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Duin: dialettali, teatrali e senza troppa inventiva melodica. Un canto trinacrio che non arriva al cuore.
Genere: Folk, Rock Voto: 5/10 Ascolta anche: - Eviterò di girare intorno al problema. Il disco dei Duin è un lavoro a mio avviso poco più che amatoriale. Presenta cinque canzoni in dialetto e, nulla in contrario rispetto all'arte “regionale”, ma ammetteranno che sia piuttosto difficile stargli dietro sul lato lirico testuale. Il libretto non c'è quindi devo capire il possibile dal diretto ascolto del Cd (quasi nulla). La voce di Sara Romano è teatrale, sempre in primo piano, spesso enfatica oltre la caratura musicale del progetto. Evidentemente la natura artistica di Sara è più da attrice che non da cantante. Sembra cercare un palcoscenico e un pubblico, la immagino muoversi accanto al sipario e in posa plastica accanto alla quinta. La mera presenza di un microfono sembra non bastarle. Ma il vero distacco dal Cd lo sento nella scelta dei brani: nessuna delle tracce ha una linea melodica importante, un tocco di brio o di genio di quelli che lasciano stupiti. Anche qualora mi stessi sbagliando, è un dato certo che armonicamente, forse per scelta dei suoni o di missaggio, la voce di Sara ad un'esposizione troppo solitaria sulla scena del disco. Tastiera e basso latitano invece di sorreggere ogni canzone con un tappeto corposo, la viola di Roberta Milano secca l'atmosfera invece di condirla di profumi trinacri. Probabilmente l'insieme avrebbe bisogno di un coro o di un quartetto d'archi per rendere onore alle fatiche di Sara. Ma così non è, e il risultato è una grande difficoltà a mandare giù i racconti, le storie, “li cunti” e l'anima di un album che, a fine ascolto, neanche ricordo più. TRACKLIST: 1. Malatempora 2. Raggiuni 3. Cuivros curano 4. La genti 5. Cause DUIN sono: Sara Romano: voce, chitarra acustica, marranzano Carmelo Clemente: tastiere Giuseppe Arici: basso Roberta Miano: viola Armando Fiore: percussioni Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Duin Sul web: www.myspace.com/duin5 |