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Dobbiamo ringraziare Patrizio Maria se, con “India londiese”, riporta in vita il mai abbastanza rimpianto Ivan Graziani, gigante tra i cantautori trapassati e ancor oggi punto di riferimento per chi compone i propri album con la chitarra. In più di un frangente la somiglianza è tale che sembra di essere di fronte ad un imitatore il cui gioco sornione è svelato dalla sola erre moscia.
Genere: Pop, Rock Voto: 6.8/10 Ascolta anche: Ivan Graziani Dobbiamo ringraziare Patrizio Maria se, con “India londiese”, riporta in vita il mai abbastanza rimpianto Ivan Graziani, gigante tra i cantautori trapassati e ancor oggi punto di riferimento per chi compone i propri album con la chitarra. In più di un frangente la somiglianza è tale che sembra di essere di fronte ad un imitatore il cui gioco sornione è svelato dalla sola erre moscia. Ma il talento di Patrizio è innegabile, oltre che ricco, molto ricco, al di là del suo maestro e delle linee congruenti tra i due. Aleggia ovunque il ritmo, il gusto melodico, la chitarra, il falsetto, il grottesco. La radice sta tra “Signore ti prego è stata una svista” e “Antonia Antonia Antonia, madonna ti ricordi che sbornia”, quei ritmi lì, per capirci. Non sto neanche a cercare i titoli di quelle canzoni. Sono dentro di me e sento gli accenti di quelle frasi riaffiorare mentre Patrizio esegue “La scarpa”, “Killer” o “India Londinese”. Uno dis-inquadrato, un imitatore e un creativo di gran classe. Oltretutto, e scusate se è poco, sa anche suonare la chitarra in modo molto divertente. Si sente il rock, il western e il blues d'Abruzzo. Semmai esagera più di una volta con le deformazioni stile vocoder. Credo che la sua voce, pura e semplice, sia molto più interessante di quanto dimostrato con l'aggiuntina dell'effetto speciale. E allora che vada dove vuole coi suoi discorsi pieni di scarpe, i suoi falsetti, la sua voglia di viaggiare e il suo bisogno di tornare. A me è capitato di recensire emuli di Guccini, di Battisti, di Garbo e chissà quanti altri. Forse, tra questi, Patrizio è il più dotato di una propria statura artistica nonostante la clamorosa analogia con Graziani. Concludo con parole tratte dal libretto degne di un epitaffio o di una lettera postuma: “Avrai il mio ricordo e sorriderai soltanto guardando la mia foto con la chitarra in mano”. Notevole e incantevole sintesi. Sorridiamo. Ivan ci guarda, benevolmente, dall'alto. TRACKLIST: 1. Gelosia psichedelica 2. La scarpa 3. Killer 4. 679 Indie motel 5. India londinese 6. A cosa serve una pistola? 7. Le ossa del maiale 8. Filomena 9. Io c'ho l'ansia 10. Marylou 11. Supermarket Chakra Hanno suonato: Patrizio Maria: voce, chitarre, sitar, cori Danilo Bigioni: basso Angelo Petruccetti: tastiere Giulliano Savona: programmazione, suoni Giulio Caneponi: batteria Fausto Casara: batteria Stefano Corrias: batteria Enrico Ciacci: chitarra Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Patrizio Maria Sul web: www.myspace.com/patriziomaria |