima, che alcune cose sono da aggiustare. Non molto per la verità, in questo caso. E i quattro ragazzi di Ischia sembrano sapere dove mettere le mani.

Una menzione speciale, infine, per la produzione davvero buona. Onore al merito.

Disco consigliato.

 

 

 

TRACKLIST

1. I'm sorry

2. Fingers

3. Unus

4. Rashua

5. Blood upon the wheel

6. The bitter hail

7. 3 Dawns

8. Tomorrow will be gone

9. Fist

10. Late empire

 

THISORDER sono:

Emanuele Rontino : Voce

Marco Albanelli : Chitarre

Domenico Muscariello : Basso

Thomas Manna : Batteria

 

Articolo di: Andrea Stopponi

Grazie a: New Model Label

Sul web: www.thisorder.net - www.myspace.com/thisorder

 

 

 

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