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MASSIMO DANIELI - Quattro modi per morire EP (Autoproduzione, 2009) Stampa E-mail
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Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Josè Leaci   
Sabato 06 Febbraio 2010 01:00

MASSIMO DANIELI - Quattro modi per morire EPMassimo Danieli, con “Quattro modi per morire”, non è uno che passa inosservato o uno che si possa scordare, dopo averlo ascoltato. Il problema è che si fida troppo della propria voce, la mette davanti a tutto, ne fa la prima protagonista e finisce col coprire, oscurare, mettere in secondo piano le stesse, apprezzate, composizioni.

 

 

 

Genere: Pop Rock

Voto: 6.5/10

Ascolta anche:

 

La copertina dell’Ep “Quattro modi per morire” riporta un cuore disegnato su un bambolotto di plastica col braccio spezzato e reincollato. Un inno all'infelicità e al dolore già dalla prima immagine. Massimo Danieli si presenta così: voce da cannone e timbrica romantica, stile Francesco Renga. Parla d'argento e la sua voce ne ha tanto, squillante e rombante com'è.

Bugiarda nella mente” è una hit perfetta per qualunque radio ed è il giusto biglietto da visita di questo artista che ha l'America nel sangue, un grande desiderio evocativo nelle corde vocali e tanta voglia di spaccare il mondo urlando la propria tristezza e la propria rabbia.

Le stonature di “Fragilismi”, probabilmente dovute a una registrazione “live”, non tolgono merito e statura all'idea canzone in sé. Qualche settima rubata al jazz colora di fusion questa seconda traccia niente male. Anche “Il demone glaciale” ha degli spunti introspettivi di rilievo.

Danieli, insomma, non è uno che passa inosservato o uno che si possa scordare, dopo averlo ascoltato. Il problema è che si fida troppo della propria voce, la mette davanti a tutto, ne fa la prima protagonista e finisce col coprire, oscurare, mettere in secondo piano le stesse, apprezzate, composizioni. È uno che quando canta tende a far sfoggio, si esibisce. Se fosse nato qualche anno fa, sarebbe stato un urlatore, presumo. Se gridasse meno, la voce non prenderebbe tutta la scena, allora Danieli potrebbe colorare con arrangiamenti meno pesanti le melodie tanto felicemente immaginate. Forse si prende troppo sul serio e la sua voce finisce col dare eccessiva solennità e  dolore al suo stile.

Ovviamente l'ascolto ne risente, diventa meno piacevole, meno rilassato di quanto potrebbe essere. Ma magari mi sbaglio. Ciò che inquadro come difetto potrebbe anche essere un punto di forza, un elemento di distinzione. Però, finché canterà così, come se fosse avvolto in un turbine di vento, sul ciglio di una scogliera che si leva altissima su un oceano alieno e violaceo, mi sentirò assai distante dal suo cuore infranto e dal messaggio del disco.

 

 

 

 

TRACKLIST:

1. Bugiarda nella mente

2. Fragilismi

3. Il demone glaciale

4. Ciò che resta

5. Argento

 

Hanno suonato:

Massimo Danieli: voce

Claudio Russo: chitarra

Andrea Franceschi: batteria

Davide Pigazzi: basso

 

Articolo di: Josè Leaci

Grazie a: Massimo Danieli

Sul web: www.myspace.com/danielisoulshift