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Roberto Fabbri ha i tratti del genio. Ogni canzone proposta è un percorso melodico ritmico nuovo, in un contesto discografico attuale che, spesso, di nuovo propone ben poco. Così, è immediato l'apprezzamento per “Beyond” visto che questo Cd diventa, alla fine, una riserva, un cassetto (di grandi dimensioni) tutto pieno di colpi di scena e brillanti sfavillii.
Genere: Strumentale Voto: 7.5/10 Ascolta anche: - Roberto Fabbri ha i tratti del genio. Ogni canzone proposta è un percorso melodico ritmico nuovo, in un contesto discografico attuale che, spesso, di nuovo propone ben poco. Così, è immediato l'apprezzamento per “Beyond” visto che questo Cd diventa, alla fine, una riserva, un cassetto (di grandi dimensioni) tutto pieno di colpi di scena e brillanti sfavillii. Un apprezzato, condiviso, atteso chiarore nel buio di tanta inessenzialità musicale. Come dire: meno male che c'è ancora chi inventa qualcosa di nuovo visto che gli imitatori avanzano in schiere infinite. La sei corde di Fabbri è evocativa in misura precisa, a tal punto da richiamare esattamente quanto indicato nei titoli delle canzoni. Spieghiamo subito che le musiche non sono tutte sue. Ci sono alcuni brani che sono stati presi in prestito dal repertorio di Giovanni Allevi, il nostro Gismonti italiano. Ma il risultato non cambia. Sappiamo con certezza che Fabbri è un inventore, e in questa sua ansia, in questa sua ricerca ci trova alleati e compatti. Però mi sia consentito dire che dal punto di vista emozionale deve ancora crescere. La tecnica sembra votata quasi tutta a far trionfare la mano destra, l'arpeggio è il suo primo canale comunicativo. A volte sembra lasciato apposta spazio vuoto, probabilmente affinché la mente dell'ascoltatore riempa con le proprie allusioni, illusioni, evocazioni ciò che lui ha lascito libero. In realtà sembra anche che manchi un cantato, un frammento solista preciso in più di un'opera. L'effetto finale è schizofrenico: da un lato c'è la meraviglia per pietanze tutte nuove saporite assai, dall'altro arriva lo “sbomballamento” per i costanti allungamenti del brodo o per l'assenza di un “solo” di spessore. Ad un inventore di tale livello chiedo umilmente e polemicamente di più. Penso a Buzzurro, che ho recensito di recente, e allora mi viene il dubbio che sia la tecnica a mancare al geniale Fabbri. Forse, se avesse più sicurezza nelle dita, avrebbe già proposto qualche fiammata in più in questo importante repertorio. O forse sono io che ho sempre bisogno di essere tranquillizzato dall'aspetto funambolico dei chitarristi e lui, pur potendo, se ne frega altamente. Nel dubbio, do un sette e mezzo alla creatività e al gusto sapendo che poteva essere un voto più alto ma le assenze di sviluppi e assoli, di cantati e guizzi aggiuntivi hanno impedito il trionfo. Di più, maestro! Di più! TRACKLIST: 1. Beyond 2. La passeggiata 3. Broken lives 4. Il gioco degli amanti 5. Croce del sud 6. Ballade 7. Atocha 8. Preludio 9. Canzone 10. South beach 11. Soledoso 12. Notte a Belgrado 13. Hammam 14. Dance for Dale 15. Il bacio 16. Aria 17. Panic 18. Come sei veramente 19.Go with the flow 20. Downtown Articolo di: Josè Leaci Articoli correlate: Intervista 2010 Roberto Fabbri: il potere ipnotico della chitarra Grazie a: Ufficio Stampa Parole & Dintorni Sul web: www.robertofabbri.com - www.myspace.com/robertofabbri |