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Un disco, uno dei pochi, che può tranquillamente uscire dall’Italia a testa alta per portare influenze nuove e una sicura dose di reggae permeato dalla cultura meridionale: i Dub All Sense con “Follow The Lion”.
Genere: Dub Voto: 7.5/10 Ascolta anche: Bob Marley, King Tubby, Roots Pirates Il mondo del reggae allo stato puro. Provate solo a immaginare il suono della Jamaica e ad unirlo con l’insieme di una qualche tradizione popolare: un risultato assolutamente interessante. Ora, per cercare di rendere la cosa più degna di spunto, aggiungete vari tipi di suoni per rendere il progetto il più moderno possibile e trasportabile all’interno dei vari paesi; ecco, a questo punto, ci siete: avete ottenuto la ricetta perfetta dei Dub All Sense. La band, reduce da innumerevoli esperienza musicali, presenta “Follow The Lion” un album interessante che trae spunto tanto dalla ritmica alla King Tubby (farcita di un insieme di strumenti che rendono il tutto più complesso anche per delle piccole sfumature provenienti dal genere house) quanto dalla tradizione popolare campana; una caratteristica non da poco che immette il dialetto direttamente nell’ambito di un progetto dalle larghe vedute che potrebbe tranquillamente essere esportato all’estero a causa della presenza di alcuni testi in inglese che, comunque, sembrano trovarsi sullo stesso piano di quelli meridionali a conferma del fatto che i Dub All Sense siano talmente versatili da funzionare in entrambe le lingue. Il progetto si apre con un brano decisamente dal forte impatto ritmico, ma che non mette in risalto le parti forti della band: si tratta di “Dubbm” (brano dalle sonorità indiane) il quale verrà ripreso con “Re-Dubbm” che si configura come la sezione di sviluppo dello stato originario. Nulla da dire sulla cover “Get Up Stand Up” che, però, ci mette in riga facendoci preparare per i brani più belli dell’album: “Mary Jane” e “Africa”. Quest’’ultima sembra essere promettente non soltanto dal punto di vista testuale, ma funziona tranquillamente anche come canzone che può arrivare tanto all’italiano quanto allo straniero. Un altro pezzo incantevole è decisamente “About You”: una canzone per metà strumentale che si può ricollegare, quindi, all’unico pezzo di pura musica presente nell’album, ovvero “Don’t Give Up The Dub”, la quale si unisce con una bonus track che viene passata quasi in sordina. Nulla da dire sui brani in dialetto (“A Terra Mia” feat Clementino, “Doce Doce” e “Nu Cielo A Guardà”) che si mostrano come brani decisi e forti che si alternano tra la polemica e la tradizione reggae. I Dub All Sense, con “Follow The Lion”, hanno creato un disco che funziona in ogni suo punto; possiamo solo sperare che arrivino davvero così lontano come il suono delle loro canzoni. TRACKLIST 1. Dubbm 2. ‘A Terra Mia ft. Clementino 3. Afrika 4. Get Up Stand Up 5. Mary Jane 6. 40 Inches Of Gold 7. Rasta Queen 8. Doce Doce 9. About You 10. Nu Cielo’ A Guardà 11. Re- Dubbm (Mandaski Version) 12. Don’t Give Up The Dub (Mandaski Version) DUB ALL SENSE sono: Filippo D’Avanzo - voce Luigi Telese - dubmaster Enzo Daddio – sintetizzatore e tastiere Articolo di: Simone Vairo Grazie a: Luigi Telese Sul web: www.myspace.com/duballsense |