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LEONA LEWIS - Echo (Syco/Sony Music, 2009) Stampa E-mail
( 4 - user rating )
Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Andrea Cova   
Lunedì 07 Dicembre 2009 22:38
leona lewis

Una giovane interprete dall’eccezionale talento vocale ed uno scrigno di gemme musicali intagliate con originalità e perizia dal gotha del songwriting internazionale: “Echo” è tutto questo e molto altro di più e conferma il dono straordinario di Leona Lewis, la capacità di infondere in ogni singola nota carisma, passione, personalità ed una vibrante intensità emotiva.

 

Genere: Pop, Soul, R&b

Voto: 9/10

Ascolta anche: Mariah Carey, Delta Goodrem, Kelly Clarkson

 

Un album decisamente atteso, una prova impegnativa e rischiosa per la giovane artista ventiquattrenne proveniente dal quartiere londinese di Islington: difatti, dopo aver infranto ogni record di vendite con il singolo “Bleeding Love” ed aver replicato questo traguardo con il successo planetario dell’album di esordio “Spirit”, era inevitabile che la curiosità divenisse febbrile e che le aspettative crescessero a dismisura per il secondo capitolo del percorso musicale di Leona Lewis. E la giovane artista inglese con questo nuovo lavoro discografico, permeato da una magica alchimia di diverse sfumature musicali (dal pop all’r&b, dal soul al rock), conferma il suo talento in maniera vivida ed innegabile candidandosi ad entrare a pieno merito nell’empireo delle voci più affascinanti, potenti e memorabili dell’attuale panorama mondiale. Proseguendo il sentiero tracciato negli anni Novanta da artiste del calibro di Mariah Carey e Whitney Houston, Leona riesce a coniugare la sbalorditiva estensione vocale della prima con la timbrica black ricca di anima e passione propria della seconda, arricchendo questa superba miscela con una precisione tecnica ineccepibile ed una capacità interpretativa personalissima ed estremamente matura.

Il nuovo album “Echo” presenta indubbiamente elementi di continuità rispetto al suo predecessore ma al contempo cerca di sgretolarne la granitica compattezza sonora, proponendo oltre alle emozionanti ballate che ne costituivano l’ingrediente principale anche audaci ed inaspettate incursioni su altri territori stilistici, dando in questo modo origine ad un risultato maggiormente variegato ed appetibile per tutti i palati musicali. Guidata dai suoi mentori storici Simon Cowell (geniale ideatore del format televisivo “X Factor”, al quale Leona partecipò nell’edizione britannica del 2006 trionfando letteralmente e conquistando il cuore di un’intera nazione) e Clive Davis, la Lewis ha deciso di affidarsi per la realizzazione dei nuovi brani ad alcuni tra i più richiesti ed affermati compositori e produttori della scena pop-r&b contemporanea: primo fra tutti, all’insegna del motto “squadra che vince non si cambia”, il sempre più acclamato e conteso Ryan Tedder (leader degli OneRepublic e negli ultimi anni instancabile autore per nomi del calibro di Beyoncè, Kelly Clarkson, Whitney Houston e Rihanna), che in questa occasione ha firmato ben tre dei brani confluiti nella scaletta finale, tra cui il singolo prescelto per il lancio radiofonico del progetto, ovvero l’epica ballata “Happy”; tra gli altri illustri songwriters che hanno partecipato alla creazione di questo pregiato album vanno però menzionati sicuramente anche Justin Timberlake (suo il mid-tempo r&b “Don’t Let Me Down”, a cui presta anche la propria voce per i backing vocals), lo svedese Max Martin (artefice della sorprendente traccia dance “Outta My Head” – già confermata nel ruolo di secondo singolo estratto – e dell’altrettanto irresistibile “I Got You”), John Shanks ed Harvey Mason Jr; alla lavorazione dell’album avevano anche partecipato il guru dell’hip-hop/r&b americano Timbaland ed il team produttivo inglese degli Xenomania ma poi il materiale con loro inciso non è stato prescelto per la scaletta definitiva dal momento che stilisticamente non sarebbe risultato in sintonia con il resto dei brani.

L’album si apre con l’intensissima e raffinata ballata “Happy”, contraddistinta da un’atmosfera piuttosto dark che si schiude in un ritornello dalla coinvolgente e luminosissima apertura vocale, allo scopo di esprimere la tematica portante del pezzo, ovvero la necessità di ricercare instancabilmente la felicità superando le difficoltà e gli ostacoli che la vita immancabilmente ci pone dinanzi. Questa pregiatissima ed emozionante ballata fu registrata in presa diretta immediatamente dopo aver finito di scriverla in studio di registrazione, in modo tale da preservarne al massimo l’urgenza espressiva e la pregnante carica emotiva. Caratteristiche queste ultime che risultano perfettamente valorizzate dal ricercato videoclip che accompagna il brano: girato a Cuba sotto la direzione del celebre regista Jake Nava, il video ci mostra Leona innamorarsi di un ragazzo ed i sentimenti parrebbero ricambiati; solo in conclusione si scoprirà però che in realtà il matrimonio per il quale lei si sta preparando scrupolosamente è quello del giovane con un’altra donna, evidentemente avevamo frainteso gli sguardi d’amore dell’attraente ragazzo cubano, il quale invece vedeva in Leona semplicemente una buona amica e alla nostra beniamina non resterà che combattere questa cocente delusione sforzandosi di riconquistare la felicità. Davvero brividi a fior di pelle per una delle più belle ballate di quest’anno musicale che ormai volge al termine!

La produzione dell’intero album risulta estremamente sontuosa ed elaborata, senza però apparire in alcuna occasione sovrabbondante o eccessivamente invasiva. Il ritornello raggiante e solare della deliziosa “I Got You” conquista sin dai primissimi ascolti, mentre la ballata r&b “Cant’t Breathe” sorprende soprattutto per la naturalezza estrema con cui Leona percorre le scale del pentagramma ponendo in evidenza la sua portentosa estensione vocale; senza ombra di dubbio affascinanti sono gli arrangiamenti dal sapore mediorientale di “Brave”, mentre una decisa virata sonora rispetto al consueto sentiero sinora tracciato dalla giovane interprete londinese ci colpisce dritto ai neuroni catturandoli con l’insinuante, seducente e impetuoso ritmo electro-pop di “Outta My Head”: sulle corde di un travolgente groove dance, Leona sottolinea la versatilità del suo talento artistico donando anima e intensità a un pezzo che siamo sicuri scalerà le classifiche di mezzo mondo, grazie alla sua pregiata miscela tra gusto melodico ed un ritmo pulsante e sensuale (reminescente probabilmente del clamoroso successo riscosso dall’estrosa ed imprevedibile Lady GaGa negli ultimi mesi), impreziosita da un testo che sancisce la presa di coscienza, risoluta, intrigante e a tratti piuttosto aggressiva di una donna che desidera cancellare dalla propria mente e dal proprio cuore una storia passata ed estremamente sofferta (“It's funny how easy you can mess me up / Now look how easy I get you / Outta me head, outta my head / Say goodbye”). Decisamente più luminosa e positiva è invece l’orecchiabilità pop di “Love Letter”, in cui Leona dichiara col cuore colmo di sentimento che sarà felice fintanto che avrà al proprio fianco il suo amatissimo ragazzo (l’elettricista Lou Al-Chamaa con cui è fidanzata dai tempi della scuola e con cui si vocifera che presto convolerà a nozze, il mondo dello show business evidentemente non ha in alcun modo contaminato questo genuino e solido rapporto di coppia), mentre una vivida ed energica ispirazione rock si percepisce in “Naked” con le chitarre elettriche che si intrecciano al tappeto sonoro tessuto dai sintetizzatori.

Naturalmente però, come d’altra parte era più che lecito attendersi dopo aver ascoltato l’album di esordio “Spirit”, ampio spazio viene doverosamente dedicato anche alle ballate romantiche e d’atmosfera, la cifra interpretativa rivelatasi più congeniale per Leona sin dai suoi esordi. Si va dalla dolcezza struggente di “My Hands” (prescelta come colonna sonora per la versione europea ed americana del videogioco “Final Fantasy XIII”) alla vocalmente impetuosa ed emotivamente melodrammatica descrizione di un amore infranto della power-ballad “Broken”, sino ad arrivare all’avvolgente cover del brano degli Oasis “Stop Crying Your Heart Out”, in cui Leona, proprio come aveva in passato fatto con la straordinaria “Run” degli Snow Patrol, infonde tutta la propria passione scavando sin nel profondo della propria anima.

In conclusione dell’album troviamo infine un prezioso trittico all’insegna del sentimento più puro ed intenso: con “Alive” torniamo nuovamente sul sentiero della ballata di imperiosa intensità cantata a voce piena, mentre l’album viene suggellato da uno splendido duetto, “Lost Then Found”, in cui la voce di Ryan Tedder, con l’accompagnamento strumentale dei suoi OneRepublic, si unisce finalmente a quella di Leona dopo averla sinora solamente valorizzata con i brani appositamente composti per lei: si percepisce immediatamente la sintonia tra i due artisti, il desiderio comune di scoprirsi ed abbracciarsi in un crescendo emozionale suggestivo e  di sicuro impatto, indubbiamente una egregia chiusura per “Echo”. In realtà però il sipario è calato solo ufficialmente, perché attendendo qualche minuto si scova una sorpresa, la ghost track “Stone Hearts & Hand Grenades”, ballad delicata, soave e toccante perfetta ad accompagnare l’atmosfera delle festività natalizie che si avvicinano sempre più.

Dopo aver ascoltato questo secondo album siamo ancor più fermamente sicuri che quello di Leona Lewis è un astro destinato a brillare a lungo nel firmamento musicale, vista la sua eccezionale capacità di interprete e l’umiltà, semplicità e intelligenza che hanno sinora contraddistinto le sue scelte artistiche. Certamente attendiamo con curiosità l’occasione di poterla ascoltare dal vivo, sperando che il tour annunciato per il prossimo anno preveda anche l’Italia tra le sue tappe; quel che è sicuro è che i fans italiani, sempre più numerosi, non aspettano altro che accogliere gioiosamente Leona, restituendole parte dell’immenso calore con cui lei sa avvolgerli con ogni singolo sorriso ed ogni singola nota delle sue canzoni.

 

TRACKLIST

1.      Happy

2.      I Got You

3.      Can’t Breathe

4.      Brave

5.      Outta My Head

6.      My Hands

7.      Love Letter

8.      Broken

9.      Naked

10.  Stop Crying Your Heart Out

11.  Don’t Let Me Down

12.  Alive

13.  Lost Then Found (featuring OneRepublic)

14.  Stone Hearts & Hand Grenades (ghost track)

 

Videoclip ufficiale di “Happy”

http://www.youtube.com/user/leonalewis?blend=1&ob=4#p/a/u/0/-jCDnwldrt8

Esibizione live di “Run” all’evento Children In Need 2009

http://www.youtube.com/watch?v=ZwTAO2Jn00w

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Lydia D’Agostino, Ufficio Stampa Sony Music International

Sul web: www.leonalewismusic.co.ukwww.myspace.com/leonalewis

 

 

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