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KALWEIT AND THE SPOKES - Around The Edges (Irma Records, 2010) Stampa E-mail
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Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Fabrizio Corgnati   
Martedì 30 Marzo 2010 22:49
kalweit and the spokes

L'ex voce dei Delta V, Georgeanne Kalweit, è l'anima del nuovo progetto Kalweit and the Spokes, che esordisce con "Around The Edges", un disco di ricerca sonora e artistica a cavallo tra la musica di un tempo e l'alternative rock più innovativo.

 

 

 

Genere: Alternative rock

Voto: 7.5/10

Ascolta anche: Baustelle, Franz Ferdinand

 

Sarà l'analogia più o meno consapevole nel nome della band, o saranno forse gli elementi grafici, ma aprendo per la prima volta il MySpace di Kalweit and the Spokes si ha la netta impressione di trovarsi di fronte alla risposta italiana (o dovemmo dire italo-americana) a Florence and the Machine. Come molte prime impressioni, anche questa si rivela presto non così rispondente al vero, anche se qualche tratto in comune tra l'emergente gruppo italiano e la più interessante nuova realtà dell'alternative rock mondiale c'è.

E sta tutto nell'amore per la musica vecchio stile, che Kalweit and the Spokes, nel loro album di esordio "Around the edges", sanno reinterpretare attraverso le sonorità dell'indie-rock all'italiana. La parola chiave di questo progetto è "ricerca": di svariati generi musicali come della purezza del suono, a cui il gruppo tiene molto nella scelta degli arrangiamenti. Una ricerca che nasce, sorprendentemente, da un'intesa talmente precisa tra i membri del gruppo, che molti dei pezzi scaturiscono di getto da un'ispirazione, all'insegna del "buona la prima".

Del resto, benchè di album di esordio si tratti, i tre componenti della band sono tutt'altro che dei novellini. La leader Georgeanne Kalweit è nota al grande pubblico come ex voce dei Delta V, ma ha lavorato anche con Vinicio Capossela e L'Aura; il batterista Leziero Resigno annovera nel suo curriculum prestigiose collaborazioni con La Crus, Amor Fou, Cristina Donà, Gino Paoli e Manuel Agnelli; il chitarrista Giovanni Calella è stato produttore, tra gli altri, di DJ Pandaj.

Il trait d'union dell'album è però Georgeanne in persona, con il suo timbro pastoso, rotondo e coinvolgente, ma anche con le sue doti eclettiche (è lei ad aver composto i testi del cd e anche ad averne dipinto la copertina). L'artista di Minneapolis ci prende per mano e ci conduce ad assaporare lentamente tutte le tracce, disposte in un ordine niente affatto casuale, ma che anzi disegna un vero e proprio viaggio nel cuore di questo progetto.

Partendo da "Curtains", che alza letteralmente il sipario su questo lavoro, si attraversano dapprima i ritmi vagamente franz-ferdinandiani di "The last sign" e "Ice man", poi le atmosfere soffuse di "All the gods" e della title track "Around the edges" (una ballad sussurrata chitarra-voce con il solo accompagnamento discreto di violoncello e fisarmonica). Quindi ci si tuffa letteralmente nel country rock di "The whore", a giudizio di chi scrive il pezzo più interessante, alle cui sonorità datate fa da piacevole contraltare il timbro imogeniano con cui Georgeanne interpreta l'orecchiabile linea melodica.

Con "Guns are back" si torna a ritmi decisamente più punk, per concludere adagiandosi sulle canzoni finali che rimandano piuttosto al blues ("New York movie") e alla sperimentale "Steep in sleep". Paesaggio su cui si staglia questo panorama musicale così variegato è un mix variegato del Meridione d'Italia (la Napoli di Rescigno, la Taranto di Calella e il Salento terra d'adozione della Kalweit) e del sud-ovest americano. Allo stesso modo, i testi riflettono sul disagio socio-politico al di qua e al di là dell'Atlantico, metaforicamente indicato da quel far west evocato dalle parole e dai suoni country del cuore del disco.

Ma non tutti. Altre volte, le piccole poesie partorite da Georgeanne si rifanno piuttosto a personaggi storici o leggendari, come la diva del cinema muto Clara Bow (a cui è dedicato l'omonimo intermezzo elettronico e, per l'appunto, strumentale) o il pittore Edward Hopper, che ispira "New York movie", o ancora Otzi, l'uomo vecchio di 5000 anni ritrovato nel ghiaccio delle Alpi, nel singolo "Ice man", registrato con lo Gnu Quartet (Gino Paoli, L’Aura, P.F.M., Niccolò Fabi, Meg, Morgan, Sarah Jane Morris).

Nel complesso, "Around the edges" risulta un cd dal sapore non particolarmente originale, ma molto ricercato, per palati fini. E per chi ama la musica, come forma d'arte tutt'altro che scontata.

 

TRACKLIST

    1. Curtains 

    2. The last sign 

    3. Lulled 

    4. Ice man 

    5. All the gods 

    6. Around the edges 

    7. The whore 

    8. Guns are back 

    9. New York movie 

   10. Clara bow 

   11. Split us in two 

   12. Steep in sleep 

   13. Curtains part 2

 

Kalweit and the Spokes sono:

   Georgeanne Kalweit: voce

   Leziero Resigno: batteria

   Giovanni Calella: chitarra

 

Articolo di: Fabrizio Corgnati

Grazie a: Ufficio Stampa Irma Records

Sul web: http://www.myspace.com/kalweitandthespokes