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SHOUT - Manuale per non suicidarsi (42 Records, 2009) Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Raviola   
Mercoledì 24 Febbraio 2010 01:00
shout

La passione per il rock e soprattutto per il mito che spesso tale genere porta con sé è quanto emerge ascoltando l’esordio discografico degli Shout. Questo fresco e irriverente quartetto romano manifesta nelle dodici tracce – forse troppe - di “Manuale per non suicidarsi” la volontà di coinvolgere e convogliare all’interno del progetto tutto ciò che porta la parola "rock" nel dna.

 

Genere: Rock, Grunge, Indie

Voto: 8/10

Ascolta anche: Grandaddy, Black Rebel Motorcycle Group, Afterhours, Ministri

 

Non solo sfuriate di chitarra e riff incalzanti ma anche attenzione per i particolari e per tutte le sonorità che trovano dimora in questo immenso contenitore musicale. Nascono così canzoni belle e stravaganti, figlie di quell’irriverenza che spesso risulta essere il punto di forza delle giovani band (Verdena docet, ndr).

Certo, occorre sempre e comunque avere qualcosa da comunicare, ma questa condizione appare evidente negli Shout, capaci di spaziare dalla psichedelia al grunge senza intaccare il loro stile, o meglio il loro non stile, fatto di cavalcate rock and roll e di strampalate canzonette dai ritornelli tanto efficaci quanto improbabili.

Si sente l'America, l'Inghilterra, ma anche tanta influenze di casa nostra, a partire dagli immancabili Aftehours, soprattutto in alcuni episodi, su tutti “Nausea moderna” e “Il mio amore nel frullatore”. Belle, per intensità e capacità comunicativa, “Cloro nel naso” e L’amore è un cane che viene dall’inferno”, mentre la menzione per “Spero di morire prima di diventare Pete Townshend” acquista valore grazie ad un titolo davvero azzeccato.

In generale questi ragazzi adottano un approccio musicale che diverte e stupisce, il loro modo di fare musica è irriverente  e per nulla preoccupato di non piacere.

Questo aspetto risulta senza dubbio il punto di forza degli Shout, offuscato qua e la da alcune forzature stilistiche troppo evidenti, figlie dell’inesperienza e della smania di voler mettere nel calderone tutto quanto i nostri conoscano e padroneggino.

Dettagli, quando dall’anonimato musicale proveniente dalle nuove generazioni fuoriescono band di questo livello non ci si può che rallegrare, le imperfezioni verranno certamente corrette  in fretta, offrendo alla scena rock di casa nostra una band di tutto rispetto.

 

TRACKLIST:

   1. Cloro nel naso

   2. Nausea moderna

   3. L'amore è un cane che viene dall'inferno

   4. Ninnananna

   5. Hallelujah in la minore

   6. Il mio amore nel frullatore

   7. Lumaca

   8. Oh My Darlin'

   9. Teflon

  10. Tuna Ketchup

  11. Spero di morire prima di diventare Pete Townshend

  12. Fagioli Lou Lou

 

SHOUT sono

   Strueia – chitarra, voce

   Ettore – basso

   Simone - chitarra

 

Articolo di: Carlo Raviola

Grazie a: Shout

Sul web: www.myspace.com/glishout

 

 

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