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L’avventurarsi nel nuovo della musica porta sempre con se miliardi di sorprese, una di queste sono proprio i Pedro Ximenex con il loro nuovo album “Il nostro disco che suona” a metà tra la poesia del rock e la dimensione onirica.
Genere: Rock Voto: 9.5/10 Ascolta anche: Radiohead, Le Vibrazioni Cosa c’è dietro l’ascolto di un cd? Un concetto infinito. La curiosità ha mosso tutti i grandi uomini della storia e della letteratura poiché non si accontentavano di quello che avevano. Togliendo qualsiasi connotazione epica, anche il critico si avvicina a quel tipo di figura: si muove lungo milioni di progetti, al fine di cercare qualcosa che lo emozioni e che gli faccia sentire la brezza della novità. Non importa se non la trova o se “inciamperà” in qualche errore, ma va avanti convinto di quello che fa. Ascoltare un Cd dopo l’altro mette nella condizione di percepire una quantità infinitesimale di mondi che ti spingono ad andare avanti alla ricerca di cose mai sentite prima. Potrebbe esserci o no una canzone meravigliosa, un testo incantevole, ecc., ma l’importante è proseguire nell’ascolto perché difficilmente in ciò che già si conosce è possibile trovare un nuovo stimolo. Allora si procede ad occhi chiusi, finché qualcosa arriva: in questo caso i Pedro Ximenex. Dopo l’esperienza pop di “Che Fretta C’era” e la formalità di “Abbandonati Come Se” ecco arrivare un’altra citazione, stavolta Bongustiana, che si configura come un progetto incredibilmente di valore: “Il Nostro Disco Che Suona”. Di stampo nettamente rock (e “farcito” del grande apporto dato dalla new-entry Emanuele Ranieri al basso), tra lo psichedelico e la leggerezza con una punta di progressive dei tardi anni 70, il lavoro dei Pedro Ximenex risulta essere un concept album che riguarda i contrasti maggiori che sono presenti nell’uomo odierno fino ad essere un insieme di brani incredibilmente scorrevoli che si alternano tra la poesia (“Il Mio Piccolo Demiurgo” e “Aria”) e la ricerca di un sound orecchiabile (“Ne Ho Bisogno”). Quest’ultima caratteristica viene estremizzata da un’altra canzone che, però, risulta essere di una tale delicatezza da mettere in difficoltà anche l’ultimo degli insensibili: “L’isola” che viene ripetuta insieme a “The Killer”, decisamente il pezzo più difficile di tutto l’album per il suo essere legato alla tradizione del rock puro. La vera forza, comunque, risiede anche nelle atmosfere che i brani dei Pedro Ximenex sanno creare; un mix perfetto di dimensione onirica e realtà che viene riassunto nella traccia migliore dell’album che ha come base un pianoforte, ma poi esplode nel suo massimo esprimersi: “Meteoropatia”, unito all’incredibile “Ego-Mostro”. Possono esistere, purtroppo, anche in un lavoro decisamente pregiato come questo delle piccole pecche che vengono rappresentate da “Eppoi” e “Tutto” le quali, però, vengono totalmente eclissate dal brano strumentale “China-Pop” (scelta azzardata, ma che funziona). I Pedro Ximenex sono la prova che non bisogna mai abbandonare la ricerca del nuovo, poiché ci si potrebbe imbattere in qualcosa di veramente bello. Attendiamo con ansia nuovi lavori. TRACKLIST 1. Ne ho bisogno 2. Quasi 3. Un’isola 4. China-pop 5. Aria 6. Il mio piccolo demiurgo 7. The Killer 8. Tutto 9. Ego-mostro 10. Un’isola (ripresa) 11. Eppoi 12. Meteoropatia 13. The Killer (ripresa) PEDRO XIMENEX sono: Simone Stopponi – chitarra e voce Raffaele Iacarella – Chitarra e voce Leandro Tortolini – Tastiere Luca Costantini – Batteria Emanuele Ranieri - Basso Articolo di: Simone Vairo Grazie a: Simone Stopponi dei Pedro Ximenx Sul web: www.myspace.com/pedroximenex |
Commenti
http://www.myspace.com/verodisalvo
sarebbe stato forse carino segnalarla anche nei credits...
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