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Il racconto, il disco, il disegno: “L’isola” è un’opera che va oltre ogni riferimento, ogni semplice catalogazione; un lavoro unico nel suo “non-genere”: far emergere mostri che abitano in ognuno di noi.
Genere: Ambient Horror Electronic Wave Voto: 8.5/10 Ascolta anche: - Inarrestabile sopravvivenza, spossante Isola madida di storia e di tormenti. I fantasmi, corpi straziati dal tempo, luci che s’addensano su una spiaggia-mondo deserta, essi non hanno pace, cercano incessanti il perdono e l’origine di tanta sofferenza. Incomunicabilità: l’antica traccia dello smarrimento umano, troppo umano, poca audacia e tanta violenza per sopperire alla perdita del sé. I suoni, le parole, le immagini che rastrellano un io smarrito e folle, con calma apparente, sull’Isola annega e risale a nuova vita un delirio, accompagnato da rumori-suoni che sprofondano e riemergono proprio come fantasmi. Plumbea è l’atmosfera che si respira per tutta la durata del disco, oscura è la trama del racconto, spaventoso è il tratto delle immagini che accompagnano l’Isola. Un’aria rarefatta, il sale sulle labbra crepate, il viaggio di sola andata verso l’Isola; il suo significato è tutto nelle parole tracimate, sgozzate senza reticenza, sforzate e soffiate senza peso, in una sola parola: silenzio! Alda Teodorani è una maestra dell’Horror, non nuova a progetti di questo genere, in quest’occasione hanno musicato ma soprattutto interpretato il suo racconto, “L’isola”, Le Forbici di Manitù, creando un dramma musicale di altissimo livello che ricorda in molti casi “Holy Wars” dei Tuxedomoon per la scia di musica da camera, elettronica minimale e scomposta, mentre la chitarra di Daniele Carretti (Offlaga Disco Pax, Magpie) avvicina le sonorità dalle parti della Wave italiana di fascia A. Il misterioso Manitù Rossi e Vittore Baroni in una ventennale collaborazione ci hanno finalmente regalato il loro capolavoro, perché l’Isola oltre ad essere un ottimo racconto è un album bellissimo: un lavoro dettagliato, unico nel suo genere: una storia orrifica seguita dalle illustrazioni macabre di Emanuela Biancuzzi, chiusa da suite ambientali scarne e poderose. L’Isola rimarrà nella storia dell’Underground come un lavoro riuscito, una stratificata opera a tre teste. La Snowdonia con “L’isola” conferma di essere una delle realtà più credibili ed incredibili del panorama musicale odierno. TRACKLIST PARTE I 1. L’isola dei morti (Approdo) 2. Fame 3. L’albergo PARTE II 4. La galleria 5. Solo x 2 6. dal profondo (strumentale) INTERVALLO 7. Otello PARTE III 8. L’isola dei morti (Battigia) 9. Dal profondo 10. Nella cantina PARTE IV 11. L’isola dei morti (Cordame) 12. Dementia 13. Il tempo dell’obbedienza ALDA TEODORANI/LE FORBICI DI MANITÙ/EMANUELA BIANCUZZI sono: Alda Teodorani: racconto Le Forbici di Manitù: musiche Emanuela Biancuzzi: illustrazioni Articolo di: bianco Grazie a: Snowdonia Sul web: www.myspace.com/leforbicidimanitu - www.aldateodorani.it - www.biancuzzi.com |