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Canemorto: un Antonio Nardi che non ti aspetti e che lascia un segno grosso così. Ho ascoltato il Cd omonimo tante volte per capire che non avrà bisogno di alcuna recensione (soprattutto della mia). Su questo livello di creatività troviamo ben poco. Non resta che aspettare di ascoltarlo in radio e, quando accadrà, applaudire.
Genere: Pop Voto: 7.5/10 Ascolta anche: Ivan Graziani, Baustelle Canemorto, alias Antonio Nardi, è una mente abbondantemente al di sopra della media di quanto mi capiti in genere d'ascoltare. Avessero tutti gli artisti una carta d'identità personalizzata, la sua sarebbe inconfondibile, tanto è fuori dagli schemi. Difficile anche recensirlo perché, maturo com'è, apre uno spazio proprio, ci vuole una mensola a parte sul muro e prima di raccontarlo occorrerebbe che anche i lettori ne avessero avuto almeno un assaggio. L'importante, a questo punto del viaggio, diventa proprio ascoltarlo e godersi la sua interessante creatività. La voce di Antonio Nardi, atomico inventore, è quasi femminile, stile Ivan Graziani. Il cantante lo sa ed insegue l'espressività del chitarrista abruzzese in ogni composizione. Finisce anche col rendere omaggio al compianto Ivan con la cover di “Firenze (canzone triste)”. Avevo il 45 giri e mi commuovo ancora ascoltando l'amore trasudare da quelle note. Ma Nardi è un poderoso creativo, non si ferma all'emulazione e al tributo. Le sue melodie hanno sempre qualcosa di geniale, di intrigante, anche quando sono meno riuscite. Quando la strofa o il ritornello sono azzeccati, vista la grande facilità di scrittura (e la fantasia e l'acume del già citato Antonio) ovviamente il risultato è sopraffino. I titoli più ispirati sono: “A 300 all'ora”, “Se ritornasse il signor G”, “Giuliano non lo sa” e “Bel natale”. Non possiamo che condividere la sua noia, il suo rifiuto per l'acredine che tutto circonda e avvolge, per i rapporti deteriorati tra uomini, per la musica di serie z che intruppa tutto l'etere radiofonico e per la mediocrità del genere umano destinato, in uno dei suoi racconti a scomparire nel futuro. E tra le ironiche fantasie in cui cala il suo cane e il disprezzo per l'ovvietà declinato in ogni forma, non possiamo non notare anche la grande capacità interpretativa che ha quest'ugola così acuta e particolare. Un Antonio Nardi che non ti aspetti e che lascia un segno grosso così. Ho ascoltato “Canemorto” tante volte per capire che non avrà bisogno di alcuna recensione (soprattutto della mia). Su questo livello di creatività troviamo ben poco. Non resta che aspettare di ascoltarlo in radio e, quando accadrà, applaudire. Complimenti sinceri. TRACKLIST: 1. A 300 all'ora 2. Il ritornello 3. Se ritornasse il signor G 4. Fiorentina 5. Giuliano non lo sa 6. Un supermercato qualunque 7. Firenze (canzone triste) 8. Tramonto di una giornata uggiosa 9. Aeroplani 10. Bel natale Hanno suonato: Antonio Nardi: voce, violino, chitarra, basso Pio Stefanini: programmazione, piano Leopoldo Giachetti: chitarre, cori Martino Mugnai: batteria, percussioni Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Ufficio Stampa Unomundo Sul web: www.canemorto.com |