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“Storie di…”, di Fiorindo Tittaferrante, è tutto questo: un brivido lungo la schiena, una carezza dove non vorreste, un pensiero inquietante, un collage di tributi musicali chissà se volontari, un monito per tutti i posteri. Un vero, piccolo, tesoro trash. Alleluia!
Genere: Songwriter Voto: 5/10 Ascolta anche: - Tattaratà! Qui ci vorrebbe la sigla della Twentieth Century Fox. “Storie di…” è un'opera che minimo minimo merita l'Oscar, se non altro per il viaggio mentale che il suo autore, Fiorindo Tittaferrante, compie spregiudicatamente tra arrangiamenti di ogni genere, anche ben concepiti, e ammiccamenti e richiami a tutto ciò che è stato umanamente possibile infilare nel disco. Con sensualità interpretativa Cristiano Malgiogliesca e una timbrica rude Toto Cotugnesca, Fiorindo il coraggioso parla di bontà e cattiveria, di umanità varia, dei timidi, del Vajont, del Mediterraneo e di tutto quello che gli pare ma con un quesito irrisolto alla base: sta scherzando o fa sul serio? Tutto l'album trabocca di retorica prescolare, di stratagemmi atti a procurar la rima che neanche “amor fior cuor”, di parole messe lì a fare rima baciata ad ogni costo, a qualunque prezzo. Eppure lo stile, il senso del suo cantare è “buonista e veltroniano” per usare una metafora politica. Apprezzabile e condivisibile, ci mancherebbe altro. L'innegabile verve comunicativa cozza con il risultato naive di ogni singolo brano, esplodendo in un tripudio di frammenti musicali “già sentiti” o semplicemente, mi si consenta, prevedibili. Ma, paradossalmente, il disco è da incorniciare. Questo è un involontario manuale del cosa non fare se si vuole fare musica, un breviario di tatticismi assolutamente da non seguire per imparare a lasciarsi andare e, finalmente, creare qualcosa. È un punto fermo, una tramontana, una stella polare: magari non indica la perfezione ma, a suo modo, fa da bussola. E poi il coretto di voci bianche, l'assolo di chitarra stile “Hotel California”, l'idealismo trasparente. Mi ha fatto sorridere, e tanto, come un tuffo dal trampolino con coefficiente di difficoltà altissimo e botta disneyana finale, per assenza d'acqua in piscina. Ma oggi ci vuole qualcuno che ricordi a chi vive di esaltanti passioni (musica compresa) la caducità del mondo, anche di quello ideale (quello a me più caro) della canzone d'autore. Mi torna in mente Jocelyn Pulsar che sviliva le recensioni inserendovi annunci privati stile: “vendo motorino” o “cerco lavoro”. “Storie di…” è tutto questo: un brivido lungo la schiena, una carezza dove non vorreste, un pensiero inquietante, un collage di tributi musicali chissà se volontari, un monito per tutti i posteri. Un vero, piccolo, tesoro trash. Alleluia! TRACKLIST: 1. Fedra 2. Bandito 3. Mediterraneo 4. Canzone per l'uomo 5. I timidi 6. 9 ottobre 1963 7. Brama di vivere 8. Il testimone 9. Punti di vista 10. Tempi moderni Hanno suonato: Fiorindo Tittaferrante: voce, chitarre, scacciapensieri, pianoforte, lap steel Massimo Priviero: voce Davide Tittaferrante: batteria, percussioni Gianluca Verrengia: chitarra, mandolino, bouzouki Francesco Licciardi: basso, corno francese Paolo Iurich: flauto di pan, piano, tastiere, percussioni, vibrafono Flavia Di Tomasso: violino, viola Shu Jeong Won: violoncello Domenico Mancini: violino Fabrizio Fabiano: basso, violoncello, viola Mino Fabiano: basso Stefano De Libertis: fisarmonica Giuseppe Zinni: vibrafono, celesta, voce, cori Nicola Zinni: cori Dario Zinni: basso Antonello Scarinci: percussioni, marimba Guerino Taresco: basso Roberto Gentilezza: armonica Carla Cerella: cori Paolo Giordano: lap steel Massimo Varini: chitarra Paola Scimmi: cori Ivan Pretto: cori Articolo di: Josè Leaci Grazie a: P&G Promotion Sul web: www.fiorindo.net - www.myspace.com/fiorindo |